Antonio Liberti (Casa del Popolo): «Basta umiliazioni, il presidente ha ragione»
Comunicato stampa
“Due pesi e due misure tra Nord e Sud. Un ricatto politico inaccettabile sulla pelle dei cittadini campani.” È durissimo l’attacco del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, contro il Governo nazionale, accusato di ostacolare la piena autonomia gestionale della sanità regionale, nonostante la fine ufficiale del Commissariamento avvenuta nel 2019.
Il punto del contendere riguarda il cosiddetto Piano di rientro, da cui la Regione Campania dovrebbe ormai essere fuori da anni. Eppure, secondo De Luca, Roma continua a imporre vincoli che impediscono alla Campania persino di investire un euro in più sulla sanità pubblica, mentre nel Nord Italia si continua a spendere senza limiti apparenti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: punti nascita chiusi a Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, laboratori di analisi penalizzati sotto la soglia delle 200mila prestazioni annue, servizi tagliati nei territori più fragili. Decisioni che non dipendono da Palazzo Santa Lucia, ma dal Ministero della Salute e dal MEF, che pretendono l’applicazione di parametri rigidi nonostante i bisogni reali della popolazione.
Liberti: «Altro che federalismo, è colonialismo sanitario»
Alle parole del Governatore fa eco il presidente della Casa del Popolo di Ercolano, Antonio Liberti, che interviene con forza a sostegno della denuncia di De Luca: «Appoggio pienamente le parole del Presidente De Luca. Quello che sta facendo il Governo nazionale sulla sanità è un ricatto politico inaccettabile. La Campania non è libera nemmeno di spendere un euro in più, ed è vergognoso che si continui a trattarci come un territorio incapace, da punire. Altro che federalismo, questo è colonialismo sanitario!»

Liberti punta il dito contro un sistema che genera diseguaglianze strutturali: «Al Nord si spende, al Sud si chiude. Le mamme non trovano più un punto nascita vicino, i malati attendono mesi per una visita, e i territori più fragili vengono sacrificati. È il fallimento di una visione centralista e ingiusta. Io sto con i campani, con chi subisce ogni giorno sulla propria pelle scelte imposte da Roma. Serve una svolta politica che restituisca dignità e diritti a questo territorio.»
Le dichiarazioni di De Luca e Liberti confermano che il tema della sanità pubblica non è più solo una questione tecnica, ma è diventato un fronte politico e identitario. Sempre più cittadini e rappresentanti locali rivendicano il diritto della Campania di decidere autonomamente come curare e proteggere i propri abitanti. E se Roma continuerà a ignorare il grido d’allarme, lo scontro istituzionale potrebbe farsi ancora più aspro.

