VNL 2025: la muraglia Antropova-Danesi asfalta il Brasile

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VNL 2025: la muraglia Antropova-Danesi asfalta il Brasile in una finale attesa quanto combattuta tra le stelle più luminose del panorama pallavolistico mondiale.

Le Azzurre da record non deludono le aspettative: 15 vittorie su 15 gare disputate e 29 consecutive nelle ultime uscite ufficiali. Una finale che non poteva e difatti non lo è stata una gara qualunque, che colora di blu il cielo di Lodz. A nulla valgono le prodezze di Gabi e Bergmann, vere trascinatrici di un Brasile che, dopo aver conquistato il primo set, cede l’onore delle armi a questa Italia, alla sua terza VNL in quattro anni.

Finale VNL: un esordio in salita per le Azzurre

Esordio decisamente in salita per le Azzurre che sembrano subire un tantino troppo la pressione del Brasile in fuga dopo i primi scambi con 4 lunghezze di vantaggio: Velasco chiama il primo time out e Fahr, Egonu e Sylla iniziano a carburare annullando le distanze. Da lì in poi è un continuo balletto tra rimonte e sorpassi con una Gabi in stato di grazia che trascina l’attacco delle brasiliane e, complice un attacco out di Giovannini e due muri ben piazzati, mette in saccoccia il primo parziale con il punteggio di 25-22.

In verità Danesi e compagne sono come il diesel: una volta scaldato bene il motore, son guai anche per un’avversaria blasonata come quella carioca. E così al secondo parziale, capitan Annina inizia a fare quello che sa fare meglio: quando alza le mani non passa neppure una mosca, figuriamoci l’attacco brasiliano! Fahr più volte si mette in proprio e dilaga al centro, anche grazie ad una ricezione che vede l’inossidabile Moki de Gennaro arrivare pure in periferia a recuperare palla. Marcelle cerca di metterci una pezza ma l’ingresso in campo di Antropova mette tutti a tacere: le Azzurre pareggiano il conto con un perentorio 25-18.

Il terzo set vede l’Italia “orfana” di Alice Degradi che cade male e si vede costretta ad uscire. Velasco la rimpiazza con Stella Nervini, vera rivelazione di questa edizione della VNL che mette il sigillo sul +8. Sull’altro fronte Ze Roberto tenta la carta Roberta in regia mentre Diana, Julia, Rosamaria e Bergmann infiammano l’attacco e costringono il tecnico azzurro a puntare su Antropova per Egonu. Il gioco si fa incandescente, Sylla tira fuori dal cilindro un tocco di classe e il tabellino recita un 18-13 che manda in tilt le brasiliane, capaci però di avere colpi in canna. Ma ormai la muraglia Danesi-Antropova diventa implacabile: è ancora Italia sul 25-22.

Il Brasile soccombe davanti ad una Antropova devastante

Il quarto parziale prende presto l’andamento di un pendolo: di qua e di là non c’è verso di ingranare le marce veloci. E’ quello che può portare il Brasile a giocarsi il tutto al tie break, ma è anche quello che può incoronare le Azzurre sul tetto della VNL 2025. E’ una battaglia sul filo dei nervi e l’Italia dimostra che ha ancora fame, che questo oro lo vuole e se lo va a prendere contro la rivale di sempre, con una Antropova che diventa letale al servizio e a muro insieme a Danesi che di sconti proprio non ne fa.

All’orizzonte adesso, il mondiale in Thailandia con la consapevolezza che quando sei sul tetto del mondo, ogni avversario si pone l’obiettivo di batterti, come lo stesso Julio Velasco ha ammesso. Ma intanto, a queste ragazze, orgoglio di un’intera nazione, va riconosciuto un grande valore: quello di essere insieme talento, eccellenza e spirito di gruppo.

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