Giornata Internazionale contro la Russofobia. In Italia l’anteprima. Intervista a Lorusso

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Marjia Zakharova sostiene la proposta di istituire il 27 Gennaio la Giornata Internazionale contro la Russofobia. Nata come estensione della “Giornata” che si è appena celebrata in sei città italiane il 27 luglio

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha proposto di istituire il 27 gennaio – data della liberazione di Auschwitz ad opera dell’Armata Rossa– come Giornata internazionale contro la russofobia. Un segnale forte: perché l’odio antirusso è oggi una forma moderna di discriminazione che va riconosciuta e contrastata.
Una data che ricordi al mondo la storia, la cultura, i valori di una Pese che da secoli è oggetto di un odio ingiustificabile e inspiegabile. La scintilla è partita all’indomani della censura del concerto di Valery Gergiev alla Reggia di Caserta. Un ennesimo atto di censura che si aggiunge agli innumerevoli altri. Il caso forse più eclatante è stato quello dell’Università Bicocca di Milano che aveva sospeso le lezioni dedicate a Fëdor Dostoevskij. Decisione poi revocata, ma il danno era ormai fatto.

Collegamento con Vincenzo Lorusso

La Giornata contro la Russofobia si è svolta in sei città con la proiezione del documentario “Russofobia, la storia di un odio”, che ripercorre i secoli di odio alimentato contro la Russia. Ad avviare la giornata è stata proiettata l’esibizione dell’Inno Russo eseguita dal Maestro Bruno Giuffredi. A fine proiezione si è svolto il dibattito al quale ha partecipato Vincenzo Lorusso, collegato da remoto da Lugansk, città formalmente, de iure, dell’Ucraina. Di fatto appartiene al distretto del Donbass e dal 2014 è capoluogo de facto della Repubblica Popolare di Lugansk. Lorusso è un giornalista dell’Agenzia di Stampa russa International Reporters che da diversi anni vive nel Donbass e che si è fatto promotore di innumerevoli eventi di “propaganda” filosovietica, in contrapposizione alla preponderante attività russofoba che da secoli sta riportando una distorta conoscenza della storia e della cultura russa. Autore di documentari, articoli, inchieste, di recente si è fatto promotore di una raccolta firme contro le dichiarazioni del presidente Mattarella. Le prime10mila firme le ha consegnate personalmente a Maria Zakharova, portavoce del Governo russo, protagonista, negli ultimi mesi, di scambi di dichiarazioni e attacchi verbali con lo stesso Mattarella. Ad incrementare in diverbio una dichiarazione del Presidente italiano che i russi sarebbero pronti ad attacchi nucleari contro l’Europa.

Lorusso consegna alla Zacharova i libri delle firme dei 12 mila italiani

Chiediamo a Lorusso che impatto ha avuto la notizia della “Giornata contro la russofobia” da parte dei media italiani e stranieri.

Ovviamente nei media italiani non c’è stato alcun riscontro, mentre grande interesse ha suscitato l’iniziativa, che ha avuto grande spazio sulla TASS, Izvestia, Russisky Gazeta e ovviamente RT (Russia Today)

Come è nata l’idea, e come è nata poi la proposta della Giornata Internazionale contro la Russofobia?

L’idea è nata subito dopo la cancellazione del concerto di Gergiev a Caserta,  l’ennesima censura subita da un artista russo, l’ennesimo atto di russofobia. L’idea era quella di organizzare qualcosa il giorno del concerto ovvero il 27 luglio, ma era un’impresa sperare di coinvolgere qualche associazione in una calda domenica di luglio, in appena quattro giorni.
Invece ci sono state ben sei proiezioni del documentario “Russofobia, una storia di odio” in altrettante città (Bari, Viterbo, Pradamano, Conflenti, Serrastretta e Segromigno in Monte) e con enorme piacere anche la Casa Russa ha aderito organizzando uno splendido concerto nella Basilica di San Vitale a Roma.
Infine quella che è stata definita l’Operazione Speciale Genova con l’affissione di circa 200 manifesti con il volto di un soldato russo e la scritta “Loro cancellano l’Arte, loro cancellano la cultura, loro cancellano la verità, noi la mostriamo

Quali azioni si intendono fare in futuro

Ovviamente continuerò ad organizzare proiezioni dei documentari di RT, perché è fondamentale far conoscere un’altra versione dei fatti al pubblico italiano. La russofobia si alimenta grazie alla paura e all’ignoranza e permettere agli italiani di avere una panoramica più ampia è di grande importanza

Cosa significa vivere confinato a Lugansk e perché

Lugansk è una città bellissima che amo, come adoro tutto il resto della Russia. Sono stato in Italia l’ultima volta a Gennaio 2024, in teoria potrei tornare, in teoria…

Quali sono i documentari “proibiti” che sono stati finora proiettati in Italia di cui tu hai curato la traduzione e la diffusione?

Veramente tanti, il primo “Donbass ieri, oggi, domani” che spiega i primi otto anni di guerra, quando il mainstream non si occupava di questo conflitto.
Successivamente “Maidan, la strada verso la guerra” che racconta in modo esaustivo il colpo di stato del 2014 in Ucraina, ora sono invece in programmazione “I Bambini del Donbass”, “Io sono vivo”, “Selidovo, un crimine senza prescrizione” , “Russofobia, una storia di odio” e “Resistenza Italiana, la lotta”.
Quest’ultimo documentario racconta esattamente di come gli italiani stanno reagendo a questa svolta autoritaria, di censura e guerrafondaia
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La “peste putiniana” è destinata a crescere? Al momento, secondo il censimento de Il Riformista, gli “eventi illegali” sarebbero stati 139. Perché sarebbero “illegali” a loro avviso? Questa è censura?

Questa è ovviamente censura, gli eventi non sono affatto illegali. Purtroppo alcuni canali russi sono stati sanzionati e a questi canali non è possibile i propri programmi sul territorio dell’UE, via satellite, cavo o in streaming internet.
Discorso completamente diverso per una proiezione di un documentario prodotto da RT, non è assolutamente illegale organizzare proiezioni di documentari in luoghi sia pubblici che privati.
Per fare un esempio, se domani venisse sanzionata la RAI in Francia, la RAI non potrebbe trasmettere via satellite sul territorio francese e anche in streaming i suoi programmi verrebbero bloccati. Ma una norma che blocca la radiodiffusione non si estende assolutamente ai prodotti  realizzati dalla televisione sanzionata. In questo senso un cinema francese potrebbe tranquillamente proiettare un film prodotto dalla RAI
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Europa Radicale ha stilato una lista di proscrizione segnalando tutti gli eventi (per la verità ne mancano diversi) che si sono svolti in Italia con le proiezioni dei documentari di RT.
Fatto gravissimo sono stati menzionati anche tutti gli organizzatori, io ovviamente sono il primo della lista e successivamente i tanti cittadini italiani che hanno organizzato o i giornalisti, scrittori, attivisti che hanno partecipato come invitati.
Addirittura si paventa l’ipotesi di segnalare anche tutti i partecipanti, un vero e proprio metodo in pieno stile OVRA.
Ma sembrerebbe che in Italia stilare liste di proscrizione sia legittimo, nel caso però in cui il Ministero degli Esteri Russo decida di riportare un elenco di dichiarazioni dai tratti fortemente russofobi scoppia la polemica, come se alterare la storia o incitare all’odio contro la Russia non possa portare a conseguenze
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