Palestina, una guerra senza ragione in una terra senza pace

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Israele è stata sconvolta in pochi giorni da un attacco pianificato e portato a termine da Hamas la frangia estremista dei territori palestinesi, in tutto il mondo si fa a gara per esprimere solidarietà all’orrore perpetrato e davanti alle uccisioni barbariche testimoniate da ogni angolo del pianeta il cuore di ognuno di noi sussulta sempre un po’ di più.

di Massimiliano De Vita

Per quale ragione è successo tutto ciò? nessuna spiegazione giunge chiara e soddisfacente, si parla solo di un atto terroristico verso la popolazione civile Israeliana, come se all”improvviso uno tsunami di pazzia sanguinaria abbia messo a repentaglio la “pace” nei territori, dimenticandosi completamente gli ottant’anni della Questione Palestinese” mai risolta.

L’odio che ne deriva da quest’ondata di violenza a sangue freddo, ben presto sotterrerà il popolo Palestinese, soprattutto tra la popolazione civile, dalla “giusta” reazione di Israele.

Davanti a questo scenario e tra le telecamere che filmano gli orrori ognuno di noi non riesce a trattenere l’indignazione a prescindere dalle ragioni dell’uno e dell’altro.

Inutile andare a ripercorrere le tappe dal 1948 ad oggi che hanno portato a tutto ciò, ognuno di noi ha le sue convinzioni e le sue idee, ognuno di noi dovrebbe condannare in perfetto equilibrio le stragi compiute in ogni senso, le guerre lampo, i civili uccisi…

Invece siamo qui a trovare ragioni che non ci sono e scuse per giustificare che ingenuamente, sottoponendoci ad attacchi politici,  riportiamo nelle piazze senza la minima convinzione e nessuna ragione, solo per manifestare in ogni caso, fosse per difendere la “democrazia liberale” d’Israele o per schierarsi per una “free Palestine”.

Qualunque cosa si faccia in questo momento è sbagliato, condannare le atrocità è stato necessario, correre ai ripari per scongiurare un’ondata eccessiva di odio e violenza da parte degli ultimi colpiti diventa necessario.

Le barbarie commesse in questa terra senza pace sono immani, liquidare il tutto in un solo giorno per la ragione politica d’occasione sembra fuori luogo, nei territori non vi è ne destra e ne sinistra solo morte e disperazione, oggi sono morti civili palestinesi, ieri civili israeliani, domani, quando il sipario si chiuderà per lo spazio di altri accadimenti e quando l’ultimo eco di questa ecatombe si spegnerà per l’occidente, subentrerà solo il ricordo dell’ennesima escalation che ha colpito i due popoli ogni 8/10 anni.

Palestina, una guerra senza ragione in una terra senza pace

E questa è vita? Quale ragione continua ad alimentare il dialogo se da nessuna delle due parti si vuole respirare pace?

Israele alle ultime elezioni ha eletto un governo proteso al pugno duro, ed infatti con le ultime risoluzioni è finito ogni tavolo di concertazione, volutamente? Non lo so e non lo sapremo mai, sta di fatto che l’indifferenza alle richieste Palestinesi, associate a nuove restrizioni hanno portato a tutto questo, non sapremo neanche cosa sia stato rifiutato o tolto dai vecchi accordi. In questo l’esasperazione gioca molto.

Armi al fosforo sembra che abbiano fatto il loro ingresso a Gaza, questa la dice lunga sulla democrazia che intende Israele e dei trattati ONU stracciati che vietano questo tipo di armi, Israele nella guerra dei sei giorni impiego gas di cui non si mai saputo la loro composizione, moriranno bambini, neonati, donne e chiunque lo respiri anche dopo ore, uno sterminio, ma tra poco ci diranno che sono semplici lagrimogeni.

Il pericolo e che la lotta dopo la dura e sicura repressione di “difesa” d’Israele non si fermerà domani.

Ma chissà se ci sarà un domani mai decente per questi diversi popoli ed eleviamo per il momento solo grido di una Pace che ancora non sento nessuno evocare se non il Santo Padre, tutti concordi sulla vendetta.

Quale ragione può esserci per non avere un domani?

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