Lafemelle, così Napoli incanta l’Italia

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Coniugare il talento, la professionalità e la semplicità non è semplice per gli artisti in forte crescita. Eppure Enrica La Femina, vincitrice di 2 edizioni del Festival di Napoli, sta dimostrando di meritare ogni briciolo di successo che faticosamente sta conquistando con tenacia e determinazione. La sua voce è in assoluto tra le più apprezzate del panorama canoro partenopeo e siamo certi che farà strada, perché di talento ne ha da vendere.

Chi è Enrica La Femina?

“23 anni, puteolana, appassionata della mia terra. E poi cantante. Si, ma anche laureanda in ingegneria.”

Partiamo dal tuo nome d’arte. Perché ‘Lafemelle’?

Ricordo che anni fa iniziai cantando in lingua francese, terra che fece incontrare anche i miei genitori. Dunque, cercai di plasmare il mio cognome: da La Femina a Lafemelle il passo è stato breve. Inoltre, puntualizzo anche che Lafemelle è la ‘femmina dell’animale’ dunque estrinseca e racchiude tutti i generi della femminilità. Che poi è un tema a te caro.

Certo, affronto molto i temi sociali e della parità di genere. Quando sento ancora episodi di violenza rabbrividisco, pertanto credo che noi artisti abbiamo anche il dovere di veicolare messaggi di uguaglianza contro ogni discriminazione e stereotipo. Una cantante impegnata…le nuove generazioni devono scrollarsi da dosso anche certi stereotipi.”

Quale testo ti ha fatto conoscere, principalmente, al pubblico?

Ricordo che stavo in studio con un altro artista partenopeo, Vesuviano. Con lui stavamo ascoltando alcuni brani, quando a un certo punto mi propose di completare assieme una canzone che poi ci ha legati professionalmente: ‘Rire’. Questo testo è nato con una stesura a 4 mani ed è stato sempre più apprezzato, soprattutto da innamorati e coppie che spesso ci scrivono o dedicano queste canzoni. Il che ci lusinga davvero molto!

E poi c’è il capitolo ‘Festival di Napoli’. Ho vinto questa competizione canora nel 2020 e nel 2023/2024. Sicuramente il Festival ha contribuito alla mia crescita umana e professionale, accrescendo il pubblico che mi segue.”

Parliamo del tuo nuovo singolo, ‘maschere’

“E’ uscito il 26 febbraio e rappresenta un passo in avanti importante lungo il mio percorso artistico. E’ un testo introspettivo, un inno alla libertà.”

In che senso?

“L’auspicio è di invitare gli altri a liberarsi dalle maschere che spesso indossiamo e di assaporare un rinnovato sentimento di libertà, non lasciandoci trasportare dalle altrui emozioni ed esperienze negative. Anzi, abbiamo il dovere di canalizzare la positività che ognuno serba in grembo verso il mondo che ci circonda, plasmando la comunità che ci accoglie.”

Ti senti parte di una nuova generazione artistica partenopea?

“C’è molto fermento a Napoli e con tanti colleghi stiamo provando a portare avanti la nostra arte, la nostra cultura, la nostra tradizione. Non è facile e abbiamo artisti che hanno già ‘sfondato’, come Geolier, e tanti altri che ci stanno provando. Lo stile può essere uguale, simile o diverso ma tutti siamo animati dalla voglia di portare in alto il nome della nostra terra. In questo, devo dire, a volte abbiamo la fortuna di incontrare chi crede in noi, come Gianni Simioli, che cerca di farci conoscere al grande pubblico. Ma non è semplice.”

Cosa vedi nel tuo futuro?

“Nuovi progetti prima di tutto. Ma soprattutto la voglia di continuare a trasmettere ciò che ho dentro, arrivando con gentilezza e passione al cuore di chi ascolta i miei brani. Enrica non è più la ragazza che racconta amori adolescenziali, ma una donna che affronta temi sociali, introspettivi, passioni. Insomma, sto maturando artisticamente e spero di essere apprezzata sempre più dal pubblico.”

Dov’è possibile ascoltare i tuoi brani?

“Su YouTube, Spotify, digital store, i social. E, quand’è possibile, dal vivo.”

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