Il prezzo del petrolio torna a correre: pesano le tensioni geopolitiche
Il prezzo del petrolio registra una netta accelerazione sui mercati internazionali, spinto principalmente dallo stallo nelle delicate trattative diplomatiche tra gli Stati Uniti e l’Iran. Le tensioni geopolitiche tornano a far da padrone, infiammando le quotazioni del greggio.
Nello specifico, i dati registrati in apertura mostrano rialzi significativi:
- WTI (West Texas Intermediate): segna un balzo del +4,06%, portandosi a 96,73 dollari al barile.
- Brent: avanza del +3,62%, sfondando la soglia psicologica e posizionandosi a 105,63 dollari al barile.
Le conseguenze dell’aumento delle quotazioni del petrolio, innescate dal prolungarsi dei conflitti in Medio Oriente, si stanno già riversando sull’apertura delle principali piazze finanziarie internazionali, in particolare in Asia.
L’impatto sui mercati asiatici: l’India cede, Tokyo da record
L’onda d’urto del rincaro energetico ha colpito immediatamente la piazza finanziaria indiana. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa locale Pti, in India gli indici azionari hanno aperto in territorio negativo:
- Sensex (30 azioni): -0,81%
- Nifty (50 azioni): -0,73%
Il calo indiano riflette i timori degli investitori per l’impatto dell’inflazione energetica sull’economia nazionale.
Scenario diametralmente opposto in Giappone, dove la Borsa di Tokyo festeggia una giornata storica. In una seduta caratterizzata da alta volatilità, l’indice di riferimento Nikkei ha aggiornato il proprio record assoluto, superando per la prima volta nella storia quota 60.000 punti. A trainare il listino nipponico sono le speranze legate a un’estensione della tregua in Medio Oriente, il solido consolidamento del Nasdaq negli USA e, soprattutto, i risultati trimestrali incoraggianti provenienti dal settore tecnologico. Sul fronte valutario, lo yen perde terreno rispetto al dollaro (scambiato a 159,50) mentre si rafforza leggermente contro l’euro (186,60).
Cina e Hong Kong: aperture senza una direzione univoca
Nelle prime battute della giornata, i mercati cinesi mostrano un andamento incerto e contrastato.
Hong Kong: Avvio negativo per l’indice Hang Seng, che cede lo 0,51% (26.030,57 punti), colpito da vendite diffuse sin dai primi minuti di contrattazione.
Cina continentale: Gli scambi viaggiano attorno alla parità. La Borsa di Shanghai resta pressoché invariata, registrando un timido +0,05% a 4.108,26 punti, mentre la piazza di Shenzhen si mostra più tonica, guadagnando lo 0,35% (15.230,08 punti).

