Scioperi contro la Finanziaria. Il 28 novembre i sindacati di Base ed il 12 dicembre la CGIL. Manifestazione a Crotone

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Scioperi contro la manovra finanziaria di “guerra”. Manifestazione a Crotone

I sindacati base I COBAS, insieme ad ADL Cobas, Clap e Sial Cobas, convocano per l’intera giornata del 28 novembre lo sciopero generale per tutti i settori privati e pubblici 

PER:

·  Massicci investimenti nei settori pubblici di Sanità, Scuola, Università, Trasporti, Servizi di assistenza e il taglio drastico delle spese militari.

·  La stabilizzazione di tutti i precari/e e dei lavoratori/trici in appalto della P.A.

·  Il rinnovo dei contratti pubblici e privati con aumenti salariali adeguati per recuperare almeno l’inflazione reale.

·  Pieno adeguamento delle pensioni alla inflazione reale e abolizione della legge Fornero.

·  La riduzione generalizzata dell’orario di lavoro e l’introduzione per legge del salario minimo.

·  Per la libertà di movimento e i diritti di cittadinanza.

· La rottura dei legami economici e del sostegno militare allo Stato di Israele, in solidarietà con la lotta per l’autodeterminazione del popolo palestinese. 

CONTRO:

·  Le politiche economiche e fiscali contenute nella legge di bilancio;   l’economia di guerra e lo spostamento di risorse dalle spese sociali agli armamenti.

·   La privatizzazione delle aziende energetiche, delle poste, delle telecomunicazioni, del trasporto pubblico, dei servizi di igiene ambientale, della sanità, dell’istruzione e per la ripubblicizzazione di quelle già privatizzate.

·  La politica degli appalti e subappalti che precarizza il lavoro e regala profitti alle imprese private.

·  La violenza di genere in tutte le sue forme e ogni divario salariale di genere.

·  Il D.d.l. (Sicurezza) n. 1660 che criminalizza il conflitto sociale.

·  L’Autonomia differenziata che acuisce le differenze sociali tra i territori e tra i cittadini delle diverse regioni

Nella giornata del 28 novembre i suddetti sindacati organizzeranno manifestazioni territoriali, a livello provinciale e regionale, sulle quali verranno fornite informazioni dettagliate nei prossimi giorni.

Per la CGIL lo sciopero generale è il 12 dicembre. In una nota la CGIL Calabria fa sapere che

«Dopo lo scorso 25 ottobre quando a Roma oltre 200 mila persone hanno protestato contro la manovra finanziaria, la Cgil, rimasta inascoltata, ha deciso di proclamare un nuovo sciopero generale.

Tanti i temi che compongono la piattaforma dall’iniziativa tra richieste, proposte e rivendicazioni.

In particolare, il sindacato chiede di aumentare salari e pensioni, di fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, di dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione.  La Cgil chiede vere politiche industriali e del terziario, una riforma fiscale equa e progressiva.

Filoni importanti che incidono pesantemente sulla qualità della vita del Paese e che hanno un peso ancora maggiore in Calabria. La nostra regione si conferma uno dei territori con i salari e le pensioni più basse d’Italia.

Il tutto mentre i giovani continuano a partire e ad andare via, lasciando dietro di sé una regione sempre più anziana e che va verso la desertificazione.

Per Cgil Calabria è urgente invertire la rotta, investire su lavoro e occupazione e stipulare un patto per la Calabria per arginare l’emorragia di giovani che lasciano questa terra in cerca di più opportunità e più servizi.

Ecco perché il sindacato guidato da Gianfranco Trotta propone incentivi sulle politiche del lavoro per tamponare il fenomeno, in aggiunta a strumenti per fare rientrare chi già lavora fuori.

Importante deve essere anche l’impegno per gli anziani. Attualmente in Calabria costituiscono il 24 per cento della popolazione ed entro il 2050 saranno il 36 per cento. I non autosufficienti sono 150mila e le attuali politiche per loro non sono adeguate!

La scelta di tenere la manifestazione regionale a Crotone non è casuale. Crotone è diventata, suo malgrado, il simbolo della deindustrializzazione, delle mancate infrastrutture, di una lunga storia di rifiuti tossici e bonifica. Ma anche un importante centro penalizzato dai trasporti, con un diritto alla mobilità fortemente limitato.

È da qui che vogliamo ripartire per rivendicare politiche economiche, salariali, sociali, industriali che rilancino il Paese e la Calabria.»