La decisione del Governo, di oscurare i principali social network per contenere le critiche online, ha innescato una protesta giovanile senza precedenti. In poche settimane, la mobilitazione della Generazione Z ha travolto l’esecutivo nepalese, mettendo a nudo le fragilità di una democrazia segnata da corruzione, nepotismo e mancanza di opportunità economiche.
Dalla censura online alla piazza
Tutto è cominciato con la sospensione dell’accesso a 26 piattaforme social, tra cui Instagram, Facebook, WhatsApp e YouTube. Il provvedimento, giustificato dal governo come misura di sicurezza nazionale, è stato percepito dai cittadini come un tentativo di zittire il dissenso. Migliaia di giovani sono scesi in strada per difendere la libertà di espressione, trasformando la frustrazione digitale in una protesta di piazza.
Protagonista assoluta del movimento è la Generazione Z nepalese: studenti, lavoratori precari e creativi nati nel nuovo millennio. Attraverso hashtag come #NepoKids e #PoliticiansNepoBabyNepal, i giovani hanno denunciato il sistema di privilegi che favorisce le famiglie politiche, mentre la disoccupazione giovanile supera il 20%. La protesta non è solo contro la censura, ma contro un modello di potere percepito come chiuso e autoreferenziale.
Una crisi politica senza precedenti
Le manifestazioni si sono rapidamente estese, provocando duri scontri con le forze dell’ordine e decine di feriti. Nel giro di pochi giorni, le dimissioni del ministro dell’Interno e di altri membri dell’esecutivo hanno preceduto la caduta del Primo Ministro K.P. Sharma Oli. Il governo ad interim fatica ora a ristabilire la calma, mentre il Paese si interroga sul proprio futuro democratico.
India e Cina osservano con attenzione
La crisi di Kathmandu ha destato grande interesse nei Paesi vicini. L’India, partner economico e politico storico del Nepal, e la Cina, che considera il Paese parte della propria sfera d’influenza strategica, monitorano la situazione con preoccupazione. Un Nepal instabile potrebbe ridisegnare gli equilibri geopolitici dell’intero subcontinente asiatico.
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