Nuova ondata di raid Usa contro l’Iran
Nuova escalation nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riportato da ANSA, Washington ha avviato una nuova ondata di attacchi contro diversi obiettivi iraniani, in particolare nell’area dello Stretto di Hormuz, dove sarebbero stati presi di mira radar e sistemi di difesa.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che Israele non è stato coinvolto nell’operazione e che gli Stati Uniti avrebbero utilizzato 49 missili Tomahawk contro target in Iran. Il Pentagono ha definito l’azione un atto di “diplomazia coercitiva”.
Teheran rivendica attacchi contro basi Usa
La risposta iraniana non si è fatta attendere. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver colpito obiettivi militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, parlando di due ondate di operazioni contro diciotto target legati all’esercito americano.
Secondo Teheran, sarebbero state prese di mira le basi di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber in Kuwait e la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein. I media iraniani hanno inoltre riferito di un attacco al quartier generale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein.
Attacco anche alla base di Azraq in Giordania
L’Iran ha inoltre dichiarato di aver colpito la base aerea di Al-Azraq, in Giordania, dove sarebbero presenti strutture statunitensi e velivoli militari americani. Secondo il comunicato delle Guardie rivoluzionarie, l’attacco sarebbe stato condotto con 12 missili balistici.
La rivendicazione iraniana parla di strutture distrutte e di caccia americani colpiti, ma al momento le informazioni restano parte della comunicazione ufficiale di Teheran e richiedono ulteriori conferme indipendenti.
Kuwait chiude temporaneamente lo spazio aereo
Il Kuwait ha annunciato la chiusura temporanea del proprio spazio aereo in seguito agli attacchi iraniani. L’autorità per l’aviazione civile kuwaitiana ha motivato la decisione con i rischi per la sicurezza dei voli civili nella regione.
L’esercito kuwaitiano ha inoltre comunicato che i sistemi di difesa aerea sono entrati in azione contro bersagli ostili, confermando una fase di massima allerta nell’emirato.
Hormuz torna al centro della crisi
Lo Stretto di Hormuz resta il nodo strategico della crisi. Le Guardie rivoluzionarie hanno minacciato gli Stati Uniti, affermando che la regione potrebbe trasformarsi in un “inferno” per Washington se continuerà l’insicurezza nell’area.
Teheran ha ribadito che lo Stretto sarebbe chiuso, smentendo le affermazioni americane secondo cui il traffico navale commerciale starebbe continuando. Gli Stati Uniti, dal canto loro, sostengono che nessuna nave americana sia stata colpita e che le navi commerciali continuino a transitare.
Trump parla di contatti con l’Iran, Teheran smentisce
Donald Trump ha affermato di aver avuto contatti diretti con l’Iran e che Teheran avrebbe chiesto di fermare i bombardamenti. Le Guardie rivoluzionarie hanno però smentito categoricamente questa versione, definendo le dichiarazioni del presidente americano un pretesto e ribadendo che l’Iran continuerà a rispondere militarmente a ogni aggressione.
La contrapposizione tra le due versioni mostra quanto sia fragile anche il terreno diplomatico, mentre sul campo proseguono raid, minacce e operazioni militari.
Il New York Times: colpito un impianto idrico
Secondo un’analisi citata da ANSA, il New York Times avrebbe esaminato immagini satellitari e video che indicherebbero un possibile colpo statunitense contro un’infrastruttura per la fornitura di acqua potabile sulla costa iraniana, vicino allo Stretto di Hormuz. Non è chiaro se la struttura sia stata colpita intenzionalmente o per errore.
L’episodio, se confermato, potrebbe aumentare ulteriormente la pressione internazionale sugli Stati Uniti, considerando il coinvolgimento di infrastrutture civili in un quadro di guerra già molto delicato.
Medio Oriente, rischio escalation regionale
La nuova ondata di raid e la risposta iraniana contro basi americane in più Paesi della regione confermano il rischio di un allargamento del conflitto. Kuwait, Bahrein e Giordania si ritrovano direttamente esposti alla crisi tra Washington e Teheran.
La situazione resta in rapido aggiornamento e il punto decisivo sarà capire se gli attacchi resteranno circoscritti oppure se apriranno una nuova fase della guerra nel Golfo Persico.
Fonte
ANSA

