Francia: continua la protesta per le pensioni

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Pensioni

La riforma delle pensioni del Presidente francese ha scatenato non poche proteste, dilagare poi in vere e proprie rivolte che stanno mettendo a ferro e fuoco le strade francesi.

L’innalzamento dell’età pensionabile

Il punto principale (quello più controverso) è l’innalzamento dell’età pensionabile da 62 a 64 anni.
Ci sono, tuttavia, alcune eccezioni. Ad esempio, la possibilità di andare in pensione a 58 anni per chi ha cominciato a lavorare prima dei 16. Età pensionabile invariata, invece, per le “carriere lunghe”.

L’abbattimento delle pensioni sociali

La riforma presenta l’innalzamento della pensione minima a 1200 euro, più l’abolizione di moltissimi regimi speciali, che hanno reso il sistema pensionistico francese estremamente complicato. Tra questi, gli ex dipendenti della Ratp (la rete di trasporti parigina), della Banca di Francia e del Consiglio economico, sociale e ambientale.

Le proteste

Frédéric Souillot, segretario generale di Force Ouvrière ha affermato: «Se Emmanuel Macron vuole farne la madre di tutte le riforme, noi ne faremo la madre di tutte le battaglie».
Bastano queste parole a comprendere il clima generale delle piazze francesi in queste settimane.
Otto grandi sindacati hanno aderito, riuscendo a bloccare il paese portando, nella prima giornata di proteste, oltre 500.000 nelle piazze.
La situazione è immediatamente precipitata : i manifestanti hanno incendiato numerosi cassonetti della spazzatura e preso di mira filiali di banca e sedi di assicurazioni, molte delle quali saccheggiate lungo il percorso.
Secondo il rapporto del Ministère de l’Intérieur et des Outre-mer (ministero dell’interno francese) la polizia ha schierato 11.000 agenti, di cui 4000 nella sola capitale, che nei momenti di maggior tensione, hanno fatto uso di gas lacrimogeni.

La situazione delle pensioni in Italia

Anche nel Bel Paese in queste settimane il tema pensioni è salito alla ribalta.
Secondo una previsione di “Pensami”, il nuovo simulatore INPS che fornisce stime in merito a quando si andrà in pensione, un ragazzo di 25 anni che lavora da un anno, potrebbe andare in pensione anticipata a 70 anni con almeno 46 anni e 4 mesi di contributi oppure in pensione di vecchiaia a 70 anni e sei mesi sempre che abbia almeno 20 anni di contributi e un assegno di almeno 1,5 volte il minimo.
La situazione ha scatenato la rabbia dei sindacati. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief ha affermato: «perché chi ha oggi 25 anni e non inizia a lavorare subito andrà in pensione a 75 anni di età, dopo quasi mezzo secolo passato al lavoro. La verità è che non si può lavorare una vita senza un dignitoso riposo».

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