Il senatore annuncia un’interrogazione ai ministri della Salute, per le Disabilità e della Giustizia sul caso della carrozzina elettronica verticalizzante. Il Tribunale di Napoli aveva riconosciuto il diritto alla fornitura integrale dell’ausilio.
Disabilità, Mazzella porta il caso Durso in Parlamento: scontro con l’ASL Napoli 1 sulla carrozzina
Il caso di Christian Durso, persona affetta da atrofia muscolare spinale (SMA) e con una grave disabilità motoria, arriva in Parlamento. Il senatore del Movimento 5 Stelle Orfeo Mazzella ha annunciato un’interrogazione rivolta ai ministri della Salute, per le Disabilità e della Giustizia per chiedere chiarimenti sulla vicenda che contrappone Durso all’ASL Napoli 1 Centro.
Mazzella è senatore eletto in Campania e vicepresidente della 10ª Commissione permanente del Senato, competente per Affari sociali, sanità, lavoro e previdenza sociale.
La carrozzina da oltre 23mila euro
La vicenda nasce dalla necessità di sostituire la carrozzina utilizzata da Durso, ormai fuori produzione e non più riparabile. Gli specialisti avevano prescritto una carrozzina elettronica verticalizzante dotata di caratteristiche specifiche necessarie a garantire autonomia, sicurezza e mobilità.
Il 10 marzo 2025 l’ASL Napoli 1 Centro aveva autorizzato la fornitura soltanto parzialmente, riconoscendo 13.381,68 euro rispetto a un costo complessivo di 23.215 euro più Iva. La posizione dell’azienda sanitaria era che la fornitura nei limiti previsti dal nomenclatore tariffario fosse sufficiente ad adempiere ai propri obblighi.
Durso, assistito dall’avvocato Alessandro Bardini e sostenuto dall’Associazione Luca Coscioni, ha invece sostenuto che l’ausilio finanziato parzialmente non fosse adeguato alle sue necessità funzionali.
Il Tribunale dà ragione a Durso
A luglio 2026 il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso, riconoscendo a Durso il diritto a ottenere integralmente la carrozzina prescritta e condannando l’ASL Napoli 1 Centro a sostenere il costo del dispositivo e le spese di giudizio.
Secondo quanto riportato da ANSA, il giudice ha ritenuto centrale il principio della personalizzazione dell’ausilio: non basta che un dispositivo appartenga alla categoria prevista dal Servizio sanitario, ma deve essere concretamente adeguato alle condizioni cliniche, alle capacità residue, all’ambiente di vita e al livello di autonomia della persona.
L’ASL impugna la sentenza
La vicenda non si è però conclusa con la decisione del Tribunale. A settembre, Durso ha reso noto che l’ASL Napoli 1 Centro ha impugnato la sentenza, chiedendo anche la sospensione della sua esecuzione. L’azienda sanitaria esercita così il proprio diritto di ricorrere contro la decisione di primo grado.
È proprio questo passaggio a essere contestato politicamente da Mazzella.
Nella sua nota, il senatore riferisce di aver scritto due volte ai vertici dell’ASL Napoli 1 Centro, chiedendo l’esecuzione della sentenza, e afferma di non aver ricevuto risposta.
Mazzella: “Il tempo del processo non può gravare sul cittadino”
Per Mazzella, il caso pone un problema che va oltre la singola vicenda giudiziaria.
“Il tempo del processo, con il conseguente aggravio per il carico assistenziale e i maggiori rischi clinici, non può e non deve gravare su chi ha già visto riconosciuto in sede giudiziale il proprio diritto alla salute e all’autonomia”.
Il senatore chiede quindi al Governo, nel rispetto delle competenze istituzionali, di valutare iniziative affinché Durso possa ottenere l’ausilio senza ulteriori ritardi.
La proposta sui 120 giorni concessi alla Pubblica amministrazione
Nell’iniziativa parlamentare Mazzella solleva anche una questione normativa. Il senatore propone di intervenire sul termine dilatorio di 120 giorni previsto in determinati casi per l’esecuzione dei provvedimenti nei confronti della Pubblica amministrazione.
La richiesta è di valutare una riduzione o un superamento di questo termine quando le condanne riguardano prestazioni sanitarie o ausili essenziali destinati a persone con disabilità.
Si tratta, allo stato, di una proposta politica avanzata dal senatore e non di una modifica normativa già approvata.
Lo scontro politico
Nella nota Mazzella utilizza toni molto critici anche nei confronti del Governo, accusandolo di non garantire una tutela sufficiente alle persone più fragili. Si tratta della valutazione politica espressa dal senatore M5S nell’ambito della sua iniziativa parlamentare.
Sul piano giudiziario, invece, resta aperta la controversia tra Durso e l’ASL: da un lato c’è la decisione del Tribunale di Napoli che ha riconosciuto il diritto alla fornitura integrale dell’ausilio; dall’altro l’impugnazione presentata dall’azienda sanitaria.
Il caso Durso diventa una questione parlamentare
L’interrogazione annunciata da Mazzella porta quindi il caso dalla sede giudiziaria a quella politica.
Il nodo riguarda non soltanto la carrozzina di Christian Durso, ma una questione più ampia: come garantire che gli ausili destinati alle persone con disabilità siano effettivamente adeguati alle necessità individuali e in quali tempi debbano essere assicurati quando il diritto è stato riconosciuto da un giudice.
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