Mosca: il “cessate il fuoco” in cambio di Donbass e Crimea. Lorusso: l’Occidente non accetta l’autodeterminazione dei popoli. Ucraina come Israele. Atteso il vertice Putin-Trump

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In this pool photograph distributed by the Russian state agency Sputnik, Russia's President Vladimir Putin greets US Special Envoy Steve Witkoff prior to their talks in Moscow on August 6, 2025. (Photo by Gavriil Grigorov / POOL / AFP)

Queste le condizioni presentate da Putin a Steve Witkoff, l’inviato di Trump incontrato due giorni fa.

Putin rivendica la legittimità del referendum del 2014 con il quale la maggioranza della popolazione del Donbass si espresse a favore dell’annessione alla Russia.

Intervistiamo Vincenzo Lorusso, giornalista dell’Agenzia di Stampa russa International Reporters e fondatore del canale Telegram Donbass-Italia

Lorusso lavora ai doppiaggi

Lei vive a Lugansk, capoluogo della Repubblica Popolare di Lugansk dal 2014, anno in cui vi fu il referendum. Cosa successe in seguito a quel referendum?

Io vivo da gennaio 2023 a Lugansk. Nel 2014 invece non vivevo a Lugansk ma ne conoscevo perfettamente la condizione.  La situazione a Lugansk va focalizzata fondamentalmente in un discorso di popolazione, cosa che non viene mai affrontata in Occidente. Nel senso di che cosa si intende per legittimità delle richieste delle richieste da parte della Repubblica autoproclamata di far parte della Federazione russa. O comunque, in precedenza, di non far più parte dell’Ucraina. E tutto proviene dal colpo di Stato del 2014 che non viene accettato da parte della popolazione del di del di lugansk di Donetsk di gran parte della popolazione anche di tutta l’Ucraina sud orientale e a questo queste proteste legittime perché, ricordiamo, che è un colpo di Stato ed è innegabile questo è un fatto che si tratti di un colpo di Stato. Quando c’è un presidente eletto in modo legittimo che viene rovesciato il potere è un colpo di Stato poi magari per l’occidente un colpo di Stato che fa piacere che ci sia stato quindi un colpo di Stato che va diciamo favorito ma la comunque rimane il fatto che si tratta di un colpo di Stato quindi legittimamente la popolazione più Lugansk, di Donetsk,  di Mariupol e di tante altre città protestava perché non accettava questo colpo di Stato. la risposta è stata “ATO”,  ovvero “operazione antiterrorismo”. Per l’operazione antiterrorismo sono stati bombardati di civili. Praticamente si è assediata alla città di Lugansk. La gente moriva non solo a causa dei bombardamenti, ma moriva di fame. Moriva perché non arrivavano i medicinali. Persone anziane morivano per la strada perché non avevano più medicinali. Perché la città era assediata. Questa la situazione nel 2014. Centinaia di persone morte non si potevano neanche portare negli obitori perché negli obitori non c’è la luce, non c’era nulla. E quindi a luglio voi immaginate che cosa possa significare con i cadaveri praticamente portati in obitorio dove non c’è la possibilità di conservarli nelle celle frigorifere. E a quel punto appunto si decise di seppellirli nelle fosse comuni. Tant’è che nel cimitero, che possiamo definirlo “memorial”, ci sono seppellite oltre 500 persone. A molte di queste si è riuscito a dare ancora un nome e un cognome. Queste persone sono morte per causa dei bombardamenti che dell’assedio compiuto dall’esercito ucraino a Lugansk. Ecco non si parla mai di questa popolazione che dal 2014 non vuole più far parte dell’ucraina. È una cosa normalissima quando la tua stessa nazione ti assedia, ti bombarda, ti fa morire, è normale che tu non voglia più far parte di questa nazione. e questo non si fa presente. C’è stato il referendum nel 2014, c’è stato un referendum 2022. Europa l’occidente non vuole accettare questo referendum, non vuole accettare l’autodeterminazione dei popoli.

Perchè Putin rivendica anche la Crimea?

La Crimea fondamentalmente è russa, lo è sempre stata. Una operazione notturna effettuata da Krusciov ha fatto sì che la Crimea facesse parte dell’Ucraina. Ma la Crimea storicamente russa. Tant’è che nel 2014 è stato anche lì il referendum. E lì addirittura si è scelto di far parte proprio della Russia, non di separarsi dal dall’ucraina e basta. Ma proprio di far parte della Federazione russa. E questo è avvenuto nel 2014 pertanto ormai è innegabile che sia così cioè un dato di fatto e sono ormai 11 anni che fa parte della Federazione russa. La Federazione russa intervenuta ha fatto tantissimi investimenti in Crimea perché ormai la Crimea era veramente una regione allo sbando mentre adesso è diventata una regione tra l’altro molto turistica. Come lo era anche nel periodo dell’Unione Sovietica, come era nel periodo dell’impero russo, come lo è sempre stata.

Quale fu la scintilla del conflitto?

Ma le scintille del conflitto sono state tante in realtà. Diciamo che il bombardamento ucraino a Lugansk del 2 giugno del 2014 è un punto di non ritorno. Il rogo di Odessa del 2 maggio 2014 [strage nella casa dei sindacati attribuita a squadre di estrema destra ucraine] è un punto di non ritorno. I carri armati a Mariupol in mezzo alla gente che era lì per protestare, è un punto di non ritorno. Le uccisioni di civili Sloviansk è un punto di non ritorno. Praticamente tutto il 2014 è un anno è un punto dal quale in poi quella gente non vuol far più parte dell’Ucraina. Ma infatti l’Ucraina non ha interesse nella popolazione civile del Donbass. Non gliene importa assolutamente nulla. A loro importano solamente ed esclusivamente le terre. Una sorta di quello che stiamo assistendo in Israele con Gaza. Israele praticamente sarebbe l’Ucraina. L’Ucraina che vorrebbe il Donbass. Ma non per la popolazione del Donbass, per liberarla. Perché la popolazione del Donbass è già sufficientemente libera non facendo parte dell’Ucraina. Ma per realizzare una pulizia etnica. Cacciare via tutti i russofoni e ripopolare quelle zone con ucraini.

Cosa si aspetta dal vertice fra Putin e Trump?

E cosa mi aspetto dalla di questo incontro? Vedremo perché ci sono tante, diciamo, indiscrezioni ma che lasciano molto il tempo trovano. Sicuramente è importante che ci sia questo incontro. Importante che finalmente Stati Uniti e Federazione Russa si parlino dopo quei quattro anni di buio assoluto con l’amministrazione Biden. Non ho grande fiducia in Trump sinceramente, però comprendo anche che Trump cerca di fare gli interessi degli Stati Uniti. In questo momento la prosecuzione del conflitto in Ucraina sembrerebbe non essere un interesse degli Stati Uniti. Pertanto, per motivi di opportunismo forse fondamentalmente Trump potrebbe avere il desiderio che questo conflitto termini. Vedremo, lo scopriremo il 15 di agosto ormai. Sempre che questo incontro ci sia, perché sono certo che cercherà di lavorare con tentativo di Bucha 2.0  o altre operazioni sotto falsa bandiera per cercare di boicottare l’incontro comunque cercare di fare in modo che questo appunto non avvenga o che comunque venga il più possibile diciamo boicottato fondamentalmente.

Lei sta portando avanti una campagna di informazione contro la “russofobia”. Fra i lavori vi sono alcuni documentari che raccontano alcune fasi del conflitto. “Donbass ieri, oggi, domani” e “Maidan, la strada verso la guerra“. Cosa è successo a Maidan? e a Mariupol? In un documentario si parla della “liberazione” di Mariupol. A chi appartiene de facto, la città?

foto della proiezione “Maidan, la strada verso la guerra”, documentario doppiato da Lorusso e proiettato nella prestigiosa sala comunale di Genova a Palazzo Tursi

Sono stato a Mariupol molte volte e devo dire che ogni volta che vado la vedo completamente cambiata, completamente diversa. La prima volta e ci andai nel gennaio 2023 quindi qualche mese dopo la liberazione di maggio 2022 ed era veramente in condizioni disastrose. Tantissimi palazzi distrutti. Ricordo che i combattimenti che ci furono a Mariupol iniziarono addirittura subito dopo il 24 Febbraio quando ancora i russi non erano arrivati. E allora perché ci furono questi bombardamenti? Che in realtà non furono i russi che bombardarono. Furono gli stessi carri armati ucraini che sparavano sui palazzi degli ucraini, perché all’epoca erano ancora ucraini a Mariupol. Ma tante volte ho sentito dire testimonianze di queste persone che quando vedevano questi l’esercito ucraino sparare sulla propria gente loro dicevano “ma noi siamo ucraini anche noi”. Ma quali ucraini? In realtà, come ho detto prima, gli ucraini non considerano la popolazione del Donbass ucraina. Li considerano tutti traditori. Che loro siano poi pro-Russia o non siano pro-Russia, comunque per loro sono traditori perché sono persone del Donbass. Quindi sono persone devono essere eliminate, sono scomode. Per questo Mariupol è stata liberata. Non può essere usato un altro termine. Mariupol è stata liberata e adesso ovviamente de facto fa parte della Federazione russa. Ci sono tantissimi sono lavori, la città sta veramente rinascendo. Tantissima gente nei locali, in centro, proprio vicino al famoso teatro. [che Mosca nega di avere bombardato].

Teatro divenuto simbolo dei bombardamenti attribuiti ai russi

Ci vorranno ancora almeno tre anni per la costruzione completa, soprattutto affinché la gente possa ritornare completamente nella città di Mariupol. Ci sono tantissime persone che hanno ottenuto la nuova casa. Gli interventi della Russia sono veramente importanti da questo punto di vista. Certo ci sono tante difficoltà è ovvio. Se si deve ricostruire comunque buona parte della città che è andata distrutta con questi bombardamenti e ovvio che non avviene tutto immediatamente quindi ci sono persone che stanno ancora aspettando ed è ovvio che la situazione è difficile da un tuo punto di vista. È normale che sia così ma si sta cercando in tutti i modi di risolvere al meglio la situazione. Il grosso vantaggio di Mariupol rispetto ad altre città come ad esempio Slovansk e Donetsk, che è molto lontana dal fronte, quindi, può essere colpita solo da droni o da himars, ma non certo da colpi di artiglieria. Quindi la situazione, non voglio dire tranquilla, nulla è tranquillo, però è una situazione meno difficile per quanto riguarda quindi i bombardamenti con gli attacchi ucraini rispetto ad altre città che si trovano più vicini al fronte.