La “casetta” dell’Associazione Maria Rosaria Sifo Ronga al Monaldi di Napoli: un rifugio per le famiglie dei pazienti
Nel cuore del parco dell’Ospedale Monaldi di Napoli, tra reparti di eccellenza e corridoi dove la speranza lotta ogni giorno contro la malattia, esiste un piccolo edificio che racchiude una grande storia di amore e solidarietà: la Casa di Accoglienza Maria Rosaria Sifo Ronga.
Un luogo semplice, ma dal valore immenso, dove trovano ospitalità gratuita i familiari dei pazienti ricoverati presso l’Azienda Ospedaliera dei Colli e provenienti da fuori provincia.
Un progetto nato dall’amore
L’associazione che gestisce la struttura porta il nome di Maria Rosaria Sifo Ronga, insegnante napoletana scomparsa nel 1999 a seguito di un trapianto d’organo. Nel 2001, la sua famiglia e i suoi amici hanno voluto trasformare il dolore in un gesto concreto di altruismo, fondando un’associazione laica e senza scopo di lucro.
Da quel momento, la missione è stata chiara: offrire accoglienza, sostegno e vicinanza a chi vive momenti difficili accanto a un proprio caro ricoverato lontano da casa.

La “casetta” nel parco del Monaldi
La casa di accoglienza, interamente realizzata e gestita dai volontari dell’associazione, si trova all’interno del parco dell’Ospedale Monaldi, in piazzale Leonardo Bianchi. È una struttura accogliente, composta da sei stanze per un totale di dodici posti letto, con ambienti comuni come cucina, soggiorno e lavanderia.
L’accesso è gratuito: per soggiornare è sufficiente presentare un documento d’identità e il certificato di ricovero del proprio familiare.
Ciò che colpisce non è solo la funzionalità della casa, ma lo spirito che la anima: ogni gesto, ogni stanza, ogni dettaglio racconta l’impegno silenzioso di chi crede che la cura non si esaurisca nelle terapie, ma passi anche attraverso la presenza dei propri affetti.
Una solidarietà costruita dal basso
La realizzazione della “casetta” non ha beneficiato di fondi pubblici. Tutto è stato possibile grazie a donazioni, iniziative culturali, concerti di beneficenza e alla generosità di cittadini e imprese.
Oggi la casa è riconosciuta come unica nel suo genere nel Mezzogiorno, perché sorge all’interno di un parco ospedaliero e opera senza oneri per la Pubblica Amministrazione.
Dal giorno dell’apertura, più di quattromila persone hanno trovato accoglienza tra le sue mura. Tra loro anche la famiglia di un bambino cardiopatico arrivato recentemente da Gaza per un delicato intervento al cuore al Monaldi: una storia di speranza resa possibile anche grazie a questo piccolo rifugio di umanità.

Un sostegno che va oltre l’alloggio
La casa di accoglienza non offre soltanto un letto e un tetto. È un luogo di conforto emotivo, dove i familiari dei pazienti possono condividere paure, attese, speranze.
“La solitudine è il problema vero del malato,” ha ricordato tempo fa una delle autorità cittadine intervenute all’inaugurazione. “È perciò fondamentale avere i propri cari accanto, e questa struttura colma un vuoto che si sentiva forte.”
Nel quotidiano, i volontari accolgono, ascoltano, orientano. Piccoli gesti che diventano fondamentali per chi affronta giorni di ansia e incertezza in ospedale.
Uno sguardo al futuro
L’associazione guarda avanti, con il sogno di ampliare gli spazi e rafforzare i servizi offerti alle famiglie: più posti letto, assistenza psicologica, collaborazioni con altre realtà del volontariato.
Per sostenere il progetto, è possibile contribuire con donazioni o destinando il 5×1000 all’associazione, che continua a vivere esclusivamente grazie alla generosità dei cittadini.
Una lezione di umanità
In un tempo in cui la sanità è spesso raccontata solo attraverso numeri e bilanci, la Casa di Accoglienza Maria Rosaria Sifo Ronga restituisce un volto umano all’assistenza ospedaliera.
Qui, nel silenzio di una piccola casa tra gli alberi del Monaldi, la solidarietà si fa concretezza, e la memoria di una donna diventa un abbraccio per centinaia di famiglie.
contributo esterno

