Nel cuore pulsante del Mediterraneo, tra le acque cristalline e le tradizioni millenarie della Magna Grecia, nasce la musica di Terry Brugellis. Nata a Crotone, città che incarna la ricchezza culturale e storica di una terra antica, l’artista calabrese ha trovato nella musica un potente strumento di comunicazione, di identità e di speranza. Con il suo brano “Mare libero”, Brugellis rende omaggio alle sue radici attraverso sonorità mediterranee ed etniche, evocando emozioni profonde di libertà, speranza e rinascita. In questa intervista, approfondiamo il suo percorso, il significato dietro le sue parole e le sue note, scoprendo come la musica possa diventare un ponte tra passato e presente, tra tradizione e modernità, portando con sé un messaggio di pace e di speranza per un futuro migliore.
Signora Brugellis, potrebbe gentilmente raccontarci qualcosa di sé, del suo legame con la Calabria, in particolare con la città di Crotone?
Sono nata a Crotone, una città che porto nel cuore e che considero un importante punto di riferimento nel mio percorso di vita e di musica. Nonostante la mia lunga residenza a Roma, il legame con la Calabria rimane forte e vivo, alimentato dalle tradizioni, dal patrimonio culturale e dal mare, che rappresentano per me una fonte di ispirazione continua. La città di Crotone, noto luogo della Magna Grecia, ha lasciato un’impronta indelebile nel mio modo di pensare e di esprimermi artisticamente.
Ha recentemente scritto un brano intitolato “Mare libero” che rende omaggio alla sua terra. Può illustrarci come è nato questo pezzo e quale significato riveste per lei?
“Mare libero” nasce da un ricordo molto vivido di una serata trascorsa con amici sul lungomare di Crotone, presso la Lega Navale, accompagnata da canti e balli della tradizione calabrese. Quel momento di convivialità, di cultura e di libertà ha profondamente influenzato la mio processo creativo. Volevo tradurre in musica quell’emozione, quell’atmosfera di speranza e di appartenenza. Il brano simbolizza la libertà interiore, il desiderio di realizzare i propri sogni e di mantenere vivo il legame con le proprie origini, anche quando si è lontani dalla terra natale. È anche un inno alla speranza di un mondo migliore.
La sua musica trasmette un forte messaggio di libertà e speranza. Come si traduce questo messaggio attraverso le sonorità e le atmosfere che utilizza?
La musica, a mio avviso, possiede un potere universale di comunicare emozioni profonde. In “Mare libero” ho scelto di integrare sonorità mediterranee ed etniche, che richiamano le radici della Magna Grecia, per creare un ponte tra passato e presente. Attraverso queste melodie, intendo trasmettere un senso di pace e di serenità, ma anche di resistenza e di speranza. La musica diventa così uno strumento di dialogo e di riconciliazione, capace di superare le barriere e di avvicinare le persone, promuovendo valori di libertà e di rispetto reciproco.
Il videoclip allegato al brano rappresenta Crotone e i suoi aspetti più belli. Potrebbe descriverci come è stato realizzato e quale messaggio desiderava trasmettere con questa rappresentazione?
Il videoclip è stato concepito per mettere in evidenza le bellezze naturali e culturali di Crotone, con particolare attenzione alle sue spiagge, ai paesaggi e alla vitalità della città. Ho voluto creare un’immagine positiva e coinvolgente che possa testimoniare il lato migliore di questo territorio, spesso troppo spesso associato a stereotipi negativi. L’obiettivo era quello di trasmettere un messaggio di orgoglio e di speranza, affinché chi guarda possa percepire l’amore e l’ammirazione che provo per la mia terra, e possa riconoscere nelle sue bellezze un patrimonio condiviso e degno di valorizzazione.
Il brano ha anche un messaggio di denuncia contro la violenza. Come si collega questa idea alla sua visione artistica e al suo impegno?
La musica, per me, rappresenta uno strumento di pace e di unione tra le persone. Con “Mare libero” ho voluto trasmettere un messaggio di speranza e di libertà, che si oppone a ogni forma di violenza e di oppressione. Credo fermamente che attraverso il canto e la musica si possa arrivare a una dimensione di serenità e di comprensione reciproca. La mia visione è quella di usare l’arte come veicolo di cambiamento sociale, promuovendo valori di tolleranza, solidarietà e rispetto, affinché la musica diventi davvero un mezzo per costruire un mondo più giusto e pacifico.
Guardando al futuro, quali sono i suoi progetti più immediati e le sue aspirazioni?
Sto attualmente lavorando a nuovi brani che continueranno a esplorare le radici mediterranee e le tradizioni calabresi, integrandole con esperienze e sonorità innovative. Vorrei sviluppare ulteriormente progetti di collaborazione con giovani artisti e promuovere iniziative che possano valorizzare la cultura calabrese e mediterranea a livello nazionale e internazionale.
Infine, quale messaggio desidererebbe rivolgere ai nostri lettori, in particolare a coloro che desiderano riscoprire le proprie radici culturali attraverso la musica?
Il mio invito è di riscoprire e valorizzare le proprie origini con orgoglio e passione. La musica è uno strumento potentissimo per entrare in contatto con le proprie radici e per condividerle con il mondo. Non abbiate paura di esplorare le tradizioni della vostra terra, perché sono ricche di emozioni, di storia e di insegnamenti. La cultura e la musica sono il patrimonio più prezioso che abbiamo e possono diventare un ponte tra passato e futuro, tra identità e universalità. Siate fieri delle vostre radici, e usatele come fonte di ispirazione per costruire un domani migliore.

