“Imperturbabile”: il coraggio di raccontarsi senza filtri

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Il nuovo libro di Filomeno Soriano in uscita il 1° aprile

C’è una scrittura che intrattiene. E poi ce n’è un’altra, più rara, che scava.

Imperturbabile – Questa è la mia storia, il nuovo libro di Filomeno Soriano in uscita il 1° aprile, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Non è un romanzo nel senso tradizionale. È un attraversamento.

Un viaggio dentro l’infanzia, la famiglia, le ferite e le rinascite di un uomo che sceglie di mettersi a nudo, senza costruire eroi né rifugiarsi nella finzione.

Già dalle prime pagine emerge con forza la cifra narrativa dell’autore: una prosa intensa, visiva, quasi cinematografica, capace di trasformare ricordi personali in immagini universali. La stanza del sogno, il nonno immobile davanti a una porta luminosa, le domeniche familiari cariche di tensione: tutto diventa simbolo, memoria e materia viva. 

Soriano costruisce un racconto profondamente umano, in cui la famiglia non è idealizzata, ma mostrata nella sua complessità: luogo di amore e insieme di conflitto, di protezione e di mancanza. Il lettore viene accompagnato dentro dinamiche intime, fatte di silenzi, sguardi e parole mai dette, che segnano la crescita del protagonista.

Uno degli elementi più riusciti dell’opera è la capacità di dare voce al bambino interiore. Gli episodi dell’infanzia — osservati “da sotto il tavolo”, tra gesti nascosti e verità non dichiarate — diventano una lente attraverso cui leggere il mondo adulto. 

Accanto a questo, emerge una figura paterna potente nella sua discrezione: non un eroe rumoroso, ma una presenza silenziosa, fatta di piccoli gesti e attenzioni quotidiane. È proprio qui che il libro raggiunge uno dei suoi punti più alti, trasformando la fragilità in una forma di forza autentica.

Ma Imperturbabile è soprattutto un libro sulla resilienza.

Non quella retorica, ma quella reale: quella che nasce dalla solitudine, dal rifiuto, dall’esclusione. L’adolescenza raccontata da Soriano è cruda, segnata da incomprensioni, amicizie tradite e primi amori non corrisposti. Un percorso duro, che però diventa terreno di trasformazione.

Come dichiarato dallo stesso autore, il libro nasce dalla necessità di “guardarsi dentro, senza paura” e di attraversare le proprie ombre per trasformarle in consapevolezza. 

Il risultato è un’opera che non cerca di compiacere, ma di risvegliare.

Una testimonianza diretta, sincera, a tratti spietata, che parla a chiunque abbia conosciuto il peso del silenzio e la fatica di sentirsi fuori posto.

Il titolo, Imperturbabile, non va inteso come freddezza o distacco, ma come conquista interiore: la capacità di restare in piedi, di osservare, comprendere e non cedere al caos esterno. È una forma di equilibrio che si costruisce attraversando il dolore, non evitandolo.

In un panorama editoriale spesso dominato da storie costruite, Soriano sceglie la via più difficile: quella della verità.

E proprio per questo, il suo libro colpisce.

Un’opera intensa, necessaria, destinata a lasciare un segno.