I Vescovi italiani sulle barricate per le aree interne

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La lettera aperta dei Vescovi consegnata all’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud”

Con una lettera aperta, indirizzata a Parlamento e Governo, chiara e propositiva, ma dai toni fermi, di chi non può più aspettare, i Vescovi della CEI riuniti a Benevento, chiedono un cambio di approccio per le aree interne. L’obiettivo principale è intervenire sulla stessa impostazione del PSNAI (Piano Strategico Nazionale Aree Interne) 2025 che, all’ ”obiettivo 4”, per i comuni periferici contraddistinti da più forti fenomeni di spopolamento, prevede un inesorabile accompagnamento ad una “fine dignitosa”, rinunziando a qualsiasi altra iniziativa di sostegno e rilancio per queste aree.

Il grido di dolore dei Vescovi giunge al termine del Forum riunito a Benevento nella due giorni del 25 e il 26 agosto, consueto appuntamento annuale, organizzato dal Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento, a cui si deve l’iniziativa, che si è concluso con l’intervento del Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Da sinistra: Mons. Felice Accrocca (Arcivescovo di Benevento), Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI

La lettera aperta dei 139 Vescovi della CEI, dal significante titolo “Uno sguardo diverso“, elaborata al termine della sessione ordinaria del 25 agosto, è stata consegnata dal Presidente della Conferenza episcopale Italiana (CEI), il Cardinale Matteo Zuppi, nella tarda mattinata di ieri (26 agosto) nelle mani del Presidente del Tavolo Tecnico dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”, Giovanni Barretta, con l’intento, per questo tramite,  di farla pervenire alle Istituzioni nazionali e  proseguire con l’Intergruppo una stabile interlocuzione, affinché le annose questioni che attanagliano le aree interne possano trovare soluzione o essere, quantomeno, mitigate.

Nella foto da sinistra, Monsignor Accrocca consegna la “Lettera aperta a Parlamento e Governo” al Presidente del Tavolo Tecnico “Sviluppo Sud” , Giovanni Barretta

(la lettera aperta è rimessa in calce al presente articolo).

L’Intergruppo “Sviluppo Sud” ha, quindi,  partecipato al Forum dei Vescovi della CEI sulle “Aree interne“, ponendosi come interlocutore privilegiato rispetto alle loro istanze dirette a modificare l’approccio dello Stato e delle sue Istituzioni alle problematiche dell’impoverimento e spopolamento delle aree fragili.

Al seminario preparatorio della sessione straordinaria dei Vescovi che hanno predisposto la “lettera aperta”, guidato dal coordinatore del Forum e Cantiere nazionale, Nico De Vincentiis, ha partecipato l’economista Giovanni Barretta, Presidente del Tavolo Tecnico dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori” , che in una sua ricca relazione ha illustrato le attività finora svolte dall’organismo tecnico parlamentare sulle problematicità delle aree interne e delle soluzioni proposte per superare l’approccio metodologico contenuto nel prima piano strategico nazionale per le aree interne, varato nel marzo scorso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che non pare riconoscere la possibilità di recupero per quelle aree fragili, più periferiche e  maggiormente colpite dai fenomeni di spopolamento.

Al termine della sessione operativa, diversi gli interventi che si sono succeduti, tra cui quelli del Sindaco di Benevento, Clemente Mastella, dell’On.le Roberto Costanzo e di molti amministratori locali. Presente ai lavori anche il presidente della Commissione “Arte/Cinema” dell’Intergruppo Sviluppo Sud, Stefano Colucci e di Antonello Di Pinto, componente della stessa commissione e storico dell’arte che è intervenuto raccontando l’iniziativa delle mostre/museo itineranti che l’organismo parlamentare sta portando ( a titolo gratuito) in giro per il Mezzogiorno, nelle aree interne, proponendo i capolavori del Guercino, di Lanfranco e dei Caravaggeschi; a luglio scorso, le mostre a Matera e Venosa e prossima tappa programmata proprio a Benevento, per poi andare a Fermo e a Bolsena , e da qui in Puglia, Abruzzo e Calabria; l’intento quello di portare la bellezza dal centro alla periferia: un altro modo per sostenere e coinvolgere le aree interne.

Da sinistra Antonello Di Pinto con il Cardinale Matteo Zuppi
Al termine del Forum, il Cardinale Zuppi intervistato dai media (al suo fianco per l’Intergruppo: Antonello Di Pinto, Stefano Colucci e Giovanni Barretta)

L’intervento del presidente del Tavolo tecnico dell’Intergruppo

Al termine dell’incontro, abbiamo raccolto le dichiarazioni dell’economista Giovanni Barretta, (presidente del Tavolo Tecnico): “Occorre proporre una strategia diversa per le aree interne che, piuttosto che accompagnarle nell’inesorabile declino, le consideri parte e motore, se non addirittura “locomotiva”  dello sviluppo dell’intero Paese. L’intergruppo parlamentare (al quale aderiscono 50 tra deputati e senatori degli opposti schieramenti), presieduto dall’On.le Alessandro Caramiello,  in queste tre anni dalla sua istituzione ha considerato assolutamente centrale questo tema, rilanciandolo all’attenzione generale del Parlamento e del Governo con mirate iniziative legislative, mozioni, emendamenti alle leggi di bilancio, al decreto coesione, contestando,  sin da subito,  talune scelte assunte dall’Esecutivo, in ordine alla istituzione della ZES Unica Mezzogiorno e alla SNAI (Strategia Nazionale delle Aree Interne) , di cui al Decreto Sud 124/2023, che ha ignorato le aree interne e più fragili del territorio, non prevedendo per esse alcun meccanismo e/o sistema premiale, compensativo e/o perequativo, onde correggere gli insopportabili, quanto ingiusti, divari esistenti e contrastare il gravissimo fenomeno qui  in atto dello spopolamento. Da ultimo, il caso del PIANO SNAI 2025, di recente approvato, che, all’Obiettivo 4 della sua strategia, addirittura prevede di accompagnare le aree più fragili e interne del nostro Paese ad una fine “dignitosa “, attraverso una sorta di eutanasia. Eppure, si tratta di aree che hanno ancora oggi le più alte potenzialità (finora inespresse), le più autentiche e da cui, al contrario, ripartire con una nuova “radicanza”.

Da sinistra: l’economista Giovanni Barretta (presidente del Tavolo tecnico dell’Intergruppo) e il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI

Sulle iniziative concrete che prevede di assumere l’Intergruppo parlamentare, l’economista Giovanni Barretta aggiunge: “Questo Intergruppo sta già avviando nelle sedi competenti le azioni ed interlocuzioni  più adeguate ed opportune per invitare l’Esecutivo a cambiare, completamente,  l’impostazione contenuta nel Piano SNAI, non prevedendo più alcuna soppressione delle aree interne più periferiche, bensì il loro rilancio, necessario non solo per questi territori (ricchi di storia, cultura, trazioni, paesaggi e della più grande biodiversità della Penisola e dell’Europa) ma per l’intero Paese. Ma, poi, è necessario mettere in campo altri strumenti; penso alla “leva fiscale”, prima di tutto. In altre parole,  non è più accettabile che il titolare di una piccola attività imprenditoriale  (ad esempio di un bar di un comune periferico  montano, per esempio Montefalcone Valfortore nel beneventano) sia sottoposto alla stessa pressione fiscale (abbia la stessa aliquota) di quello che svolge la stessa attività, ma in un grande comune (per esempio a Roma dinanzi  al Parlamento). Peraltro, l’attività (forse l’unica di quel tipo) in quel piccolo comune interno svolge anche una funzione sociale, ben più importante, rispetto alla stessa attività esercitata in un grande centro. Eppure, gli strumenti per farlo ci sono; ad esempio,  utilizzando appieno la “leva fiscale”, che le politiche di coesione economica, sociale e territoriale dell’art.174 Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, consentirebbe.

Sull’impostazione del problema e sugli obiettivi di breve termine, Barretta conclude dicendo: “Vogliamo e dobbiamo cambiare l’errata narrazione previgente di territori problematici, poveri e quasi infelici, con una che ne restituisca la verità, considerando che queste aree, più fragili, sono proprio quelle da cui ripartire,  per far ripartire (come una locomotiva) il Paese, costruendo un modello sociale più giusto, equo e coeso. Solo la coesione sociale, infatti,  che si attua con la perequazione e la solidarietà, e non la competitività egoistica dell’utile del più forte, potrà salvare questi territori e l’intero Paese. Questo Intergruppo,  nel novembre scorso,  è riuscito a far approvare, all’unanimità, alla Camera una Mozione che impegna il Governo a tutelare le aree interne con azioni concrete,  che tengano conto della loro specificità e specialità (questioni riferite al dimensionamento scolastico, alla presenza/ permanenza  sui territori di strutture e servizi sanitari, ai trasporti, ai servizi dei comuni e degli altri  Enti…). Potrebbe essere questo, magari,  uno spunto da cui partire per le riflessioni dei Vescovi”.

L’intervento del Presidente dell’Intergruppo “Sviluppo Sud”, Alessandro Caramiello: “139 alti esponenti del Vaticano mi consegnano documento che porterò all’attenzione di Governo e Parlamento”

Alessandro Caramiello, Presidente dell’Intergruppo “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”

Al termine del seminario dei Vescovi, abbiamo raccolto la dichiarazione finale di Alessandro Caramiello, Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, aree fragili e Isole minori”: “Mi impegno a portare in Parlamento e all’attenzione del Governo la lettera sottoscritta da 139 tra cardinali, arcivescovi, vescovi e abati, già pubblicata sul sito chiesacattolica.it, che mi è stata appena consegnata con l’obiettivo di tutelare le aree interne, tematica che scandisce la mia azione istituzionale da inizio legislatura. Sapere che il documento è stato siglato da altissimi esponenti del Vaticano, tra cui il Presidente della CEI, il Cardinale Matteo Zuppi, impreziosisce un testo che dovrà scandire l’agenda politica dell’esecutivo, che dovrà dar seguito alla mozione, approvata, che gli scorsi mesi abbiamo depositato alla Camera dei Deputati con l’obiettivo di contrastare la logica del declino, articolando interventi strutturali che vadano dall’infrastruttura ai servizi essenziali, dalla sanità di prossimità all’istruzione, passando per incentivi economici e investimenti mirati. È una cornice normativa che non si limita a indicare soluzioni spot, ma a proporre un quadro di azioni integrate, con l’obiettivo di creare opportunità reali e durature per le comunità che abitano territori spesso ai margini dei grandi flussi. In questi territori si concentra la necessità di una prospettiva progressista dello Stato, al netto di ogni schieramento politico, affinché economia, welfare e demografia non si pieghino davanti allo spopolamento, ma trovino nuove vie di sviluppo sostenibile. Questa lettera aperta arriva come un segnale forte di fiducia e di stimolo per un percorso comune, che accolgo come un atto di grande responsabilità: riceverla significa avere l’opportunità di trasformare un appello pastorale in una proposta politica concreta, capace di incidere sul modo in cui il Parlamento e il Governo si interfacceranno con le aree interne. Perciò, desidero assicurare che l’impegno è reale ed è pronto a entrare nel vivo di un dibattito pubblico che deve essere plurale, inclusivo e orientato al bene comune“.

Prossima tappa del Forum dei Vescovi

Resa nota intanto la data della sessione ordinaria del Forum fissata per il 25 e 26 settembre prossimi nel complesso dell’ex seminario arcivescovile al viale degli Atlantici di Benevento sul tema: “La sfida della cultura e il futuro creativo”, che vedrà ancora una volta la presenza dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud” che riferirà ai Vescovi del lavoro di confronto che sarà avviato.