La riforma della medicina generale e il futuro delle Case della comunità restano al centro del confronto sulla sanità italiana. Il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo alla Festa dell’Innovazione del Foglio a Venezia, ha assicurato che sul tema sarà trovata una sintesi nell’interesse dei cittadini.
Riforma medicina generale, Schillaci rilancia la sanità territoriale
Il ministro ha definito la svolta della medicina territoriale una “rivoluzione” dalla quale il Servizio sanitario nazionale non può tirarsi indietro, sottolineando la necessità di costruire una sanità più moderna, vicina ai bisogni delle persone e capace di tutelare in particolare i cittadini più fragili.
Case della comunità, il nodo della riforma
Uno dei punti più delicati riguarda proprio le Case della comunità, strutture pensate per rafforzare l’assistenza sul territorio e alleggerire la pressione sugli ospedali.
Schillaci ha spiegato che la “quadra” dovrà essere trovata nell’interesse della salute pubblica, difendendo il diritto dei cittadini ad avere servizi più accessibili e integrati. Il tema è centrale perché riguarda il rapporto tra medici di famiglia, medicina territoriale, nuove tecnologie e presa in carico dei pazienti.
“Un’occasione unica che non possiamo perdere”
Sul fronte della riforma della medicina generale, il ministro si è detto ottimista. Per Schillaci si tratta di un’occasione unica che non può essere lasciata sfuggire.
Il cambiamento, secondo il ministro, risponde anche alle aspettative delle nuove generazioni di medici, sempre più orientate a lavorare in équipe e a utilizzare strumenti tecnologici e innovativi nella pratica quotidiana.
Giovani medici, tecnologia e lavoro in équipe
La riforma punta a superare un modello tradizionale basato su una medicina spesso troppo isolata e frammentata. L’obiettivo è favorire una maggiore integrazione tra professionisti, strutture territoriali e servizi sanitari.
Il lavoro in équipe, l’uso della tecnologia e la presenza di strumenti innovativi potrebbero rendere la medicina generale più attrattiva anche per i giovani professionisti, migliorando allo stesso tempo la qualità dell’assistenza ai pazienti.
Sanità territoriale, perché la riforma è decisiva
Il rafforzamento della sanità territoriale è considerato uno dei passaggi chiave per rendere il Servizio sanitario nazionale più sostenibile. Una rete più forte sul territorio può intercettare prima i bisogni dei cittadini, ridurre accessi impropri ai pronto soccorso e migliorare la gestione delle cronicità.
Le Case della comunità, in questa prospettiva, dovrebbero diventare presidi di prossimità, capaci di offrire risposte sanitarie e sociosanitarie più coordinate.
Il nodo Oms: “Italia sottovalutata”
Nel suo intervento, Schillaci ha affrontato anche il rapporto tra Italia e Organizzazione mondiale della sanità. Il ministro ha espresso disappunto per il peso limitato riconosciuto al nostro Paese negli ultimi anni all’interno dell’Oms.
Schillaci ha rivendicato la qualità di ricercatori, medici e professionisti italiani, sostenendo che l’Italia avrebbe meritato un ruolo più rilevante nelle posizioni di vertice dell’organizzazione internazionale, alla luce dell’eccellenza scientifica, clinica e medica espressa dal Paese.
Una riforma ancora da costruire
La riforma della medicina generale resta quindi un dossier aperto, ma il governo punta a trovare una soluzione condivisa. Il punto di equilibrio dovrà tenere insieme esigenze dei cittadini, ruolo dei medici di famiglia, innovazione tecnologica, organizzazione territoriale e sostenibilità del sistema sanitario.
Il messaggio di Schillaci è chiaro: la sanità italiana deve cambiare passo e la medicina territoriale rappresenta uno dei terreni decisivi su cui misurare il futuro del Servizio sanitario nazionale.
Fonte
Quotidiano Sanità

