Apple: indagine dell’Antitrust sul mercato delle app

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L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di Apple per abuso di posizione dominante nel mercato delle app.

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Antitrust: ma perché?

Nell’adunanza del 2 maggio 2023, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato l’avvio di una istruttoria nei confronti di Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia S.r.l. al fine di accertare l’esistenza di possibili violazioni della concorrenza ex art. 102 TFUE. La questione principale riguarda la privacy. Secondo l’Authority, a partire da aprile 2021, Apple avrebbe adottato per gli sviluppatori terzi di app una politica sulla privacy “più restrittiva rispetto a quella che la società applica a sé stessa”. In più, sviluppatori e inserzionisti terzi “appaiono svantaggiati in termini di qualità e di dettaglio dei dati messi a disposizione da Apple e relativi all’efficacia delle campagne pubblicitarie sulle loro applicazioni”. Questo genererebbe, secondo l’Antitrust, un calo dei proventi della pubblicità degli inserzionisti terzi, a vantaggio della divisione commerciale di Apple.

Più nel dettaglio

Secondo l’Autorità Antitrust la società Apple, approfittando della propria posizione di dominanza nel mercato delle piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo IOS (tale società è infatti l’unico soggetto in grado di fornire tali servizi in tutti i Paesi del mondo), avrebbe adottato una politica discriminatoria in grado di:

– ridurre i proventi della pubblicità degli inserzionisti terzi, a vantaggio della propria divisione commerciale;

– ridurre l’ingresso o impedire la permanenza dei concorrenti nel mercato dello sviluppo e distribuzione di app;

– avvantaggiare le applicazioni Apple e il relativo sistema operativo.

Infatti, considerando che la disponibilità dei dati degli utenti e la loro profilazione possono considerarsi elementi essenziali per l’appetibilità degli spazi pubblicitari acquistati dagli inserzionisti, tramite l’introduzione della “App Tracking Transparency Policy” per i soli sviluppatori di app terzi, Apple avrebbe ridotto in modo discriminatorio la possibilità di profilazione da parte degli editori, sviluppatori di app e ad-network concorrenti, ostacolando quindi la capacità dei concorrenti di vendere spazi pubblicitari.

In definitiva

Secondo l’Autorità, quindi, la posizione di svantaggio delle app di terzi derivanti dalla predetta policy avrebbe come effetto quello di spingere i consumatori ad avvalersi sempre di più sia dei dispositivi che delle app di Apple, ostacolando quindi il passaggio degli utenti verso l’acquisto di apparati dotati del sistema operativo concorrente.

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