L’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud” non si ferma mai, nemmeno in piena estate!
Con questo spirito, a Punta Marina Terme, presso i lidi ravennati, Sud l’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”, presieduto da Alessandro Caramiello, ha organizzato il 19 agosto scorso, assieme allo scrittore e giornalista Pino Aprile, Presidente onorario del medesimo organismo, una serata incentrata sulla “Questione Meridionale”, con lo sguardo rivolto al futuro.

I numeri hanno dato corpo ad una riflessione coi tanti partecipanti meridionali emigrati al nord. Infrastrutture e mobilità mostrano una distanza reale: da Trapani a Ragusa servono 14 ore per circa 300 chilometri, e, nel Mezzogiorno, l’alta velocità incide solo per il 12% del sistema nazionale, con una rete aeroportuale che vede un aeroporto ogni 300 chilometri al Sud contro uno ogni 40 nel resto del Paese. Sotto il profilo economico e del lavoro, le retribuzioni reali sono in calo di circa l’8% dal 2013, e nel Sud oltre il 21% dei lavoratori è assunto con contratti a termine, molto al di sopra della media europea; più di una persona su cinque guadagna meno di 9 euro l’ora.
Analogamente, il Sud, come ha sottolineato nel corso dell’incontro Alessandro Caramiello: ”sta scontando una drammatica emigrazione: secondo Svimez, negli ultimi dieci anni 200 mila laureati hanno lasciato il Sud per il Centro-Nord e 140 mila hanno optato per l’estero, mentre dal 2005 circa 2 milioni di giovani meridionali se ne sono andati, di cui un quarto laureati. Guardando al futuro, la proiezione al 2050 è impietosa: 4,5 milioni di abitanti in meno in Italia, degli quali l’82% nelle regioni meridionali; 3.000 comuni rischiano di perdere servizi essenziali, con la scuola che potrebbe non bastare a 125 bambini per comune e mensa e palestra non garantite per molti alunni”.
Il Presidente Alessandro Caramiello ha poi aggiunto, con un commento che suona come una nota critica di forte richiamo al Governo, che: “ l’Esecutivo ha depennato dai fondi del PNRR 16 miliardi di risorse destinate al Sud, ha sottratto ai comuni fragili diversi miliardi dalla scorsa Legge di Bilancio, ha sforbiciato 3,5 miliardi dal Fondo Perequativo Infrastrutturale, sta scippando ulteriori 5 miliardi previsti dalla misura Decontribuzione Sud. Il tutto dopo che la nostra terra si è vista scippare centinaia di miliardi, gli anni passati, per la mancata applicazione della clausola del 34%. Occorre un cambio di paradigma immediato ed una crescita che valorizzi talenti, reti e opportunità in ogni angolo del Paese, partendo dal Meridione. Come ho spiegato a Ravenna, urge una reimpostazione delle priorità e azioni concrete che trasformino questi numeri impietosi in progresso rapido per il Sud, anche perché il rilancio del Mezzogiorno non è una richiesta di privilegio, ma una condizione imprescindibile per far ripartire l’intero Paese e tutta l’Europa!”.
A margine dell’incontro in terra ravennate, abbiamo raccolto anche una dichiarazione dell’altro protagonista dell’evento, il giornalista e scrittore Pino Aprile, Presidente onorario dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud” ed autore, con Luca Antonio Pepe , del bestseller “Meglio Soli”, che conduce una sapiente disamina storica della questione meridionale e delle aree fragili: un vero manifesto politico, un grido di ribellione, un’analisi spietata e spiegata bene delle condizioni di subalternità in cui versa il Sud Italia: “ A Punta Marina, Ravenna, c’è stata una confermazione per turisti a Cento Pizze, ampio locale rigorosamente campano, porticese. Alessandro Caramiello e io abbiamo esposto le ragioni della questione meridionale: come nacque, a seguito dell’unificazione a mano armata dell’Italia, le politiche squilibrate a favore del Nord e penalizzanti per la colonia interna ex Regno delle Due Sicilie, sia con la monarchia sabauda e la dittatura fascista e poi la repubblica. Dagli esempi di Francesco Saverio Noti di tasse commentate a Sud e spesa concentrata a Nord, alla distribuzione attuale delle risorse, destinando al Nord anche quelle per legge dovute al Sud, per mano di governi di ogni colore. Generando il baratro di infrastrutture, lavoro, diritti, possibilità, fra le due aree del Paese e l’abbandono di quelle interne. Cosa che, per eccesso di disuguaglianze, stando alla scienza economica, porterà a breve all’esplosione di violenza e/o alla divisione del Paese”.

L’intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori “, con queste continue iniziative sui territori, dimostra concretamente di andare oltre il Mezzogiorno e la questione meridionale.
Del resto, nella sua mission ci sono le aree fragili e quelle interne che, come sappiamo, che percorrono il Paese da Nord a Sud, e le isole minori, anch’esse dislocate intorno a tutta la nostra Penisola. Ma poi c’è da considerare la vera “locomotiva” del Paese, che già è il Mezzogiorno e che lo sarà sempre di più in futuro; cambiando la preesistente ed errata narrazione comune, potrà essere – infatti – solo il Sud a far da traino al Nord e all’Europa stessa per un più deciso, armonico ed equo sviluppo economico e sociale dei territori.
Ricordiamo che l’Intergruppo Parlamentare “Sud, Aree fragili e Isole minori”, presieduto dall’On.le Alessandro Caramiello, con alla vice-presidenza l’On.le Annarita Patriarca e alla presidenza onoraria Pino Aprile, costituisce un’iniziativa bipartisan, nata circa tre anni fa in Parlamento che vede già l’entusiastica adesione di 50 parlamentari, tra Deputati e Senatori degli opposti schieramenti, che continua a destare grande interesse e curiosità nel mondo politico ed istituzionale. L’intergruppo si avvale anche di un Tavolo Tecnico, presieduto dall’economista Giovanni Barretta, con il compito di coordinare il lavoro delle 20 Commissioni istituite al suo interno e quello dei circa 270 tecnici che ne fanno attualmente parte (esperti di alto profilo, tra cui accademici, economisti, giuristi, artisti, storici, scrittori, giornalisti, imprenditori, amministratori di enti locali, rappresentanti datoriali e del più ampio e variegato mondo delle professioni).

La prossima iniziativa dell’Intergruppo “Sviluppo Sud”: l’incontro con i Vescovi italiani per le aree interne
La prossima tappa degli eventi dell’Intergruppo sarà l’incontro nazionale per un focus sulle “Aree interne”, organizzato con i Vescovi della CEI , che si terrà il 25 e 26 agosto a Benevento, organizzato da Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento, con il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, il quale illustrerà la lettera aperta rivolta al Governo e al Parlamento e sottoscritta già da oltre 80 presuli, in cui interverrà, per l’Intergruppo parlamentare, l’economista Giovanni Barretta, Presidente del Tavolo tecnico dell’Intergruppo “Sviluppo Sud”, che sarà occasione per l’elaborazione e la consegna da parte dei Vescovi italiani di un documento programmatico su cui l’organismo parlamentare lavorerà insieme con la Conferenza Episcopale Italiana per un’iniziativa di legge che possa modificare l’impostazione del Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne (PSNAI 2025), recentemente approvato dal Governo, che (all’obiettivo 4), adombra seri dubbi sul destino di molti comuni delle aree interne, che hanno subito più gravemente gli effetti dello spopolamento, per i quali si prevede, rinunciando ad ogni intervento, un inesorabile accompagnamento ad una loro “fine dignitosa”.
A seguire, il 25 e 26 settembre prossimi nel complesso dell’ex seminario arcivescovile di Benevento si svolgerà la sessione ordinaria del Forum fissata sul tema: “La sfida della cultura e il futuro creativo”, sempre con la partecipazione dell’Intergruppo “Sviluppo Sud”.
(Cfr. sul Forum dei Vescovi, altro articolo della nostra redazione)


