Giustizia: ecco cosa cambia con il ddl Nordio

Il Cdm ha dato il via libera al ddl Nordio che cancella il reato di abuso d'ufficio e limita il potere d'appello dei PM. Vediamo i dettagli.

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foto di Pinco Pallo

Il Cdm ha dato il via libera al ddl Nordio che cancella il reato di abuso d’ufficio e limita il potere d’appello dei PM. Vediamo i dettagli.

Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma della giustizia voluta fortemente dal ministro Nordio. Il disegno di legge presentato al Cdm si sostanzia in 8 articoli che vanno a modificare il codice penale ed il codice di procedura penale, nell’ottica di una maggiore tutela per chi viene sottoposto ad indagini. Bisogna inoltre ricordare che si tratta soltanto del primo pacchetto normativo, al quale seguiranno nuove misure, che prevederanno modifiche alla Costituzione, entro la fine dell’anno.

Via l’abuso d’ufficio

La questione più calda, anche all’interno della maggioranza, era legata al reato d’abuso d’ufficio. Alla fine ha prevalso la linea del ministro Nordio, il reato verrà infatti cancellato.

Il reato di abuso d’ufficio è stato modificato varie volte per circoscriverne i limiti, ma sono continuate iscrizioni nel registro degli indagati e informazioni di garanzia che costituivano il vero motivo della paura della firma per cui sindaci e amministratori non firmavano nulla e questo è un grande danno economico che si riversa sui cittadini“, ha affermato il ministro.

Stando ai dati emersi recentemente e relativi all’anno passato, sono 3.536 su 3.938 i fascicoli archiviati per questo tipo di reato, il che denota uno squilibrio evidente tra indagini e condanne.

Altra questione calda fa riferimento alle intercettazioni telefoniche, per le quali sono previste delle limitazioni sulla pubblicazione delle stesse da parte dei giornalisti. Secondo quanto previsto dal disegno di legge, infatti, potranno essere pubblicati soltanto i colloqui telefonici contenuti nei provvedimenti giudiziari e che saranno quindi agli atti.

Inoltre, i pm non potranno più impugnare sentenze di assoluzione che riguardano i reati meno gravi, definiti di “contenuta gravità”, mentre potranno essere impugnate le assoluzioni per i reati gravi.

Azione ed Italia Viva appoggiano la riforma Nordio

Azione ed Italia Viva esprimono parere favorevole rispetto alla riforma della giustizia. Carlo Calenda, leader di Azione, che afferma: “Noi voteremo la riforma di Nordio perché è esattamente quello che abbiamo proposto noi” – dicendosi soddisfatto anche rispetto alle norme contenute nella riforma. “Si tratta di riforme molto moderate, molto equilibrate e poi sono quelle che abbiamo già proposto noi, sarebbe davvero difficile non votare” ha poi concluso il leader.

Il Consiglio nazionale dei giornalisti si è detto preoccupato perchè il nuovo disegno di legge rischierebbe di minare il diritto all’informazione. In un comunicato si legge: “Pur condividendo la legittima esigenza di tutelare i soggetti estranei alle indagini i cui nomi figurino nelle intercettazioni e di trovare il giusto equilibrio tra libertà di stampa e rispetto della dignità della persona, ritiene che debba essere comunque garantito il diritto all’informazione, con particolare riferimento a fatti di interesse pubblico quali sono tutte le indagini penali che si avvalgono di intercettazioni, concesse soltanto nei casi dei reati più gravi. Diritto all’informazione sancito da numerose sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo che considera lecita anche la pubblicazione di atti coperti da segreto su inchieste di rilievo che riguardino personaggi pubblici“.

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