Le parole di Conte riportano Napoli davanti alla realtà

0

Più di qualcuno aveva scambiato il Napoli per il Real Madrid. Il club ha fatto un mercato importante, ma nell’immediato soltanto De Bruyne è un’aggiunta ai titolari che hanno vinto lo scorso campionato. Non va confuso l’entusiasmo con la poca obiettività, altrimenti il rischio è di farsi molto male.

Le parole di Conte sono un bagno di realtà

Antonio Conte è tornato a parlare quest’oggi direttamente da Castel di Sangro, quasi un mese dopo dall’ultima volta. Stavolta il tecnico salentino è stato interrogato dalla stampa soprattutto per fare un punto della situazione dopo il mese di ritiro svoltosi tra Dimaro e Castel di Sangro.

Antonio Conte è stato pungente ma giusto come di suo solito: ha sottolineato i meriti del club, che si è comunque reso protagonista di un mercato ambizioso, ed ha reclamato la sua centralità nella ricostruzione in atto a Napoli (perché resta una ricostruzione nonostante lo scudetto appena vinto). D’altronde, Conte ha sottolineato come nel giro di 12 mesi il club azzurro abbia acquisito 13 calciatori e ceduto 7 calciatori, tra cui Osimhen e Kvara, e prestato 4 calciatori. Ma i movimenti non sono terminati qui, in quanto sono stimati almeno altri 3 o 4 acquisti da qui fino alla fine del mese.

Conte ha provato a riportare tutto l’ambiente con i piedi per terra: troppo entusiasmo, giustificato solo in parte, per un mercato sicuramente importante che ha visto il club azzurro comprare, ma che nei fatti vede l’undici titolare rafforzato (quantomeno nell’immediato) soltanto da Kevin De Bruyne (e forse Vanja Milinkovic Savic, la cui alternanza con Meret è stata ufficializzata quest’oggi proprio dal tecnico azzurro).

Per il resto il Napoli ha preso profili importanti come Lorenzo Lucca, Sam Beukema e Noa Lang, ma che partiranno comunque dietro le gerarchie. Il Napoli ha optato per la strada di allungare la rosa, visto che le seconde linee della scorsa stagione non godevano della fiducia di mister Antonio Conte.

Parlare di squadra che abbia l’obbligo di vincere è un’eresia. Conte ha provato a farlo capire. Ma tra un ambiente in totale estasi e concorrenti pronti a puntare il dito verso Conte, additandolo come il solito piangina che si nasconde per paura di cadere, anche una realtà conclamata passa quasi come una bugia. Il Napoli, da detentrice in carica del titolo, è sicuramente la favorita per vincere il prossimo campionato. Ma non esistono obblighi. Anche perché stiamo sempre parlando di una squadra che ha vinto quattro scudetti in 99 anni di storia. Mai è successo che il Napoli abbia vinto due scudetti consecutivi. I numeri parlano chiaro: il Napoli sarà chiamato a sfidare in questa annata la propria storia, oltre che i numeri (che non mentono mai).

Discorso Champions: sicuramente ci sarà l’ambizione, di Conte in primis, di fare bene in una manifestazione in cui ha spesso peccato, ma imporre al Napoli l’obbligo di andare fino in fondo è un’eresia ancora più grande dell’obbligo scudetto di cui si è parlato prima. Basti vedere gli acquisti delle big inglesi, del PSG, di Real e Barcellona. Per le italiane la Champions resta chiaramente una pura utopia. Il dislivello economico con le altre è fin troppo lampante.

L’unico obbigo che avrà il club azzurro sarà quello di entrare tra le prime 24. Nulla di più, nulla di meno.

Per un campionato ormai in procinto di cominciare, ci ha pensato Conte a riportare tutti con i piedi per terra. Perché è meglio prevenire anziché curare. Conte da allenatore molto navigato lo sa fin troppo bene. La speranza è che l’ambiente intero lo segua in maniera ortodossa come fatto, soltanto in parte, la scorsa annata. E che il club metta a segno quei rinforzi che ancora mancano.

Contributo esterno.