A Palazzo Chigi in Ariccia, Massimo Pulini presenta il “San Girolamo in un paesaggio del Cadore”: un ritrovamento che cambia la storia del paesaggio moderno
Ariccia, 24 ottobre 2025 sarà presentato lo studio del Prof. Massimo Pulini sul San Girolamo del Tiziano – Un ritrovamento che potrebbe riscrivere la storia del Rinascimento veneziano. Nelle sale del prestigioso Museo di Palazzo Chigi in Ariccia, si terrà la conferenza “Sotto la Torre di Toblin. Un eremita nelle montagne del Cadore. Tra Tiziano e Domenico Campagnola”, a cura del Prof. Massimo Pulini, storico dell’arte, pittore e membro della XVII Commissione “Arte” dell’ Intergruppo Parlamentare che presenterà al pubblico e agli studiosi un capolavoro inedito di straordinaria importanza: il San Girolamo in un paesaggio del Cadore.
L’opera, appartenente a una collezione privata londinese, documenta – come spiega Pulini – “la più antica e approfondita interpretazione di un paesaggio dolomitico non immaginario, ma reale, nato dalla memoria visiva e affettiva del maestro di Pieve di Cadore”.
Sul fondo del dipinto, riconosciuto oggi come un unicum nella produzione tizianesca, emergono con precisione la Torre di Toblin, il Sasso di Bosconero e il Monte Pelmo, vertici simbolici e identitari di quella terra che diede i natali a Tiziano Vecellio.
Il dipinto, realizzato in collaborazione con Domenico Campagnola, segna una tappa fondativa nella nascita del paesaggio moderno. La sintesi di natura e spiritualità, incarnata nella figura di San Girolamo inginocchiato ai piedi di un crocifisso ligneo, si fonde con la potenza lirica delle Dolomiti cadorine, in una visione che trasfigura la realtà in poesia pittorica.
«Con questo San Girolamo, Tiziano e Campagnola non descrivono soltanto un paesaggio – afferma Pulini – ma danno forma a una visione spirituale del mondo, anticipando di secoli il concetto stesso di “paesaggio storico”, inteso come organismo vivente che unisce natura, cultura e memoria».
L’evento, organizzato dal Museo di Palazzo Chigi in Ariccia sotto la direzione di Francesco Petrucci, segna una delle più rilevanti occasioni di studio sull’evoluzione del paesaggio rinascimentale, confermando il ruolo centrale del Veneto e di Tiziano nella definizione del linguaggio moderno della pittura europea.
Accanto all’esposizione del dipinto, Pulini illustrerà i risultati delle indagini iconografiche, paesaggistiche e stilistiche che hanno portato a individuare le tre vette dolomitiche e a riconoscere la partecipazione del Campagnola, collaboratore di bottega e traduttore calcografico delle invenzioni tizianesche.
La conferenza promette di essere un appuntamento memorabile: un viaggio nel cuore del Cinquecento e nella mente di un genio che, dal Cadore a Venezia, trasformò la natura in arte e l’arte in un nuovo modo di guardare il mondo.

