Innovazione sociale e sviluppo del territorio al centro della seconda edizione della Notte Bianca degli Innovatori
Contributo esterno
Ieri sera (18 settembre) a Caserta istituzioni, imprese, startup, università, centri di ricerca, investitori e comunità dell’innovazione si sono incontrate per trasformare competenze e nuove idee in collaborazioni, crescita e opportunità per la Campania e il Mezzogiorno.
Come può un territorio trasformare innovazione, conoscenza e creatività in nuove imprese, lavoro qualificato e maggiore capacità di attrarre investimenti e talenti? È la domanda posta al centro della seconda edizione della Notte Bianca degli Innovatori, svoltasi nella serata di ieri a Caserta presso la sede di Fare Impresa, incubatore certificato dal MIMIT.
La Notte Bianca degli Innovatori ha riunito rappresentanti dell’Unione europea, delle istituzioni territoriali, del mondo universitario della ricerca, insieme ad associazioni di categoria ed ordini professionali. Tra i partner dell’iniziativa figurano: Ministero delle Imprese del Made in Italy MIMIT; Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili,Isole Minori”; Assintel Associazione Nazionale Imprese ICT; Cassa Depositi e Prestiti CDP; Scientifica Venture Capital; StartupItalia; Google Developer Groups Napoli; Confindustria Caserta; Ordine degli Architetti ed Esperti Paesaggisti; CERICT Centro di Ricerca Interdipartimentale della Campania; Università degli Studi di Napoli Parthenope.
Tra gli sponsor: Confartigianato Caserta, Evolutekna, IT-Centric S.p.A, Energia S.r.l., PromoSelf S.r.l, Laboris Catrame S.r.l, Villa Hirta S.r.l., Notaio Vincenzo Brienza, 20Seconds S.r.l. e Biofonic Caserta S.r.l..
La manifestazione ha avuto il pregio di riunire soggetti che spesso operano nello stesso ecosistema, senza – però – disporre di sufficienti occasioni di confronto: istituzioni, aziende, startup, università e centri di ricerca, professionisti, investitori, associazioni e comunità tecnologiche. L’obiettivo è quello di far emergere bisogni, competenze e progettualità, creando connessioni capaci di proseguire oltre la serata e tradursi in iniziative concrete.
Il filo conduttore è stata l’innovazione intesa non come semplice adozione di tecnologie, ma come processo economico e sociale: un modo per migliorare la competitività delle imprese, rendere più accessibili opportunità e servizi, valorizzare il capitale umano e costruire risposte condivise alle trasformazioni del lavoro e della società.
Un ecosistema più connesso per la Campania e il Mezzogiorno
La Campania dispone di università, centri di ricerca, imprese, startup e giovani con competenze di alto livello. La sfida è collegare meglio queste risorse, accelerare il trasferimento delle conoscenze verso il mercato e accompagnare le idee nella fase più delicata quella in cui devono diventare progetti sostenibili, organizzazioni solide e occasioni di occupazione.
La Notte Bianca degli Innovatori nasce in questa prospettiva. Il programma ha messo a confronto politiche pubbliche, iniziativa privata, finanza, ricerca nuova imprenditorialità per discutere le condizioni che possono rafforzare il tessuto produttivo regionale: accesso ai capitali, trasformazione digitale delle PMI, sviluppo delle competenze, collaborazione tra imprese e università, sostenibilità, attrazione degli investimenti e capacità di trattenere i talenti.
Particolare attenzione è stata riservata all’innovazione sociale e ai modelli collaborativi. La crescita economica, infatti, produce un impatto duraturo quando riesce a tenere insieme produttività, inclusione, qualità del lavoro, responsabilità d’impresa e partecipazione delle comunità. È su questo terreno che startup, imprese consolidate, amministrazioni e terzo settore possono sperimentare risposte nuove a bisogni collettivi e fragilità territoriali.
Dalle Leggi Leuciane all’impresa responsabile
Ad aprire i contenuti della serata casertana, è stata la presentazione da parte di Luigi Nunziante (direttore della casa editrice Saletta dell’Uva) della ristampa anastatica del Codice delle Leggi Leuciane del 1789, iniziativa promossa da Confartigianato Imprese Caserta ANCoS APS, che richiama l’esperienza di San Leucio, e che ha offerto una chiave di lettura particolarmente legata al territorio: già alla fine del Settecento, organizzazione produttiva, tutela sociale, formazione e vita comunitaria venivano considerate parti di uno stesso progetto.
ll Codice del 1789 testimonia come l’etica e la dignità del lavoro siano le radici storiche della nostra identità produttiva. In questa visione, l’innovazione si lega allo storico sapere artigiano interpretandosi non solo come tecnologia, ma come capacità di generare valore economico sociale, attraverso competenze, nuove relazioni e modelli collaborativi. Una sinergia virtuosa che connette la memoria del territorio alle sfide dello sviluppo di domani, punto di partenza per una riflessione contemporanea sulla responsabilità dell’impresa sul rapporto tra innovazione, dignità del lavoro e benessere collettivo. Non una celebrazione del passato, ma un ponte tra una delle esperienze più originali della storia produttiva casertana e le attuali sfide della sostenibilità e dell’impatto sociale.
Il confronto sulle leve dello sviluppo
A seguire, alle ore 19:00, il panel «L’innovazione come leva per lo sviluppo della Campania e del Mezzogiorno» che ha messo a confronto prospettive istituzionali, produttive, finanziarie, accademiche e tecnologiche.
Il dibattito, moderato da Fernando Del Rosso, CEO di Fare Impresa , tra i leader in Italia nella scoperta di nuovi talenti e di start-up innovative, coadiuvato da Maria Maddalena Ascione (start-up advisor Fare Impresa), ha visto la partecipazione dell’europarlamentare Danilo Della Valle, dell’economista Giovanni Barretta (Presidente del Tavolo tecnico dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”), di Federica Tortora (specialista per l’innovazione di Intesa Sanpaolo per Campania-Calabria -Sicilia), Luigi Della Gatta (Presidente di Confindustria Caserta) e Luca Pietroluongo (Segretario Confartigianato Imprese Caserta).
Al centro del confronto il tema dei divari territoriali, partendo dagli strumenti che possono incidere concretamente sulla crescita: politiche di sostegno, investimenti, reti tra imprese, trasferimento tecnologico, accesso alle competenze e collaborazione pubblico-privato.
Il vivace dibattito che ne è seguito ha posto l’accento sulle caratteristiche dell’ecosistema del Mezzogiorno, analizzando ostacoli e opportunità: come semplificare i percorso delle nuove imprese, come aiutare le PMI a innovare, come rendere più efficace il dialogo con il sistema della ricerca e dell’università, come attrarre capitale e come evitare che idee e professionalità siano costrette a cercare altrove le condizioni per essere messe sul campo e svilupparsi.
La presentazione delle start-up innovative: il Premio Best Practice 2026
A conclusione del tavolo istituzionale, la Notte Bianca degli Innovatori è proseguita con la Startup Arena che ha portato sul palco alcuni progetti imprenditoriali selezionati, presentati a una giuria di investitori ed esperti nell’ambito del Premio Best Practice 2026.
In confronto ha riguardato cinque startup innovative dell’incubatore Fare Impresa: eMomentum S.r.l., EV Field Service S.r.l., Quantum2Pi S.r.l., Longevia S.r.l. e Koala S.r.l., chiamate presentare i risultati raggiunti, il proprio percorso di crescita e le prospettive di sviluppo futuro.
Ogni team ha avuto l’occasione di illustrare il problema affrontato, la soluzione sviluppata, il modello di sostenibilità economica e le prospettive di crescita.
La sessione non è stata soltanto competitiva. I pitch hanno permesso di rendere visibili esperienze nate dal territorio o con esso in relazione, ricevere valutazioni qualificate e avviare contatti con imprese, investitori e possibili partner. Finalità dell’iniziativa è stata quella di premiare il progetto capace di distinguersi per qualità dell’esecuzione, impegno, innovazione e potenziale di sviluppo.
Al termine della Startup Arena, la giuria degli esperti ha proclamato i vincitori: il primo premio è andato alla start-up innovativa eMomentum S.r.l., il secondo premio a Quantum2Pi S.r.l., il terzo a EV Field Service S.r.l..
Nel corso della premiazione, il Google Developer Group Napoli ha presentato, il DevFest 2026 «Futuro Liquido», anticipando temi e prospettive dell’appuntamento dedicato alla tecnologia, allo sviluppo software e alla trasformazione digitale.
Dalle conversazioni alle collaborazioni
La parte conclusiva della Notte Bianca degli Innovatori è stata organizzata per trasformare il confronto pubblico in relazioni operative, con l’Innovation Matching, concepito proprio per facilitare gli incontri tra startup, imprese, professionisti, investitori, istituzioni e partner sulla base di interessi e possibili complementarità.
La formula scelta da Fare Impresa per la Notte Bianca degli Innovatori è stata pensata per rendere l’iniziativa accessibile anche a studenti, giovani professionisti e cittadini interessati a comprendere come tecnologia, sostenibilità e nuovi modelli d’impresa possano incidere sulla vita economica sociale della comunità. L’ambizione è contribuire a una cultura dell’innovazione meno distante , specialistica, capace di coinvolgere il territorio e di mostrare percorsi reali, non soltanto scenari futuri.
«L’innovazione produce valore quando mette in relazione persone, competenze e responsabilità. Questa serata vuole offrire al territorio uno spazio in cui idee, ricerca, imprese e istituzioni possano incontrarsi e riconoscere obiettivi comuni. Il risultato più importante non sarà il numero degli interventi, ma le collaborazioni che riusciranno a nascere e a continuare dopo l’evento», ha dichiarato Fernando Del Rosso, CEO di Fare Impresa e ideatore dell’iniziativa .
