Per tre giorni, dal 21 al 23 settembre, l’isola d’Ischia ha indossato l’abito delle grandi occasioni. La nona edizione di Ischia Safari, ideata dagli chef ischitani Nino Di Costanzo e Pasquale Palamaro, ha trasformato il mare e i giardini della “verde” perla del Golfo di Napoli in un mosaico di profumi, sapori e incontri. Un evento che non è soltanto una celebrazione della cucina d’autore, ma anche un progetto culturale e solidale capace di unire il mondo dell’alta gastronomia a una missione di formazione per le nuove generazioni.
Tre giorni tra gala, festa e creatività
Il viaggio del gusto è iniziato domenica 21 settembre con la Charity Dinner al prestigioso Regina Isabella di Lacco Ameno. Qui, a bordo mare, oltre trenta stelle Michelin hanno unito le proprie esperienze per un menu d’autore che è al tempo stesso spettacolo e gesto di generosità: l’intero ricavato è destinato a borse di studio e opportunità per studenti di istituti alberghieri e giovani cuochi. Un contesto elegante, un parterre internazionale e la sensazione, rara, di partecipare a qualcosa che va ben oltre la mera degustazione.
Lunedì 22 settembre il cuore della manifestazione si è spostato nel Parco Termale Negombo, dove la tradizionale “Festa al Negombo” ha richiamato oltre duecento protagonisti della scena enogastronomica: chef, pizzaioli, pasticceri, artigiani del gusto e produttori vinicoli. Nei viali tra piscine e giardini mediterranei si potevano incontrare maestri del calibro di Andrea Aprea, Francesco Apreda, Gianfranco Pascucci, la famiglia Cerea, pizzaioli come Gabriele Bonci, Enzo Coccia, Salvatore Salvo, e pasticceri come Sal De Riso e Giuseppe Amato. Un percorso a tappe, ricco di show cooking e assaggi, che ha trasformato la serata in una vera e propria maratona sensoriale.
Il gran finale, martedì 23, è stato affidato a “Un Dolce per Ischia”, contest firmato Mulino Caputo ospitato dal Lisola Restaurant di Forio. Giovani pastry chef e maestri affermati si sono sfidati nella creazione di un dessert capace di raccontare l’identità dell’isola. Una chiusura all’insegna della dolcezza e della creatività, che ha ribadito la vocazione di Ischia Safari come laboratorio di idee e talenti.
Un progetto che va oltre l’evento
Fin dalla sua nascita, Ischia Safari non si limita a esaltare l’eccellenza gastronomica campana: ne fa strumento di crescita e di rete. La missione dichiarata da Di Costanzo e Palamaro è infatti quella di formare e sostenere i futuri professionisti della ristorazione, finanziando borse di studio, stage e percorsi educativi. Ogni piatto servito, ogni biglietto venduto, contribuisce a creare nuove opportunità per i giovani che scelgono di intraprendere questo mestiere.
L’evento è anche una straordinaria vetrina per il territorio. Portare sull’isola, a fine settembre, centinaia di cuochi, pizzaioli, artigiani e appassionati significa allungare la stagione turistica e offrire ai visitatori un’immagine autentica e colta di Ischia: quella di un luogo dove tradizione e innovazione convivono, dove il mare incontra l’orto, dove il dialogo tra culture gastronomiche diventa ponte verso il futuro.
Il fascino di Ischia e il valore del confronto
Parte del successo risiede nelle location scelte. Dal fascino vintage e raffinato del Regina Isabella, ai giardini lussureggianti del Negombo, fino al panorama aperto del Lisola Restaurant, ogni tappa ha raccontato un volto diverso dell’isola. In questi spazi gli chef hanno potuto esprimersi liberamente, creando piatti che nascono dalla memoria ma guardano al domani, in un continuo scambio di tecniche, idee e suggestioni.
Ischia Safari 2025 ha dimostrato, ancora una volta, che un festival gastronomico può essere molto più di un appuntamento per addetti ai lavori: può diventare un atto d’amore verso il territorio, un’occasione di confronto tra professionisti, una festa popolare e raffinata allo stesso tempo. Chi vi ha partecipato non porta a casa soltanto il ricordo di sapori straordinari, ma anche la consapevolezza che dietro ogni piatto c’è una storia di passione, di formazione e di comunità.

