Il Ministro Calderoli ha consegnato ad Occhiuto una bozza per la pre-intesa sull’autonomia differenziata. La risposta di Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi (RC)
Il ministro degli Affari regionali e delle autonomie Roberto Calderoli ha consegnato al presidente della Calabria Roberto Occhiuto una bozza simile alle pre-intese sull’autonomia differenziata firmate, lo scorso novembre, con Veneto, Liguria, Lombardia e Piemonte, proponendo la stesura di un possibile testo ad hoc.
Nonostante le osservazioni scritte in un documento approvato all’unanimità il 5 febbraio dalla Conferenza delle Regioni sul ddl delega per la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni in cui le Regioni chiedono che i Lep siano integralmente finanziati dallo Stato per evitare nuovi divari territoriali.
Cinquefrondi è stato il primo comune in Italia che, nel dicembre 2018, ha adottato una delibera contro l’attuazione del federalismo fiscale. E il suo sindaco, Michele Conia, consigliere della Città metropolitana di Reggio Calabria, si rivolge ai suoi colleghi.
“Convinto che questo progetto porterà alla frantumazione dell’assetto istituzionale, compromettendo in modo irreparabile il principio di universalità dei diritti, continuerò a battermi contro la cristallizzazione dei divari territoriali e la condanna dei territori più poveri. In particolare penso – continua il Primo cittadino- al diritto alla salute che è un diritto costituzionale e non un privilegio” .
Cita i “dati shock sulla sanità calabrese (mobilità oncologica, rinuncia alle cure, spesa per i medicinali insostenibile per le famiglie, carenza di personale)” e assicura:
“Continuerò ad essere presente in tutte le piazze mobilitate accanto ai più deboli e ai più vulnerabili. Al rischio di disgregazione della Repubblica democratica, del suo tessuto sociale e civile, rispondo con determinazione chiedendo che non sia intrapreso alcun percorso diretto ad ottenere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia legislativa e a non chiedere alcuna devoluzione di funzioni o poteri amministrativi o legislativi ai sensi dell’ art. 116 comma 3 della Costituzione ed esorto i miei colleghi sindaci e le mie colleghe sindache a fare altrettanto”.

