Nel suo recente intervento in vista della COP30, Bill Gates ha lanciato un messaggio tanto scomodo per i sacerdoti del folle mito del CO2 killer quanto necessario: le risorse economiche non sono infinite, e le iniziative legate al cambiamento climatico debbono seguire una gerarchia di priorità. Non si tratta tanto di ridurre le emissioni, ma di proteggere le persone, i territori e le infrastrutture da rischi immediati e concreti e di rispettare le effettive necessità primarie. (V. la comunicazione tradotta e pubblicata qui, in Centro Sud 24)
Per l’Italia, e in particolare per il Centro-Sud, questo significa rivedere radicalmente l’agenda ambientale, rifiutare le proposte dei c.d. ambientalisti che ignorano in realtà le necessità principali dell’ambiente, quantomeno degli estremi.
In un Paese dove il debito pubblico ha superato il 140% del PIL e le famiglie affrontano crescenti pressioni finanziarie, non è sostenibile aumentare illimitatamente né la spesa pubblica né l’indebitamento privato per interventi ambientali che non rispondano a urgenze reali.
L’ambiente italiano, del Mezzogiorno: una questione di vulnerabilità, non di comfort
L’Italia, ed in particolare il Centro-Sud italiano, non sono la Scandinavia o il Belgio, presentano caratteristiche territoriali e climatiche che impongono una diversa scala di priorità:
- Clima temperato, con minori esigenze di riscaldamento estremo rispetto al Nord Europa.
- Edilizia tradizionale in muratura, meno flessibile agli interventi di efficientamento energetico rispetto alle strutture in legno diffuse altrove.
- infrastrutture spesso obsolete, poco manutenute, critiche
- Elevata vulnerabilità sismica e idrogeologica, con aree come i Campi Flegrei, l’Irpinia, il Pollino e l’Appennino lucano esposte a rischi crescenti.
Secondo il rapporto ISPRA 2023, oltre il 91% dei comuni italiani è idrogeologicamente instabile ed a rischio idrogeologico, vulcanico. Il Centro-Sud è anche il territorio più esposto al rischio sismico con picchi superiori al 95% in regioni come Calabria, Basilicata e Campania. secondo la classificazione della Protezione Civile (Ordinanza PCM n. 3274/2003).
Le priorità ambientali devono riflettere questa realtà, servono una svolta strategica e proposte operative che attuino e mettano al centro:
- Sistema integrato di monitoraggio ambientale e sismico
Rafforzamento della rete INGV e delle strutture regionali di Protezione Civile, con sensoristica avanzata e interoperabilità dei dati, revisione dei criteri di evacuazione e sistemi di allerta. - Un piano straordinario per la manutenzione delle infrastrutture esistenti: Audit tecnico e finanziario su ponti, viadotti, dighe, gallerie e strade secondarie, con priorità alle aree a rischio sismico e idrogeologico; Priorità agli interventi su edifici pubblici e scolastici in zone a rischio e agli interventi contro il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera, che minacciano centri abitati e attività produttive.
- Creazione di infrastrutture fisiche e immateriali, rete di connessione per le aree interne fragili, spesso isolate e vulnerabili, dove la carenza di accessi e servizi amplifica il rischio
Investimenti in viabilità, trasporto pubblico locale e digitalizzazione per ridurre l’isolamento e aumentare la resilienza sociale.
In questo contesto, si dovrebbe rammentare che rammentare che l’efficienza rnergetica non è un fine, ma un mezzo, che l’efficientamento energetico, inteso quali interventi sugli edifici, non è importante e certo non può diventare un feticcio, ed anche che in edifici storici, in borghi in pietra, in zone a rischio sismico, l’installazione di tecnologie ad alta efficienza è costosa, invasiva e poco efficace, talvolte dannosa.
Più in genere, dobbiamo rammentare che al sostenibilità deve essere anche economica e sociale, non solo tecnica.
Come ha ricordato Gates: “Non possiamo salvare il pianeta lasciando indietro chi ne subirà i danni peggiori.”
Conclusione
Il Centro-Sud ha bisogno di una politica ambientale realistica, selettiva e fondata sulla sicurezza del territorio. Le parole di Gates ci invitano a superare la futile estetica della sostenibilità climatica e a investire dove il rischio è concreto e la sicurezza e resilienza è vitale. In un Mezzogiorno fragile e spesso marginalizzato, la priorità non è il comfort energetico, ma la sopravvivenza infrastrutturale e la coesione territoriale.
Fonti:
ESG NewsESG News – Gates alla COP30: priorità alla resilienza
ISPRA – Dissesto idrogeologico in Italia
Protezione Civile – Classificazione sismica
PNRR – Missione 2, Componente 4
Riferimenti normativi
Art. 9 Costituzione (riformato nel 2022): tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.
D.Lgs. 152/2006: Testo Unico Ambientale, che disciplina la difesa del suolo e la prevenzione del dissesto.
Legge 145/2018, art. 1, commi 95–98: istituzione del Piano Nazionale per la messa in sicurezza delle infrastrutture viarie.
PNRR – Missione 2, Componente 4: investimenti per la resilienza del territorio e la riduzione del rischio idrogeologico.

