Playoff Mondiali: l’Italia pesca Irlanda del Nord, poi una tra Galles e Bosnia. Gattuso avrà quattro mesi per lavorare (a distanza) sulla testa dei suoi ragazzi

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L’urna di Zurigo ha sorriso agli azzurri. L’Italia affronterà l’Irlanda del Nord, nella semifinale dei playoff, per accedere al Mondiale di USA 2026: una sfida alla portata, almeno sulla carta, con l’eventuale finale in trasferta contro la vincente tra Galles e Bosnia. Un percorso non proibitivo, ma che impone concentrazione assoluta dopo le ferite, ancora aperte, dei due Mondiali mancati.

Il sorteggio non è stato malvagio, ma servirà una Nazionale diversa

Il passato recente dovrà essere di grande insegnamento: nel 2017 fu la Svezia a spegnere il sogno azzurro di approdare in terra russa, nel 2022 toccò invece alla Macedonia del Nord, che completò l’opera con una delle beffe più dolorose dell’intera storia azzurra. Due scivoloni che raccomandano comunque massima prudenza, perché l’Italia non può assolutamente permettersi di fallire l’appuntamento Mondiale per la terza volta consecutiva.

Rino Gattuso avrà quattro mesi per preparare le due sfide decisive: prima quella del 26 e poi quella dell’eventuale finale datata 31 marzo. Il tempo per lavorare sul campo sarà praticamente nullo, vista l’assenza di ulteriori pause per le nazionali fino a inizio primavera. Per questo motivo, il commissario tecnico dovrà puntare soprattutto sulla testa e sulla personalità del suo gruppo, ritrovando intensità e fiducia senza lasciare che il peso dei due Mondiali già persi (oltre che la sconfitta per 4-1 contro la Norvegia) possano limitare mentalmente gli azzurri.

La qualificazione al Mondiale non è chiaramente un’opzione: è un obbligo sportivo e morale per un movimento intero che non può permettersi un’altra estate da semplice spettatore davanti alla TV. Il sorteggio offre un’occasione, ma starà alla nostra Nazionale di dimostrarsi in grado di saperla cogliere.

Buona fortuna a Gattuso. E buona fortuna anche a tutti noi che aspettiamo, con il fiato sospeso, di tornare a vedere finalmente i nostri colori laddove meritano di essere.

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