La Rete dei sindaci è diventata ora Rete civica meridionale. “Vogliamo coinvolgere tutte le realtà che mettono al centro i temi del Sud e in quel contesto stiamo lanciando l’idea di un piano contro la disoccupazione e lo spopolamento nelle aree del Sud”
«Siamo sindaci e cittadini del Sud che da anni si battono per difendere la nostra terra, i nostri giovani e le nostre famiglie».
Con questa dichiarazione si apre la nota della nuova rete. La “Rete dei sindaci” si apre dunque alla società civile per avere un più ampio coinvolgimento e che vada al di là della durata temporale di un mandato amministrativo.
Prosegue la nota
«Da diverse dichiarazioni pubbliche apprendiamo che l’Italia potrebbe dirottare altrove, verso le spese militari o verso altri territori, i fondi di coesione che in questi anni hanno consentito al Mezzogiorno di continuare a crescere e svilupparsi, nonostante le politiche nazionali abbiano spesso penalizzato i nostri territori.
È importante reagire subito, costruendo un grande movimento che, riconoscendosi nella Costituzione italiana, faccia presente ai decisori italiani ed europei di cosa hanno bisogno i nostri territori:
✓ investimenti per fermare l’emorragia di giovani e, al contrario, per attrarre qui intelligenze e saperi;
✓ una sanità che consenta ai meridionali di curarsi a pochi chilometri da casa;
✓ un’agricoltura che possa reggere all’impatto dei cambiamenti climatici contrastando la carenza d’acqua;
✓ una rete di trasporti finalmente allo stesso livello del resto d’Italia;
✓un grande piano per l’edilizia sociale che consenta a tante famiglie di avere un alloggio a prezzi equi;
✓un piano di sviluppo economico che rimetta l’Italia al centro del Mediterraneo reagendo all’attacco alle nostre produzioni rappresentato dai dazi.
Per raggiungere questi e altri obiettivi, costruendo dal basso la nuova programmazione comunitaria attraverso i progetti che servono realmente alle nostre comunità, abbiamo deciso di avviare un processo per la costituzione della prima Rete Civica Meridionale. Dove possano confluire tutti coloro che, al di là dei partiti di appartenenza, sentono l’orgoglio di essere meridionali e ritengono che facendo squadra si possano difendere meglio gli interessi del nostro Sud, spesso poco rappresentato a differenza di altri territori.
Perché diventi davvero la Locomotiva di un’Italia solidale e di Pace, aperta al mondo e non soffocata dagli egoismi e dalla deriva guerrafondaia a cui ci sta conducendo il sovranismo
Dopo decenni di diseguaglianze, è arrivato il momento che sia il Mezzogiorno – quel “Sud che non ti aspetti”, capace spesso di fare miracoli nonostante le condizioni di svantaggio e i tanti torti subiti – a trainare il resto della Nazione.
E non viceversa».

