Roma | È stato un pubblico folto e una partecipazione grandissima quella registrata alla presentazione del libro di Riccardo D’Anna, che si è tenuta presso la libreria Feltrinelli di Piazza di Largo di Argentina, nel cuore di Roma. L’evento ha avuto un ritmo vivace e una cornice di pubblico attento e curioso che ha riempito la sala con interessi comuni.
La scrittura di D’Anna, che si propone nel suo ultimo lavoro “Breve storia del mondo”, nasce da un viaggio immaginario che prende corpo intorno alla cameretta del narratore: da un miniappartamento che assume la forma di un’astronave pronta a decollare, il protagonista si mette in cammino rileggendo la propria vita attraverso i ricordi, filtrando da una distanza significativa, e arriva a un diario minimo e a una filosofia tascabile del possibile e dell’abitare. Si parla di una “imperfetta semplicità” voluta, processata attraverso confessione e diario, testimonianza e poesia, innocenza e memoria. La prosa riflette e intravede luoghi, episodi, ombre e volti di coloro che hanno accompagnato l’autore, lasciando emergere una scrittura che mette in dialogo memoria personale e riflessione sul presente.
In un tempo dilatato e segnato dalla pandemia, il libro propone uno sguardo sospeso tra passato e presente che fonde generi e progetti diversi: divagazione saggistica, ricostruzione memoriale e racconto si intrecciano, lasciando affiorare briciole di letture e suggestioni letterarie, cinematografiche e artistiche. Questi elementi costituiscono insieme un piccolo atlante attraverso il quale orientarsi, offrendo uno sguardo che guida il lettore tra le tracce di una storia personale immersa in contesto storico. I capitoli si presentano come movimenti musicali, quasi false narrazioni che non vivono sul filo di un narrato lineare, ma sulla musica della scrittura stessa, dove l’inchiostro diventa implacabilmente caldo e conduce a una scrittura che va oltre la semplice diaristica: è una ricerca espressiva che mette a fuoco una visione esistenziale del vivere, interrogando questioni ultime con una prosa ricca di immagini e suggestioni.
La presentazione ha così offerto al pubblico una visione non solo del contenuto ma anche della forma: una scrittura che si misura con la lingua e lo stile, dove l’elaborazione del vissuto diventa interrogazione sul senso dell’esistenza. Un racconto che, pur nel rispetto della memoria e della testimonianza, mira a creare una prospettiva espressiva articolata, capace di coniugare personale e universale in una prospettiva poetica e riflessiva.
Riccardo D’Anna, nato a Roma, vive e lavora nella Capitale occupandosi di istruzione e cultura presso un ufficio legislativo del Senato. La sua produzione narrativa inizia con Una stagione di fede assoluta (2006), seguito da opere come Saint-Ex (2008), La figura di cera (2011), Falso movimento (2011), Lotto 25 e Chi ha ucciso Annarella Bracci? (2013), Compro fallimenti (2014) e Quattro passi fra le nuvole (2017). Inoltre, con il racconto Verso l’invisibile ha partecipato all’antologia ai tempi del virus (2020), curata da All Around. Ha pubblicato anche una Introduzione e quattro racconti per Blessed Silver Age. Tributo agli eroi (catalogo della mostra di Valmontone, 2022). La sua attività continua ad esplorare la relazione tra memoria, realtà e forma poetica, offrendo al lettore una chiave di lettura che invita a interrogarsi sul presente attraverso il filtro del passato.



