Flotilla per Gaza sequestrata dall’Idf al largo di Cipro: bloccati anche attivisti italiani

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Le forze israeliane hanno preso il controllo di alcune imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza, al largo delle acque di Cipro. Secondo quanto riportato dai media israeliani e rilanciato da ANSA, alcuni attivisti fermati sarebbero stati trasferiti su una nave diretta verso il porto israeliano di Ashdod.

La missione era partita dalla Turchia con decine di imbarcazioni e centinaia di attivisti, con l’obiettivo dichiarato di stabilire un corridoio umanitario e contestare il blocco navale imposto da Israele su Gaza.

Bloccati anche alcuni italiani a bordo

Secondo la portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, alcune delle otto barche battenti bandiera italiana sarebbero già state intercettate e tra gli attivisti fermati ci sarebbero anche cittadini italiani. La portavoce ha parlato di almeno “7 o 8” italiani già presi, mentre a bordo delle imbarcazioni italiane sarebbero presenti complessivamente circa 35 connazionali.

La Flotilla ha inoltre riferito di aver perso il contatto con diverse imbarcazioni dopo l’intervento delle forze israeliane, mentre la sezione turca del movimento ha indicato la nave Holy Blue tra quelle abbordate.

Israele: “Provocazione, nessuna violazione del blocco navale”

Il ministero degli Esteri israeliano ha definito la missione una nuova “provocazione”, sostenendo che la flottiglia non trasportasse veri aiuti umanitari e annunciando che Israele non consentirà violazioni del blocco navale di Gaza, ritenuto da Tel Aviv legittimo.

Anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato i soldati della marina che hanno partecipato all’operazione, affermando che stavano sventando un piano finalizzato a rompere l’isolamento imposto ad Hamas a Gaza.

La Flotilla accusa Israele: “Violato il diritto marittimo internazionale”

Di segno opposto la posizione della Global Sumud Flotilla, che ha definito l’operazione un’aggressione illegale in alto mare e ha accusato Israele di violare la libertà di navigazione e il diritto marittimo internazionale. Secondo il movimento, l’intercettazione sarebbe avvenuta in un’area distante da Gaza e rappresenterebbe la continuazione di una precedente operazione avvenuta al largo di Creta.

Il comunicato della Flotilla richiama anche la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e sostiene che l’intervento dimostrerebbe un sistematico disprezzo delle regole internazionali.

Tajani: “Garantire la sicurezza degli attivisti italiani”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere di aver compiuto nuovi passi diplomatici con il governo israeliano per chiedere garanzie sul trattamento degli attivisti italiani eventualmente fermati dall’Idf. La Farnesina ha attivato l’Unità di Crisi e le ambasciate italiane a Tel Aviv, Ankara e Nicosia per tutelare l’incolumità dei connazionali.

Tajani ha sottolineato che Israele deve rispettare le regole e il diritto internazionale, aggiungendo che i cittadini italiani, se fermati, devono essere trattati nel massimo rispetto della dignità della persona.

Gaza, Flotilla e diplomazia: tensione ancora alta

Il sequestro delle imbarcazioni al largo di Cipro riapre il confronto internazionale sul blocco navale di Gaza, sugli aiuti umanitari e sui limiti dell’intervento militare in mare. La vicenda resta delicata anche per la presenza di cittadini italiani a bordo e per il coinvolgimento diretto della Farnesina.

Nelle prossime ore sarà decisivo capire quanti attivisti siano stati effettivamente fermati, dove verranno trasferiti e quali garanzie diplomatiche saranno assicurate ai cittadini italiani coinvolti.