Trump: “Comandiamo noi, accesso totale al petrolio“. Continua con minacce anche a Colombia e Messico
Inizia oggi, 5 gennaio, il processo al presidente venezuelano Nicolas Maduro, catturato nella notte tra il due e tre gennaio dagli Stati Uniti, accusandolo di narcotraffico e commercio illegale di armi. Una tesi che sta facendo molto discutere in quanto per molti si tratterebbe solo di un pretesto per rovesciare il Governo venezuelano e mettere mano sulle loro enormi riserve di petrolio. E Trump non ne fa mistero. Avrebbe infatti dichiarato “Gli Stati Uniti hanno bisogno di accesso totale al petrolio e a altre risorse in Venezuela”.
In una nota diramata il 3 gennaio, Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, esprime grande preoccupazione per la situazione globale affermando che “il quadro internazionale si fa sempre più drammatico: l’aggressione di Putin all’Ucraina continua a mietere vittime civili; l’amministrazione Trump mette a repentaglio il diritto internazionale con attacchi armati in Nigeria, in Siria e in Iran, minaccia la Groenlandia, Panama e nuovamente l’Iran; a Gaza si continua a mettere in campo una logica genocidaria non solo per gli attacchi armati, ma anche per la carestia, attivamente sostenuta da decisioni esecrabili del governo Netanyahu che ha persino messo al bando 37 ONG internazionali e riconosciuto unilateralmente il Somaliland, contribuendo all’instabilità di una regione già martoriata come il Corno d’Africa”.

