Trattative a Istanbul, Mosca detta le condizioni: tregua solo se Kiev si ritira

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Istanbul
Immagini di La7

Durante i colloqui di oggi a Istanbul, la Russia ha presentato una proposta di cessate il fuoco che impone all’Ucraina condizioni durissime. Secondo quanto diffuso dalle agenzie russe, Mosca chiede il ritiro delle truppe ucraine da Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson, la revoca della legge marziale, la cessazione degli aiuti militari occidentali e nuove elezioni entro 100 giorni.

In alternativa, Kiev dovrebbe accettare la smobilitazione militare e la proclamazione della neutralità, rinunciando di fatto all’ingresso nella NATO.

Zelensky respinge le proposte e chiede sanzioni

Volodymyr Zelensky ha definito la proposta “inaccettabile” e ha invocato nuove sanzioni internazionali per costringere Mosca a un vero dialogo. Intervenendo a un vertice NATO a Vilnius, il presidente ucraino ha chiesto a Donald Trump un ruolo attivo per fermare la guerra. “Serve un cessate il fuoco di almeno 30 giorni”, ha dichiarato, “e se i negoziati falliranno, l’Unione Europea e gli Stati Uniti dovranno agire”.

Il “memorandum russo” e la risposta di Kiev

Il ministro della Difesa ucraino, Rustam Umerov, ha criticato il comportamento dei russi, accusandoli di voler solo “guadagnare tempo”. Il cosiddetto memorandum russo, ha spiegato, è stato presentato solo durante l’incontro, rendendo impossibile un esame approfondito. Kiev studierà comunque il documento nelle prossime settimane, ma continua a chiedere un vertice tra Zelensky, Putin e Trump.

Possibile vertice a tre: Istanbul propone la mediazione

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è offerto di ospitare un summit tra i leader di Russia, Ucraina e Stati Uniti tra il 20 e il 30 giugno. Trump ha dichiarato la sua disponibilità, ma il Cremlino frena: un incontro ai vertici sarà possibile solo dopo risultati concreti nei negoziati tra le delegazioni.

Scambio di prigionieri e richiesta sul ritorno dei bambini

Unico risultato tangibile dell’incontro è stato un nuovo accordo per il più grande scambio di prigionieri dall’inizio del conflitto: saranno rilasciati soldati gravemente feriti e giovani sotto i 25 anni. Inoltre, Kiev ha chiesto la restituzione di centinaia di bambini deportati in Russia. Mosca ha ammesso di aver ricevuto la lista, ma sostiene che i minori siano stati “salvati”, non rapiti. I russi affermano di averne già restituiti 101.

L’Europa resta in ascolto: anche l’Italia coinvolta

Durante e dopo i colloqui, la delegazione ucraina ha consultato funzionari di Regno Unito, Francia, Germania e Italia. Per Roma erano presenti il consigliere diplomatico della premier Giorgia Meloni, Fabrizio Saggio, e il suo vice Pietro Sferra Carini. L’Unione Europea continua a monitorare gli sviluppi, ma senza posizioni univoche sulla linea da seguire.

contributo esterno