Le tigri del Vesuvio brindano: espugnata anche Pomezia

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Le tigri del Vesuvio brindano e si regalano per il prossimo Natale il decimo successo su 11 gare disputate: niente da fare per Pomezia che lotta e soccombe in tre set al cospetto di una Vesuvio Oplonti sempre più in corsa per la promozione in Serie A3.

Le premesse

Pomezia non naviga di certo in acque tranquille: tre sole affermazioni contro Femac Trestina Volley, Tenute Manduano Cerignola, Assitec Frosinone e un magro bottino di 9 punti. Bisogna fare qualcosa per invertire la marcia e presto. Guida tecnica dunque affidata a Tonino Federici, già Direttore Sportivo del team laziale. Tutt’altra aria si respira a Torre Annunziata, dove l’unica sconfitta arriva dalla sempre indigesta Castellana Grotte e anche in quel frangente le tigri non ne uscirono a mani vuote. Una gara con due opposti obiettivi: Pomezia vuole risalire per permanere in B1, Oplonti in testa e nel cuore ha un sogno chiamato Serie A.

La gara

Apre le danze Erica Giacomel che piazza un ace come antipasto, giusto per gradire. Frasca però ci mette subito una pezza e firma l’uno pari dell’avvio. Qualche scambio che regola il punteggio su un buon equilibrio, poi Pomezia tenta la fuga e si porta a +3. Alminni spende il primo time-out e incassa il pari momentaneo. Le laziali non demordono restando in scia fino al 17 pari. Poi un fallo fischiato alle padrone di casa che agita gli animi. Fava e Mazzoni sugli scudi, Panucci ci mette lo zampino e Oplonti prende il largo conquistando il primo set per 19-25.

La ripresa di gara per Pomezia non inizia nel migliore dei modi: Oplonti prova subito a scappare. E lo fa con una Giacomel scatenata che recupera di tutto e una Panucci in versione “sentenza” degna dei migliori film western. Tuttavia, le padrone di casa reagiscono senza timori reverenziali. Frasca, nel complesso la migliore in campo, risulta micidiale in ogni fondamentale e di fatto si prende la squadra sulle spalle, raggiungendo in breve il 14 pari. Oplonti però non è disposta a correre rischi e sfortunatamente per Pomezia si prospetta lo stesso copione visto nel primo parziale. Coach Federici rivoluziona il sestetto in campo nel tentativo di frenare la corsa delle avversarie. Scelta che si rivela infruttuosa: come nel primo, anche il secondo set finisce nel fortino oplontino.

Mazzoni e i suoi muri: un altro successo per le tigri

L’ultimo squillo di tromba vede le padrone di casa tentare subito l’allungo. Mazzoni non ci sta e si trasforma in cecchino al servizio: tre ace di fila e Pomezia sempre più in difficoltà, fatica a trovare soluzioni. Sul fronte avversario, Oplonti viaggia a vele spiegate verso la conquista del bottino pieno. Sulla sua strada trova però la solita Frasca, che davvero non si risparmia e porta le sue compagne a cambiare l’inerzia del parziale centrando il sorpasso. Oplonti per la prima volta nel match deve faticare per annullare le distanze ed è soltanto con grande carattere che raggiunge il 24 pari. L’epilogo è ancora una volta amaro per le laziali: prima un muro di Mazzoni che fa quello che vuole con una disinvoltura imbarazzante, poi un out fatale di Frasca, regala alla Vesuvio Oplonti il 26-28 finale e il decimo successo su 11 gare disputate.

Una vittoria di carattere perchè davvero Pomezia dimostra grande valore e una posizione in classifica che non le rende giustizia. E di quello, le tigri del Vesuvio certo non difettano. Perchè è vero, quando si vince tutto diventa più facile, ma scegliere un obiettivo prestigioso come quello della promozione nella prossima e cadetta Serie A3, può diventare un’arma a doppio taglio perchè porta con sè una tenaglia chiamata “ansia da prestazione”. Ma questo gruppo sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per volare alto. Le vittorie molto spesso non sono soltanto il frutto del lavoro e della tecnica, quanto di uno stato mentale che necessita di lucidità e freddezza nei momenti critici che in ogni match possono esserci.

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