Napoli, è stato lo scudetto della resilienza

0

Lo scudetto numero quattro del Napoli è stato totalmente atipico rispetto ai tre vinti in precedenza: stavolta per vincere non sono servite né le giocate di Maradona né il miglior gioco d’Italia, ma dedizione, sudore e sangue.

Il Napoli trionfa sputando veleno

Il Napoli è campione d’Italia per la quarta volta nella sua storia. Ma questo scudetto ha un sapore completamente diverso ai precedenti. Stavolta non ci sono state nè le magie di Maradona a trainare gli azzurri, né il calcio spettacolare di Spalletti che aveva incantato l’Europa intera. Stavolta, a fare la differenza, sono stati il sacrificio, la determinazione e la resilienza. Tutte qualità che da sempre hanno contraddistinto la carriera da allenatore di Antonio Conte.

Gli azzurri hanno chiuso il campionato 2024-25 battendo il Cagliari per 2-0. Neanche l’ultima giornata è stata una passerella: per oltre 40 minuti la squadra di Conte ha faticato contro un Cagliari ben organizzato e agguerrito. A sbloccarla, come spesso accaduto in questa seconda parte di stagione, ci ha pensato Scott McTominay, che con una mezza rovesciata ha mandato il Maradona in estasi. Il centrocampista scozzese è stato l’uomo chiave di questo finale di campionato, dimostrandosi trascinatore silenzioso nei momenti di maggiore difficoltà.

Questo scudetto rappresenta un riscatto per il Napoli. Reduci dal deludente decimo posto della scorsa stagione, gli azzurri hanno ricostruito senza fare troppi proclami: pochi innesti dal mercato estivo, ma che si sono rivelati mirati e funzionali. Partita dopo partita, punto dopo punto, gli azzurri hanno conquistato la vetta della classifica lottando su ogni pallone.

La svolta è arrivata nonostante le tante problematiche emerse nella seconda parte di stagione: dalla cessione improvvisa e non sostituita di Kvaratskhelia, a una lunga serie di infortuni che hanno completamente falcidiato la squadra. Antonio Conte, in piena emergenza, ha dovuto reinventare la squadra con diverse soluzioni tattiche. Una su tutte è stata quella di adattare Olivera difensore centrale nelle ultime 4-5 gare di campionato.

L’Inter, sulla carta la squadra più forte del campionato, ha perso terreno nei momenti chiave, mostrando limiti caratteriali e di concentrazione. In parte è vero che questo scudetto sia stato anche frutto di diversi passi falsi dei nerazzurri. Ma sarebbe ingeneroso parlare solo di un regalo dei nerazzurri agli azzurri. Il Napoli ha comunque meritato, andando oltre i propri limiti e costruendo un’impresa con le unghie e con i denti.

Ora Napoli si risveglia (nuovamente) campione d’Italia, pronta a difendere, con più dignità, rispetto allo scorso anno un titolo che pesa quanto un macigno.

Contributo esterno.