Sviluppo economico e demografia delle aree interne: al centro del dibattito presso la Sala Stampa della Camera

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La Commissione “Aree rurali” dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili, Isole minori” alla ricerca di soluzioni  concrete per contrastare l’impoverimento e lo spopolamento delle aree interne

Nel tardo pomeriggio di ieri (21 maggio) a Roma , presso la Sala Stampa di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, si è svolto un interessante incontro sul tema “GAL, sviluppo economico e demografia delle aree interne”, iniziativa promossa dall’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”, presieduto dall’On.le Alessandro Caramiello.
L’evento, organizzato dalla “Commissione Aree rurali” dell’Intergruppo, presieduta da Alfonso Scarano, con la regia presidente del Tavolo tecnico dello stesso organismo parlamentare, l’economista beneventano Giovanni Barretta, ha rappresentato un importante momento di dialogo tra istituzioni, economisti esperti dello sviluppo locale e società civile, con l’intento di ricercare strategie diverse per affrontare il drammatico fenomeno della desertificazione sociale ed economica nelle aree interne .
Particolarmente significativa la presenza trasversale di rappresentanti istituzionali appartenenti a diverse sensibilità politiche, a conferma della natura bipartisan dell’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”, realtà parlamentare, nata all’inizio della corrente legislatura che continua a destare molto interesse nel mondo politico italiano, impegnata nella promozione del territorio, della cultura e dello sviluppo nazionale attraverso il confronto tra aree politiche differenti, unite da obiettivi comuni di crescita e valorizzazione del Paese.

L’incontro, moderato magistralmente dal giornalista e scrittore, Luca Antonio Pepe, legislativo dell’Intergruppo, ha visto la partecipazione di esponenti del mondo istituzionale, imprenditoriale e culturale.

Da sinistra: Concetta Nazzaro, Giovanni Barretta, Luca Antonio Pepe, Alfonso Scarano

Ad aprire i lavori, l’Onorevole Alessandro Caramiello, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare, che ha ricordato ai presenti la genesi dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili, Isole minori“, che in questi quattro anni di legislatura ha fatto della battaglia per la tutela delle aree interne il leitmotiv del suo impegno politico a difesa delle diseguaglianze territoriali . Si tratta di un organismo assolutamente bipartisan, a cui aderiscono 50 parlamentari, tra deputati e senatori degli opposti schieramenti; la sua originalità sta nel fatto di essere coadiuvato da una struttura tecnica, costituita da oltre 300 esperti (accademici, giuristi, economisti e rappresentanti delle istituzioni locali e delle associazioni di categoria), coordinata da un Comitato scientifico, presieduto dall’economista Giovanni Barretta. Caramiello ha poi voluto ricordare le sue iniziative più recenti, tra cui quella della presentazione a Montecitorio, nella settimana scorsa, di una Mozione per le Aree interne, con proposte significative per riequilibrare il rapporto tra “Centro e Periferia”, seguita ad una precedente Mozione del novembre 2024 sugli stessi temi, approvata all’unanimità dalla Camera.
Il deputato campano è tornato sulla questione del Piano Strategico Nazionale delle aree Interne, pubblicato nel marzo 2025, con la previsione, per i piccoli comuni con maggiore intensità di spopolamento, al loro lento accompagnamento “ad una fine dignitosa”: “Nel Piano Strategico Nazionale di marzo 2025 – ha precisata Alessandro Caramiello – qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere che queste aree vanno ‘accompagnate verso uno spopolamento irreversibile’. Solo grazie alla nostra dura opposizione e al repentino intervento dell’Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud, destinatario di un documento, intriso di sgomento, da parte della Conferenza Episcopale e di 140 tra Vescovi, l’Esecutivo è stato costretto a una frettolosa modifica del testo. Come ho spiegato in Aula in occasione della nostra nuova Mozione sulle aree interne, bocciata dalla Camera, avevamo proposto soluzioni concrete e sostenibili, come ad esempio una fiscalità di vantaggio per le imprese nel Mezzogiorno, infrastrutture digitali gratuite garantite entro il 2026, incentivi salariali per i giovani under 35 che scelgono di restare e il potenziamento dei presidi sanitari periferici. Proposte bocciate da chi, evidentemente, preferisce l’autonomia differenziata e il taglio delle comunità montane meridionali. Nonostante tutto, non permetteremo che l’Italia si spezzi in due sotto i colpi di una miopia che confina con il cinismo. Le aree interne non sono un peso morto o un ospizio territoriale, ma il cuore pulsante e la riserva di futuro del Paese. La nostra mozione sarà stata anche bocciata, ma la mia battaglia e la nostra resistenza al fianco dei sindaci e dei cittadini continuano”.

Ad aprire la discussione sul tema dello sviluppo economico e della demografia delle aree interne, è stato l’economista Giovanni Barretta, Presidente del Comitato Tecnico dell’Intergruppo Parlamentare.

Da sinistra: Tommaso Scattolari, Concetta Nazzaro, Giovanni Barretta, Luca Antonio Pepe, Alfonso Scarano

Barretta ha voluto riprendere la questione anticipata dal presidente Caramiello sulle due mozioni sulle aree interne rivolte al governo, presentate alla Camera con il contributo significativo dell’Intergruppo: “Voglio ricordare che la prima fu approvata all’unanimità a Montecitorio il 4 novembre 2024, sebbene a quegli impegni assunti il Governo non intese dare alcun seguito; tant’è che nel marzo 2025 veniva predisposto il primo Piano Nazionale della Strategia Aree Interne (PSNAI 2025) che, all’obiettivo 4 (articolandosi la strategia SNAI in quattro principali obiettivi e azioni), per i comuni con fenomeni più pronunciati di spopolamento, prevedeva il loro accompagnamento ad una “fine dignitosa”, rinunziando ad ogni politica per contrastare questo triste fenomeno. Una sorta di “eutanasia “ dei piccoli comuni. Fu solo grazie allo spontaneo insorgere del nostro Intergruppo, delle Comunità locali, di economisti ed esperti di sviluppo locale che il Piano fu modificato”.

Il Presidente del Tavolo tecnico Giovanni Barretta


Nel ricostruire la vicenda, il Presidente del Comitato tecnico, aggiunge: “In quell’occasione, fu, quindi, necessario l’intervento dell’Intergruppo e della CEI, convenuti nel Forum dei Vescovi delle Aree Interne di Benevento del 26 agosto 2025, organizzato dal Vescovo di Benevento, Mons. Felice Accrocca. In quell’occasione, ebbi a ricevere dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), la lettera di denuncia dei Vescovi italiani (sottoscritta da 140 Vescovi italiani, divenuti poi 180), dal titolo significativo “Uno sguardo diverso”, che trasmettemmo immediatamente al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato. Cinque giorni dopo il Forum di Benevento, il 31 agosto scorso il Ministro del PNRR Tommaso Foti annunciò di aver provveduto a stralciare dal Piano (PSNAI 2025) il contestato “obiettivo 4” della strategia, derubricando la circostanza ad una mera svista”.

Il tavolo dei relatori

Con riguardo alla nuova Mozione n.568 sulle “Aree Interne” , presentata il 6 maggio scorso, l’economista Barretta ha precisato che: “Oggi, di quella Mozione, approvata all’unanimità il 4 novembre scorso, nella nuova Mozione erano stati riproposti al punto 1, dalla lettera a) alla lettera r), tutti i precedenti punti già approvati; tuttavia, l’Aula, su parere del Governo, in nome di un generico rispetto dei vincoli della finanza pubblica, ha riformulato buona parte degli stessi, respingendo anche quei punti già approvati all’unanimità il 4 novembre 2024. Per completezza, aggiungo che i punti dal 2 all’8 della Mozione n.568 sulle Aree Interne erano di nuova formulazione, sebbene coerenti con le finalità ed esigenze di quelli precedentemente approvati. “Rispetto ai punti su cui il Governo ha espresso parere negativo, voglio ribadire le richieste che in nostro organismo ha formulato, sebbene non siano state accolte: 1. La necessità di rivedere i criteri del dimensionamento scolastico, che oggi per i piccoli comuni sono i medesimi delle medie e grandi città; 2. la previsione di una premialità della ZES Unica Mezzogiorno e il riconoscimento di una maggiore intensità d’aiuto per le imprese che investono nelle aree interne, principalmente SNAI; 3. la necessità di prevedere investimenti in infrastrutture strategiche (stradali e ferroviarie ma anche immateriali) nelle aree interne per superare il loro crescente isolamento; 4. l’ipotesi di concepire per le aree interne un sistema di trasporto pubblico locale a chiamata (on demand) e sulla possibilità di riutilizzare le linee ferroviarie minori, dismesse nel passato ma ancora esistenti ; 5. la necessità di garantire collegamenti stabili con aeroporti e linee ferroviarie di alta velocità, incentivando la gratuità dei servizi di trasporto pubblico locale per studenti residenti nelle aree interne; 6.la necessità d’affrontare il fenomeno dello spopolamento delle aree interne anche attraverso iniziative normative che affrontino la questione dell’emigrazione giovanile garantendo il «diritto a restare» anche con integrazioni salariali per gli under 35, contrastando le proposte che danno seguito a interventi sulla cosiddetta «remigrazione»; 7. la necessità di adottare iniziative normative volte a modificare la legge 12 settembre 2025, n. 131 in modo da rivedere i criteri di classificazione dei comuni montani basati esclusivamente sui parametri di altimetria e pendenza”.
Resta lo stupore – conclude Giovanni Barretta – per il comportamento tenuto dalle istituzioni che ad oggi non affrontano con la necessaria determinazione il tema dello spopolamento e depauperamento delle aree interne: “La questione delle Aree Interne deve andare oltre gli schieramenti e l’Intergruppo, nonostante tutto, ci prova ogni volta. Ad oggi, non siamo riusciti a garantire la giusta tutela per i cittadini che vivono nelle aree interne (13,5 milioni di cittadini, nei circa 4mila degli 8mila comuni italiani, che coprono circa il 60% della superficie nazionale) , pur avendoci creduto e provato strenuamente, ma Vi assicuro che continueremo la nostra battaglia con altre iniziative e atti parlamentari”.

E’ stata la volta di Alfonso Scarano, presidente della “Commissione Aree rurali” dell’intergruppo, costituita da poco meno di un anno in seno all’organismo parlamentare, ma divenuta in brevissimo tempo, sotto la sua regia, un vero laboratorio di analisi e proposte concrete di sviluppo per le aree interne. La “Commissione Aree rurali”, sui complessi temi dei divari territoriali, che attraversano l’intero Paese da Nord a Sud, ha già organizzato diversi altri incontri e tavole rotonde, sia in Italia (nei principali palazzi istituzionali), che all’estero. Nel marzo scorso, il Presidente Scarano ha organizzato a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, due distinte tavole rotonde, dedicate al ruolo della banca locale e alla gestione di una delle più preziose risorse del pianeta: l’acqua , che peraltro, è una delle più importanti risorse disponibili proprio nelle aree interne. La questione è stata quindi portata all’attenzione anche delle istituzioni europee. Intervenendo all’incontro, al termine della sua relazione, Alfonso Scarano ha detto : “La crisi economica e demografica delle aree rurali si inserisce nel più ampio declino che attraversa l’Italia e parte dell’Europa. Ma proprio nei territori, nella cultura sedimentata da centinaia di generazioni, nelle comunità e nelle identità locali, risiede l’anima del riscatto: una forza capace di trasformare fragilità e spopolamento in nuova coesione, sviluppo e futuro.”

Alfonso Scarano

A seguire, l’intervento di Concetta Nazzaro, ordinaria di Economia agroalimentare e Politiche di sviluppo rurale, presso l’Università degli Studi del Sannio. La Nazzaro si è soffermata più precisamente sul metodo LEADER e il ruolo dei GAL nello sviluppo place based delle aree rurali e delle aree interne, interrogandosi su come cambierà con la riforma della politica di Coesione post 2027: “Il LEADER – ha detto Concetta Nazzaro – costituisce una delle principali infrastrutture di governance territoriale delle aree rurali fragili del Sud Italia, con funzioni di coordinamento locale, integrazione multisettoriale e sviluppo place-based, avendo rappresentato, dagli anni Novanta ad oggi, una leva finanziaria e istituzionale rilevante soprattutto nei piccoli Comuni. Ma il ruolo dei GAL nel corso delle varie programmazioni del LEADER è cambiato. La sfida oggi è ricostruire il ruolo originario dei GAL, come attore di sviluppo place based e agenzia di sviluppo rurale integrato, con forte autonomia strategica, capacità di sperimentazione e funzione di regia territoriale, chiamati come sono a contribuire alla transizione ecologica, al ripristino dei servizi locali, allo sviluppo delle comunità energetiche e dei sistemi locali del cibo, nell’ambito di modelli di economia di prossimità inclusivi e generatori di nuova occupazione””.

A seguire, l’intervento di Giovanni Giammichele, Sindaco di Dogliola comune dell’Abruzzo in provincia di Chieti che testimonia gli effetti del gravissimo fenomeno di spopolamento in atto, risultato di anni di politiche nazionali di abbandono delle aree rurali, attraverso la progressiva riduzione fino all’eliminazione dei servizi pubblici essenziali: sanità, istruzione, trasporto pubblico locale. ”Si parta dall’analisi cruda di alcuni dati statistici, ha detto il Sindaco abruzzese: “La popolazione di Dogliola nel 1951 era pari a 1100 abitanti, mentre oggi è inferiore a 300. L’unico dipendente presente nella pianta organica del mio Comune è l’operaio polifunzionale necroforo netturbino. Non abbiamo un negozio di genere alimentare. Non c’è una società di calcio. Il medico, il parroco e la farmacia sono in convenzione con più comuni. L’ultima concessione edilizia è stata rilasciata nell’anno 2010. Sul triste fronte del saldo demografico, registriamo circa 15 decessi all’anno, rispetto ad una sola nascita in media ogni triennio. E’ evidente come nel giro di vent’anni, non ci sarà neppure un abitante. Negli ultimi venti anni sono stati venduti oltre 200 dei loculi cimiteriali e ad oggi siamo stati costretti a progettarne altri, che costituisce l’unica attività significativa per l’economia locale. Registriamo un’assoluta carenza dei servizi pubblici essenziali: strade, infrastrutture scolastiche e sanitarie. Nel Comune non c’è alcuna attività commerciale; neppure un bar, un emporio o un minimarket. Il plesso per elementari e medie si trova in un Comune limitrofo a circa 5 km da Dogliola, nel comune di Palmoli, dove confluiscono anche i comuni di Tufillo e Carunchio. Il mercato edilizio è privo di qualsiasi valore economico di compravendita, atteso che non vi è alcuna richiesta in questo senso“.

Non ha voluto far mancare i saluti istituzionali il presidente delle Commissione “Opera” dell’Intergruppo, Tommaso Scattolari, che ha sottolineato l’importanza della cultura come volano di crescita sociale e sviluppo economico del Paese, soprattutto nelle sue aree più marginali. Del resto, nella sua Commissione Tommaso Scattolari ha coinvolto insigni esponenti di caratura internazionale – del mondo dell’opera, della musica classica e della danza – proprio con l’intento di creare le giuste sinergie istituzionali per la valorizzazione e tutela di un comparto, che negli ultimi anni è stato piuttosto bistrattato, ma che ha enormi potenzialità per la capacità di generare ricchezza, in termini di PIL e di sviluppo complessivo per il Paese.

Tommaso Scattolari

In chiusura dei lavori, l’intervento del presidente della “Commissione Formazione e Lavoro“, Laura Mazza : “Non salveremo le aree interne con i soli incentivi. Le salveremo se ridiamo ai giovani e alle donne la possibilità di restare perché qui trovano competenza, lavoro e futuro. La formazione è la vera infrastruttura critica: senza poli formativi territoriali collegati alle imprese locali, senza docenti e mentor che arrivano nei territori, senza il diritto concreto a restare per gli under 35, ogni strategia resta carta. La parità di genere passa da qui. Una ragazza che può formarsi e restare nella sua terra è il primo investimento contro lo spopolamento. I GAL devono tornare a essere agenzie di sviluppo place based, con la formazione al centro. Perché dove cresce una comunità che apprende, cresce anche la speranza che quel territorio non si svuoti, ma si rigeneri.”

Laura Mazza, Presidente di Federformazione e Presidente Commissione Intergruppo “Formazione e Lavoro”

Tra le diverse personalità presenti all’incontro, anche Francesco Sarcina, Presidente dell’Associazione Summae Onlus e Luisa Antonietta Pannone di Enea Tech Biomedical, componenti della Commissione “Formazione e Lavoro” dell’Intergruppo

L’iniziativa dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili, Isole minori” ha confermato il ruolo centrale delle istituzioni parlamentari nel promuovere occasioni di dibattito su temi centrali quali quelli dei divari territoriali, delle dinamiche demografiche e dello sviluppo economico delle aree fragili del Paese.

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