Il Segretario della Difesa Usa , Pete Hegseth , annuncia l’imminente invasione della Cina a Taiwan .
L’Allarme del Pentagono
Un attacco militare a Taiwan potrebbe essere imminente. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono, Pete Hegseth, nel corso del forum strategico e diplomatico che si tiene ogni anno a Singapore.
“Il Partito Comunista Cinese non si sta limitando a minacciare. Sta costruendo la capacità militare per agire”, ha affermato. Un messaggio diretto. Rivolto a Pechino, ma anche ai partner strategici degli Stati Uniti.
Hegseth ha ribadito più volte che, con Donald Trump alla Casa Bianca, gli Stati Uniti non resteranno fermi.
Ha sottolineato che Washington non cerca uno scontro diretto con la Cina. Ma, in caso di attacco, la risposta americana sarà immediata e proporzionata. “Gli Stati Uniti sono tornati nell’Indo-Pacifico. E sono tornati per restarci”, ha aggiunto.
Di fronte alla minaccia cinese, Hegseth ha osservato che molti Paesi sono tentati dall’idea di mantenere una doppia cooperazione. Economica con Pechino e militare con gli Stati Uniti.
Riarmo contro la minaccia cinese
Nel suo intervento, Hegseth ha invitato gli alleati asiatici ad aumentare in modo deciso gli investimenti nella difesa. Ha citato il modello europeo post-Ucraina come esempio virtuoso di riarmo coordinato.
“Non si tratta solo di Taiwan. Tutta la regione indo-pacifica è a rischio”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di rafforzare le alleanze e l’interoperabilità, soprattutto con Giappone, Corea del Sud e Filippine.
Il segretario alla Difesa ha anche rilanciato l’appello a portare le spese militari fino al 5 % del PIL , superando la soglia del 2% fissata dalla NATO nel 2014. “Persino la Germania ha aumentato le spese”, ha ricordato, aggiungendo che la deterrenza deve basarsi su “forza militare concreta, non solo su dichiarazioni di valori”.
La risposta di Pechino : gli Stati Uniti non giochino col fuoco
Non è mancata la reazione di Pechino. Un portavoce del Ministero degli Esteri ha definito “infondate e provocatorie” le dichiarazioni di Hegseth.
Ha accusato gli Stati Uniti di cercare un pretesto per espandere la propria presenza militare nella regione asiatica. E ha avvertito Washington di “non giocare col fuoco”.

