De Luca denuncia Fitto per i fondi bloccati al Sud. Ma manca una denuncia per l’applicazione della clausola del 34%

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Lo aveva annunciato e lo ha fatto. De Luca ha denunciato il ministro per gli Affari Europei, le politiche di coesione e il Pnrr Raffaele Fitto riguardanti il “blocco da parte del Ministero della Coesione, da oltre un anno e mezzo, dei fondi di sviluppo e coesione (Fsc), destinati al Sud”.

La denuncia presentata al Tar Campania, alla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania e alla Procura della Repubblica di Napoli allo scadere dei 30 giorni previsti nella precedente diffida. Ora si attendono le evoluzioni.

La denuncia per la mancata applicazione della clausola del 34%

Ma ancora non vi è una denuncia per la mancata applicazione della clausola del 34%. Tale clausola è stata introdotta dall’ormai famoso articolo 7bis del “Decreto Mezzogiorno”, il quale prevede che il 34%  delle spese in conto capitale vadano alle regioni del Sud. Si tratta mediamente di 60 miliardi all’anno. Su questo tema hanno cominciato a lavorarci alcuni esperti, perché si ravvisano anche dei termini di incostituzionalità. Di fatti la norma è stata elaborata proprio in virtù dei principi di “coesione territoriale” e di uguali diritti di tutti i cittadini dello Stato, previsti dagli articoli 3, 4 e 120 della Costituzione. In particolare, il Governo “può sostituirsi agli organi regionali … quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali … La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione”.

Due le interrogazioni parlamentari sulla mancata applicazione della norma

Relativamente alla mancata applicazione della clausola, sono già state presentate due interrogazioni parlamentari. La prima è del 2020, rivolta al Ministro per il Sud di allora, Giuseppe Provenzano, ad apora di diversi parlamentari del M5S. la seconda è del novembre 2023, ad opera di Caramiello e altri del M5S. Ma ancora nessuna risposta.

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