Dall’adolescenza all’età adulta, tra grandi trionfi e delusioni, in una piccola realtà della profonda Sicilia. “Ho scelto chi essere” è un’autobiografia interessante e densa di significati. In questo testo d’esordio di Manuel Testa si racconta, in maniera semplice e lineare, il delicato passaggio dall’adolescenza all’età adulta e tantissimo altro.
Ho scelto chi essere: il racconto di una vita
Il libro “Ho scelto chi essere” è un testo sorprendente, che non racconta soltanto la vita vissuta dall’autore ma una vera e propria realtà di un tempo che non esiste più. I diversi temi che si possono scorgere dietro le parole rendono il racconto interessante, le emozioni espresse dall’autore ti trasportano in quel mondo con la mente. Immaginare le varie scene risulta semplice grazie a delle descrizioni molto sintetiche ma efficaci che si concentrano sulle particolarità.
I personaggi sono riconoscibili anche a diverse pagine di distanza senza alcuno sforzo e questo consente al lettore di andare dritto fino alla fine. Nonostante vengano raccontate tante vicende, com’è normale, esse restano bene impresse grazie all’aiuto di alcuni espedienti narrativi quali l’associazione dei luoghi agli eventi, o di un particolare avvenuto durante una conversazione. Le emozioni e le reazioni del personaggio principale non generano dei grandi colpi di scena ed è proprio quello che consente al lettore di immedesimarsi nelle vicende raccontate.
La Sicilia di fine anni ’90: l’adolescenza vissuta a Sortino
La prima macrotematica che emerge chiaramente dal racconto è certamente l’adolescenza, la parte della vita su cui l’autore si concentra di più. L’adolescenza vissuta nel piccolo paese natio, una cittadina di appena 8mila anime, ci presenta una realtà che chi è nato e cresciuto in una grande città fatica a comprendere. L’autore sviluppa amicizie, talenti ed interessi connessi alla realtà che vive, alle esperienze che accumula ed alle persone che incontra. Il tutto avviene in maniera progressiva, in una profonda Sicilia in cui contano le amicizie ed i valori. L’autore ci lascia capire che Sortino non è un contesto isolato, ma che sviluppa una forte interconnessione con le realtà limitrofe.
La vita trascorre tra la scuola e le amicizie, fino alle prime cotte. A dominare soprattutto le giornate ci sono gli interessi, di cui il principale è certamente la musica, la sua vera passione. Ancor di più è interessante come dalle parole dell’autore si evince il cambiamento dello stile di vita che va di pari passo col mondo che si evolve. Qualcosa che un po’ tutti noi nati in quegli anni abbiamo vissuto con il progressivo passaggio dall’analogico al digitale, il sempre più centrale ruolo della tecnologia nelle nostre vite.
Il destino ed il viaggio: l’apertura al mondo e la scoperta
Con l’età adulta finisce proprio una fase per l’autore che offre un vero e proprio stacco netto. Si passa dalla vita nel piccolo centro abitato al resto dell’Italia prima e del mondo successivamente. Qui entrano in gioco due tematiche più impressionanti: il destino ed il viaggio. Il primo rappresenta una forte connessione con gli eventi passati. L’autore, anche verso la fine, ne parla spesso e ricompone il puzzle della sua vita partendo dagli avvenimenti dell’inizio della storia. Nessuno è in grado di mettersi alle spalle totalmente il proprio vissuto perché esso tornerà sempre nella nostra vita. Un insegnamento importante quello che viene offerto al lettore: imparare ad accettarsi, a cambiarsi, a superarsi ed a capirsi.
Come si incastra il viaggio in questa lettura? Esso non rappresenta soltanto uno sguardo verso il futuro, ma anche un sacrificio. Esistono vari tipi di viaggi e non sono soltanto quelli che ci consentono di raggiungere mete esotiche. Il viaggio rappresenta la determinazione nel raggiungere un obiettivo. E’ un tipo di sforzo soprattutto psicologico. Raggiungere un posto a diversi chilometri anche solo per stare con la persona che si ama, o per tornare a casa. A volte la meta ripaga lo sforzo, altre volte apre a nuovi orizzonti e ci lascia più di quello che avremmo pensato.
Il finale stesso è l’inizio di un nuovo viaggio.

