La presentazione del romanzo lunedì prossimo a Roma
L’attrice e scrittrice siciliana Romina Caruana presenterà a Roma, il prossimo 14 luglio, il suo nuovo romanzo “Pirandello mi fa un baffo”, in anteprima nazionale, edito da Terra Somnia Editore, nell’ambito della manifestazione Marconi Teatro Festival 2025 – AperiLibri.
Si tratta del suo terzo romanzo, in cui ritorna a parlare di autismo, narcisismo patologico e resilienza femminile.
La presentazione sarà moderata dalla giornalista del Tg2, Nadia Alese, mentre all’attrice Ilaria Genatiempo sarà affidata la lettura di alcuni brani significativi del romanzo.
Romina Caruana è autrice di testi teatrali e letterari e si distingue anche per il suo impegno come divulgatrice e attivista nell’ambito dell’autismo.
L’attrice siciliana sarà sugli schermi di Rai1 in autunno con “Makari 4”. Ha appena concluso le riprese, come regista, di un cortometraggio a Dubai, con il premio Oscar Martin Desmond Roe e di un altro cortometraggio a Palermo con la Dark Matter Studios, entrambi sul tema della violenza domestica.
Per premiare la sua brillante carriera di attrice e scrittrice e attribuirle il giusto riconoscimento, come “eccellenza meridionale”, è entrata, di recente, a far parte della XVII° Commissione Arte, Cinema-Audiovisivo dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”.
Tornando al romanzo, che presenterà a Roma nella serata del 14 luglio, la Caruana ne ha affidato la prefazione all’attore e scrittore Ninni Bruschetta, “suo marito” nella celebre serie tv “Makari”.
Chi è Romina Caruana
Prima di intervistare l’attrice e scrittrice siciliana, vogliamo brevemente tracciarne un profilo biografico.

Romina Caruana, attrice internazionale e scrittrice, nota sul grande schermo e in tv, è nata ad Agrigento. Si laurea, con lode, in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso l’Università di Palermo e, successivamente, riceve il diploma di attrice presso l’Accademia Teatés e perfeziona i suoi studi al Teatro Stabile di Palermo e a Roma con Michael Margotta all’Actor’s Center.
Nel 2011 si trasferisce in America dove vive fino al 2021. A New York, si specializza in Cinema e Acting alla Susan Batson Inc. Susan è la coach di Nicole Kidman, Juliette Binoche e Lady Gaga.
A Los Angeles segue numerosi corsi di scrittura e frequenta l’Actors Studio e la New Collective Los Angeles.
Ricchissima di successi la sua carriera.
Nel 2012 pubblica il suo primo romanzo È solo un gioco di Anime, ottenendo un notevole successo di pubblico, grazie all’analisi accurata sulle ricerche scientifiche sull’autismo.
Nel 2014 pubblica The Dance Of Souls (Inkwell Productions), accolto con grande entusiasmo dai lettori americani. Nel 2018, produce il film Fourplay regia di Dean Ronalds, con Tammy Blanchard, Dominic Fumusa e Bryan Greenberg (USA).
Nel 2019, a Los Angeles, scrive, produce e interpreta Melania Trump in Melania’s Divorce, cortometraggio pluripremiato come Best Actress al Hollywood International Golden Age Festival e Migliore Sceneggiatura al New York International Women festival. Con Melania’s Divorce, riceve una menzione speciale sul New York Times.
Nel 2020 – Segue le Masterclass all’Efilsitra di Aurin Proietti. Nel 2023 – Vince il bando MIC, del Ministero della Cultura per i contributi selettivi per la scrittura di opere cinematografiche con il progetto Souls sceneggiatura tratta dal suo romanzo ‘È solo un gioco di anime’.
Nel luglio 2024 – Presenta l’evento Come Back Home in onore del Tour Mondiale dell’Amerigo Vespucci, a Los Angeles.
Nel gennaio 2025 – In diretta RAI Uno legge le pagine del suo libro sull’autismo davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella presso il Teatro Pirandello di Agrigento.
A febbraio 2025 – gira come regista e attrice il cortometraggio The Final Xposure, prodotto dal premio oscar Martin Desmond Roe (The Unreasnble).
L’intervista a Romina Caruana
Abbiamo intervistato in anteprima Romina Caruana, rivolgendole alcune veloci domande.

(Domanda): Lei, come Luigi Pirandello che provocatoriamente tira in ballo nel titolo, è nata ad Agrigento. E’ questo solo un caso o c’è dell’altro? Magari, qualche elemento o caratteristica per cui si sente vicina ad uno dei più grandi drammaturghi del ‘900?
(Romina Caruana): “A parte la presenza di Maria Stella, la governante a casa Pirandello e a casa di mia nonna, c’è un motivo ben preciso nella scelta di questo titolo apparentemente irriverente. Ma, come potete immaginare, non posso spoilerarlo in questa intervista. Mi pare più indicato suggerire di leggere il romanzo per coglierne le motivazioni, non solo riguardo al titolo ma anche sui vari aspetti di una società patriarcale che poco si distacca dal secolo scorso”.
(Domanda): Lei è anche un’attrice e quindi abituata a recitare, ad interpretare ruoli diversi ed a vivere, contemporaneamente, la vita di tanti personaggi. Forse è questo, il mito della maschera, che l’attrae di più in Pirandello e la spinge a fargli il verso?
(Romina Caruana): “Me ne guarderei bene a farne il verso. Io, in quanto agrigentina, sono cresciuta a pane e Pirandello e ciò che non ho potuto comprendere a scuola studiando Pirandello per ovvi motivi anagrafici, l’ho poi capito, vivendo, crescendo. Il mio romanzo non parla di Pirandello, bensì di una bambina che cresce in una famiglia disfunzionale e prova in tutti i modi di non lasciarsi schiacciare dalla stessa. Per rispondere alla domanda, il parallelismo non riguarda il mito delle maschere bensì quello della follia, a mio avviso molto più complesso, epidemico e contorto”.
(Domanda): Come sa, l’infanzia di Pirandello fu caratterizzata dalla difficoltà di comunicare con gli adulti e in specie con i suoi genitori, in modo particolare con il padre. Lei racconta la storia di due fratelli, Eleonora, una giovane e coraggiosa donna siciliana, e Alessandro, il suo adorato fratello autistico.
C’è qualcosa di autobiografico nel suo romanzo?
(Romina Caruana): “Il mio romanzo è tratto da una storia vera accaduta ad Agrigento che vive nella non comunicazione e nella solitudine del tabù della diversità ma come dicevo prima la storia non si accosta al vissuto pirandelliano se non in un solo breve momento”.
(Domanda): Il romanzo racconta una storia ambientata in Sicilia, dove lei è nata, e tra New York e Los Angeles, in America, dove lei ha vissuto per circa 10 anni e avuto una lunga parentesi artistica. E’ un caso o, anche qui, c’è una impronta autobiografica?
(R.Caruana): “In verità, ho vissuto a Los Angeles e non a New York, se non per brevi periodi. La vera storia non contempla NYC, in quanto la mia scelta è stata dettata dall’essenza della città; una città all’avanguardia per le nuove scoperte, soprattutto nel campo di ricerca scientifica, e per un approccio allo spettro autistico, completamente diverso da quello italiano”.
(Domanda): Romina Caruana, non è solo una scrittrice, ma anche colei che ha partecipato attivamente al dibattito sulla legge del “dopo di noi” sull’autismo e che fa parte dei “100 autori”, il cui presidente è Francesca Archibugi.
Allora, chi è, davvero, Romina Caruana? Perché ha scritto questo romanzo e dove vuole andare oggi?
(Romina Caruana): “Io faccio del mio meglio per comprendere veramente chi sono e a cosa ‘servo’, nel senso che cerco di mettermi al servizio di ciò che faccio, come attrice, come scrittrice e come produttrice. Mi definisco una story-teller attraverso vari linguaggi e amo raccontare di storie vere e non di fantasia perché senz’altro superano l’immaginazione”.
(Domanda): C’è ancora un personaggio in cerca d’autore per Romina Caruana?
(Romina Caruana): “Ultimamente, ho girato due cortometraggi come regista, devo dire che mi sono divertita tantissimo a scoprirmi in questa nuova veste da regista: ho sentito un trasporto diverso rispetto a quando lavoro come attrice. Ho sperimentato un’altra versione di me che non pensavo di avere. Poi chissà, magari domani, mi affiancherò a qualcosa di nuovo che mai avrei mai immaginato. Tenersi aperti per ogni possibilità, è il mio motto!”.

