Israele, Netanyahu annuncia: “Alla vigilia di un’invasione massiccia a Gaza”

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Generative AI soldiers walking down the street of a city in ruins

Nella notte tra domenica e lunedì, il governo di Israele ha approvato una vasta offensiva contro Hamas nella Striscia di Gaza.

Israele prepara l’invasione: via libera del governo all’operazione nella Striscia

La decisione è stata presa su raccomandazione dell’Idf (l’esercito israeliano) e segna l’inizio di una nuova fase del conflitto. A poche ore dall’annuncio, i caccia israeliani hanno risposto al missile lanciato dagli Houthi che aveva colpito l’aeroporto di Tel Aviv. In risposta, Israele ha condotto, insieme agli Stati Uniti, un raid massiccio sul porto di Hodeida, nello Yemen, punto strategico per il passaggio di armi iraniane.

Una fonte della sicurezza israeliana ha parlato chiaro: “Questo raid non sarà l’ultimo. I giochi sono finiti”. Il presidente americano Donald Trump ha sostenuto pubblicamente l’operazione, confermando la partecipazione attiva degli Stati Uniti.

Proteste in Israele: ostaggi e piani militari sotto accusa

Le tensioni interne in Israele restano altissime. La dichiarazione di un funzionario vicino al governo sulla possibile “conquista e mantenimento” di Gaza ha provocato proteste da parte dei familiari degli ostaggi, che hanno bloccato le strade davanti alla Knesset chiedendo ai riservisti di non partire.

L’Idf ha cercato di rassicurare: l’espansione dell’operazione sarà “ampia ma limitata”, escludendo le aree dove potrebbero trovarsi ostaggi. Tuttavia, l’obiettivo è un controllo territoriale parziale, la bonifica dei tunnel (di cui solo il 25% è stato neutralizzato) e la permanenza delle forze israeliane in zone conquistate.

Israele lancia l’ultimatum ad Hamas: tregua o attacco entro dieci giorni

L’inizio dell’offensiva vera e propria dipenderà dalla conclusione del viaggio di Trump nei Paesi del Golfo (13-16 maggio). Israele ha dato dieci giorni a Hamas per raggiungere un accordo su tregua e liberazione degli ostaggi. In caso contrario, partirà l’operazione “Carri di Gedeone”, ispirata alla figura biblica che sconfisse un nemico superiore con un piccolo esercito.

Intanto Israele ha previsto l’evacuazione in massa della popolazione civile da nord e centro Gaza verso sud, dove verranno costruite strutture per accoglierli. Solo dopo, secondo quanto annunciato, Israele introdurrà aiuti umanitari attraverso società private sotto controllo statunitense, distinguendo chiaramente tra civili e Hamas.

Netanyahu: “Israele resterà a Gaza per sconfiggere Hamas”

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha diffuso un videomessaggio nel pomeriggio: “Israele lancerà un’operazione massiccia a Gaza per sconfiggere Hamas e liberare gli ostaggi. Questa volta l’esercito non si ritirerà come in passato”. Anche il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha confermato che Israele non parteciperà alla distribuzione degli aiuti, ma sarà garantito solo l’essenziale.

Tuttavia, Zamir ha avvertito i rischi: una grande offensiva potrebbe mettere in pericolo la vita degli ostaggi. Un avvertimento che non sembra preoccupare il ministro di ultradestra Smotrich, favorevole a ristabilire insediamenti israeliani a Gaza, aggravando ulteriormente le tensioni nel Paese.

Gerusalemme in rivolta: scontri tra manifestanti e polizia

Le tensioni sociali in Israele sono esplose anche nelle strade: centinaia di manifestanti, tra cui parenti degli ostaggi, hanno bloccato gli accessi agli uffici governativi a Gerusalemme. Ne sono seguiti violenti scontri con le forze di sicurezza, segnale di un malcontento crescente che attraversa tutto il Paese.

Raid in Yemen: Israele conferma l’attacco coordinato con gli USA

Il ministero della Difesa israeliano ha confermato l’attacco condotto nello Yemen in coordinamento con gli Stati Uniti. La rappresaglia ha colpito una fabbrica nella provincia di Hodeida, provocando due morti e 42 feriti, secondo fonti degli Houthi.

Iran nega coinvolgimento: “accuse infondate contro Teheran”

Il governo iraniano ha respinto le accuse di aver sostenuto l’attacco degli Houthi contro Israele. In una nota, Teheran ha definito “ingannevole” collegare le azioni dello Yemen alla Repubblica Islamica, accusando invece gli Stati Uniti di crimini di guerra per il supporto ad Israele e i bombardamenti nello Yemen.

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