Meloni e Trump, uno stallo temporaneo

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Giorgia Meloni e Donald Trump
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Inutile illudersi o crearsi delle aspettative, il rapporto tra Trump e Meloni è solo temporaneamente pessimo.

Giorgia Meloni e Donald Trump hanno litigato. Sembra l’intro di una soap televisiva ed invece, purtroppo, è semplicemente ciò che accade nella politica occidentale dove il peggio non ha mai fine.

Donald Trump, dopo che Giorgia Meloni ha difeso tenuemente il Papa dai suoi feroci attacchi dialettici, ne ha dette di tutti i colori alla Presidente del Consiglio italiano. Affascinati come siamo da Trump, in questo Paese disperato, proprio non riusciamo capire che cosa sta accadendo tra due leader che si riducono a queste schermaglie dialettiche dopo essersi voluti tanto bene (si fa per dire).

Ormai pervaso dal delirio di onnipotenza, Donald Trump si sta semplicemente sparando le ultime cartucce elettorali. Molto più preoccupato dalle elezioni di Midterm che dai dossier come l’Iran, si sta dimostrando un politico dall’alto tasso di sensibilità ed un pessimo tecnico oltre che scarso uomo delle istituzioni. La sua spacconeria è un tentativo disperato di riconnettersi alla base elettorale, facendo leva su sentimenti negativi che finora hanno creato semplicemente la sua fortuna. Messo alle strette dai suoi stesi apparati, Trump ha capito benissimo di non poter smontare lo stato federale americano e si è dedicato a colpire l’Europa nella classica logica dei “parassiti”.

Una mossa elettorale: Trump terrorizzato dalle elezioni, la Meloni per lui è usa e getta

Giorgia Meloni si incastra in questo meccanismo come pedina della scacchiera. Neanche tra quelle più mobili ed importanti, fa più la figura del pedone, sacrificabile per far cadere un alfiere avversario in trappola o aprire lo schieramento nemico. Giorgia Meloni, in tal senso, sta servendo allo scopo: fare da capro espiatorio insieme a Sanchez e Macron.

Qual è la differenza? La Spagna, segnalo sommessamente, ha un Re e non ha mai perso la guerra, sul suo territorio conta appena 3mila militati americani, diecimila in meno di noi, ed ha una posizione strategicamente non troppo rilevante. Di quello che fa la Spagna, insomma, agli americani interessa il giusto, quasi niente. Discorso diverso è la Francia, che ha sempre fatto capire di non essere un clientes americano o comunque non il più assertivo, oltre che essere un Paese nucleare. L’Italia, invece, ha un territorio più importante per la posizione che occupa ed ha perso (non vinto) la seconda guerra mondiale contro gli americani (per fortuna, aggiungo io).

Già la metà di questo basterebbe a capire che un Presidente del Consiglio non può non parlare con gli statunitensi. E’ semplicemente impensabile. Qui arrivo al punto: il rapporto tra Trump e Meloni e solo interrotto temporaneamente, torneranno a volersi bene più sotto campagna elettorale per farsi forza a vicenda e ciò andrà a svantaggio della Presidente del Consiglio.

Donald Trump venderà al suo elettorato il riavvicinamento dell’Italia con i suoi termini coloriti e nella sostanza potrebbe ripetere il mantra “sono tornati strisciando”, facendo impazzire d’orgoglio i suoi Maga. Giorgia Meloni non ci farà una bella figura, anzi una peggiore di quella che ha fatto ora, dovendosi confrontare con un elettorato per la quale si era spacciata come forte, coraggiosa, non ricattabile e con la schiena dritta.