La Juventus cade al Maradona per il settimo anno di fila (2-1). Il Napoli si riprende la vetta nel segno di Højlund

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Le avversità non fermano il Napoli che, di cuore e di talento, doma la Vecchia Signora. Ritorno amaro al Maradona per Spalletti, che ne combina di tutti i colori tra formazione iniziale errata e cambi rivedibili. Højlund si conferma prolifico nei grandi appuntamenti.

Il Maradona si conferma un campo ostico per la Juventus, il Napoli vince ancora un big match

Il Napoli batte la Juventus per 2-1 grazie a una doppietta di Rasmus Højlund. Per i bianconeri a segno Yildiz, nell’unica vera occasione creata dalla squadra di Spalletti.

La vittoria del Napoli è stata ampiamente meritata: gli azzurri hanno offerto una prestazione solida nonostante le numerosissime assenze. Conte ha dovuto rinunciare a Meret, Gutierrez, Anguissa, De Bruyne, Lobotka, Gilmour e Lukaku. Ed è stato costretto a reinventare Elmas come centrocampista box-to-box, ruolo lontano dalle sue caratteristiche naturali. Nonostante ciò, il macedone ha retto bene e con lui anche tutta la squadra.

La Juventus si è presentata al Maradona senza centravanti: David e Openda dalla panchina, per optare per un 3-5-2 fluido, senza un punto di riferimento offensivo. Una scelta che inizialmente ha facilitato il lavoro del Napoli.

Gli azzurri sbloccano il match al 7°, con Højlund che trafigge Di Gregorio di spaccata dopo un assist pregevole di David Neres.

A inizio ripresa Spalletti inserisce David al posto di Cabal e la Juventus sembra un po’ più pericolosa. Il Napoli, però, avrebbe meritato il raddoppio già nel primo tempo e anche nei primi minuti del secondo, sempre con Højlund, ma Di Gregorio ha tenuto in vita i bianconeri con interventi decisivi.

Al 59° la Juventus recupera palla e riparte rapidamente: McKennie serve Yildiz, che da posizione defilata sorprende Milinković-Savić e firma l’1-1. Il Maradona è gelato, ma la reazione degli azzurri è stata immediata e veemente.

Il Napoli ha continuato a spingere finché non è arrivato il 2-1: un cross di Neres trova Lang, che costringe McKennie a deviare di testa verso Højlund. Il danese, solo davanti a Di Gregorio, non può sbagliare e fa esplodere il pubblico del Maradona.

La Juventus paga un atteggiamento troppo rinunciatario, aggravato dai cambi conservativi effettuati dopo il pareggio: Spalletti toglie Conceição e Yildiz per inserire Miretti e Openda, scelte che si rivelano poco efficaci e confermano la serata storta del tecnico.

Per il Napoli è una vittoria importante, che certifica lo stato di forma della squadra dopo la caduta di Bologna. Conte ha ritrovato equilibrio, gioco e risultati, restituendo identità e fiducia agli azzurri. Conte si è ripreso il Napoli in quindici giorni. La riconquista dopo la caduta, da combattente vero. Da Antonio Conte, per intenderci.

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