Mondiali di Tokyo, Dallavalle d’argento: è la sesta medaglia per l’Italia

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Credit: Grana/FIDAL

Tokyo sorride ancora all’Italia dell’atletica con l’argento mondiale di Andrea Dallavalle nel triplo, la finale conquistata da Nadia Battocletti nei 5000 e il record under 23 di Francesco Pernici negli 800. Giornate intense in pista e nelle sedi istituzionali, con Casa Atletica Italiana al centro della scena internazionale.

L’Italia continua a brillare ai Mondiali di atletica di Tokyo, arricchendo il proprio bottino di emozioni e medaglie. L’impresa di giornata porta la firma di Andrea Dallavalle, che conquista un argento memorabile nel triplo con il nuovo primato personale di 17,64 (+1.5). È il sesto podio azzurro in questa rassegna iridata e arriva al termine di una gara di altissimo livello: solo il campione olimpico Pedro Pichardo, con un ultimo salto da 17,91, ha impedito al piacentino di mettere le mani sull’oro. Completa il podio il cubano Lazaro Martinez (17,49), mentre l’altro azzurro Andy Diaz si ferma al sesto posto (17,19).

Per Dallavalle, 25 anni, è la consacrazione definitiva: cinque salti oltre i 17 metri e un progresso netto rispetto ai precedenti primati (17,36 indoor e 17,35 outdoor). Argento europeo nel 2022, aveva mancato la medaglia ai Mondiali di Eugene per appena sei centimetri: a Tokyo ha trovato il riscatto, diventando il secondo italiano di sempre all’aperto e il primo capace di salire sul podio mondiale nella specialità.

A illuminare lo stadio anche Nadia Battocletti, che si conferma protagonista del mezzofondo. Con un solido 14:46.36, la trentina ha chiuso seconda nella sua batteria dei 5000 metri, cedendo solo alla keniana Beatrice Chebet (14:45.59), e staccando il biglietto per la finale di sabato. Nella seconda batteria a vincere è stata l’etiope Gudaf Tsegay (14:56.46), davanti alla fuoriclasse Faith Kipyegon (14:56.71). Eliminata invece Federica Del Buono (15:08.48), così come Micol Majori (15:14.66).

Applausi anche per Francesco Pernici, il nuovo volto degli 800 metri italiani. Il 22enne bresciano ha corso in 1:43.84, nuovo record italiano under 23, cancellando un primato che resisteva dal 1984, quando Donato Sabia superò Juantorena a Firenze. Solo quattro centesimi lo hanno separato dalla finale, ma resta la soddisfazione di essere entrato nella top four italiana di sempre, alle spalle di Fiasconaro, Longo e Tecuceanu.

Nel giro di pista con due giri, Eloisa Coiro ha superato le batterie con 2:01.86, ma la sua corsa si è fermata in semifinale. Con 1:59.19, terza nella propria serie, non ha trovato spazio nei ripescaggi a causa dell’altissimo livello delle altre prove, vinte da Lilian Odira (1:56.85) e Keely Hodgkinson (1:57.53). Per Elena Bellò, invece, lo stop era arrivato già al primo turno (2:02.14).

Non solo pista e pedana: a Tokyo si è vissuto anche un momento istituzionale di grande rilievo. Nella cornice di Casa Atletica Italiana, l’hospitality house azzurra tradizionalmente allestita in occasione dei Mondiali, sono stati ospitati i vertici di World Athletics.

Il presidente FIDAL Stefano Mei ha accolto il numero uno dell’atletica mondiale Sebastian Coe, i vice presidenti Raul Chapado e Adille Sumariwalla, il CEO Jon Ridgeon e diversi membri del Council internazionale, insieme ai rappresentanti di European Athletics. Presente anche l’ambasciatore d’Italia in Giappone Gianluigi Benedetti.

Un incontro cordiale che ha rinsaldato i rapporti istituzionali, con Mei che ha sottolineato l’importanza del Mondiale come vetrina per i valori dello sport e ha ribadito il sogno di poter ospitare in futuro la rassegna iridata in Italia.