Le grandi purghe: terremoto politico negli Usa, cacciati Bondi, Noem e George

0
AI Immage

La Guerra in Iran ed il dossier Epstein hanno provocato un terremoto politico negli Stati Uniti.

Già alle prese con una drammatica crisi nei consensi, l’invincibile Donald Trump sembra seguire il destino di Giorgia Meloni. I due, almeno a parole, sono legati da rispetto ed ammirazione (non diciamo amicizia) e quasi simultaneamente, per motivi diversi, sono entrati in crisi profonda. La reazione, in entrambi i casi, è risultata quasi esasperata ed a farne le spese sono stati i “rami secchi”.

Strano a dirsi, perché a pagare sono stati i meno morigerati, coloro che hanno imitato in tutto e per tutto la politica dei loro capi. E’ successo sicuramente in grande in Italia, dove Delmastro, Santanché e Gasparri da sempre hanno esasperato i toni mettendosi al livello del capo supremo del Governo. Stesso discorso Bartolozzi, per quel poco che si è fatta conoscere. In quel caso a scatenare le ire funeste è stata la waterloo del Referendum sulla giustizia che ha mietuto vittime illustri.

Nel caso Stati Uniti a pagare sono stati Bondi, Noem e George. Kristi Noem, Ex Segretario della sicurezza interna degli Stati Uniti d’America, è stata la prima ed ora è toccato alla più famosa Pamela Bondi, in arte Pam, ormai ex procuratrice generale, e nel frattempo è caduta anche la testa di Randy A. George, Ex Capo di stato maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti, già in carica dai tempi di Biden.

“Voglio bene a Pam, ora passerà a ricoprire un nuovo incarico, quanto mai necessario e importante, nel settore privato che verrà annunciato in un prossimo futuro”. Così Donald Trump ha annunciato il cambio della procuratrice nella compagine di Governo. Una vicenda che, forse anche per diverso tempo, farà discutere.