Finito il festival dell’orrore a Yulin. Migliaia di cani e gatti macellati e consumati sulle bancarelle. Da tutto il mondo ne chiedono il divieto. Infinite le denunce

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Una pratica disumana e crudele che da quando è stata inaugurata, nel 2010, sta raccogliendo l’indignazione da ogni parte del Mondo.

Sono tante le organizzazioni internazionali che denunciano questo orrore. Moltissimi i video e le immagini che ritraggono cani e gatti ammassati in gabbie di ferro in attesa di essere macellati.

Mailbombing di OIPA

Sul sito di OIPA da maggio è partita una MAILBOMBING rivolta Alla cortese attenzione di Han Jun, Ministro dell’Agricoltura e degli Affari Rurali, Lei Haichao, Ministro responsabile della Commissione Nazionale per la Salute e Huang Runqiu, Ministro dell’Ecologia e dell’Ambiente,

L’OIPA Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali è una ONG associata al Dipartimento delle Comunicazioni Globali delle Nazioni Unite (DGC), al Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC), accreditata presso l’Assemblea dell’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEA) e al Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP). La nostra organizzazione comprende più di 200 associazioni in tutto il mondo e opera per la difesa dei diritti degli animali e per la loro protezione da ogni forma di crudeltà e abuso.

Con questa lettera esprimiamo umilmente la nostra profonda preoccupazione e indignazione per il modo in cui gli animali vengono trattati nel vostro Paese. Molte forme di intrattenimento in Cina sfruttano gli animali costringendoli a uno stile di vita completamente contrario alla loro natura. Inoltre, siamo consapevoli del fatto che presto inizierà il Festival di Yulin.

Nel 2020, l’ex Ministro dell’Agricoltura Han Changfu aveva già espresso la sua disapprovazione per il consumo di questa carne, ma questo annuncio non è stato seguito da alcuna ordinanza nazionale ufficiale. Viviamo nel 21° secolo e in molte parti del mondo, compresa la Cina, i cani e i gatti sono ormai considerati amici e membri della famiglia. È il momento giusto per un compiere un passo in avanti e voi potete essere il motore di questo cambiamento vietando la terribile pratica di allevare, macellare e vendere cani e gatti per il consumo della loro carne in tutta la Cina, comprese le aree rurali.

Inoltre, molti degli animali esposti e venduti nei cosiddetti “Wet Markets” vengono uccisi attraverso macellazione privata e altri metodi rudimentali. Ciò rappresenta un enorme rischio per la salute pubblica, poiché le garanzie igieniche sono minime. L’esperienza mondiale della SARS – CoV -2 è purtroppo un esempio di pericolo per tutta l’umanità. Ci auguriamo quindi che la Cina possa cambiare queste tradizioni arcaiche e adottare invece un approccio innovativo e rispettoso degli animali.

Chiediamo sinceramente di riconsiderare le leggi nazionali, imponendo norme più severe che tutelino tutti gli animali e insegnando alle persone una cultura del rispetto per tutti gli esseri viventi, al fine di prevenire la crudeltà e gli abusi sugli animali. Infine, chiediamo che gli animali siano considerati soggetti giuridici, i cui interessi e diritti siano tutelati, e non più risorse naturali sfruttabili e utilizzabili dall’uomo per i propri scopi.

Se decidete di fare della Cina un Paese compassionevole nei confronti degli animali, molti dei vostri cittadini vi ringrazieranno e si fideranno di voi. Saranno orgogliosi di vivere in un luogo che si prende cura dei meno fortunati e saranno felici di essere un esempio virtuoso per molti altri Paesi.

Confidiamo che presterete la massima e urgente attenzione a questo problema.

ActionProjectAnimal ha lanciato una raccolta di fondi

Iniziativa per salvare la vita a quanti più cani e gatti possibile. Sul loro sito si denuncia la scomparsa di animali domestici dalle loro case per alimentare il crudele mercato:

Dog Meat Trade: ignoranza, non tradizione.
Dalla nascita del festival, dieci anni fa, molti cani e gatti muoiono tra stenti e malattie, ammassati in gabbie sovraffollate e bolliti vivi per credenze anacronistiche.
Una di queste, si basa sul consumo stesso della carne: più il cane è vissuto circondato di affetto, più la sua carne porterebbe benefici a chi la mangia.
Questo è il motivo per cui, ogni anno, moltissimi cani vengono rapiti dalle loro famiglie.

L’Associazione Animalista ETS denuncia che il Festival:

rappresenta un pericoloso problema di sicurezza alimentare. I cani venduti sul mercato sono animali malati e morenti. Durante i lunghi viaggi, questi cani vivono in condizioni orrende. La Cina non ha allevamenti di cani. Non ci sono standard nazionali o locali per garantire la sicurezza della carne di cane perché i cani non vengono allevati per diventare cibo. Cani malati o infetti possono passare malattie agli esseri umani durante il trasporto, la macellazione e la consumazione. È circolata anche la notizia che alcuni cani sono stati avvelenati durante la cattura e i loro corpi quindi contengono tossine. Il governo non può permettersi di ignorare questo problema di salute pubblica. Per il governo è quindi un imperativo annullare il Festival della carne di cane e prevenire l’insorgenza di malattie come la SARS e altre patologie“.

Humane World for Animal, Animal Equality Italia, Vanity Fair Italia, Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente. La Brambilla nel 2015: Fermiamo il festival

L’indignazione negli anni è stata espressa dalle principali organizzazioni animaliste. Non si è però ancora riusciti a porre termine a questa orrenda pratica. Anche l’on Vittoria Brambilla nel 2015 invitava a firmare una petizione contro “una barbarie incommentabile”.

Ambascia Italia a Pechino contro il Festival

Nel 2020 l’Ambasciata Italiana a Pechino si era espressa in maniera alquanto negativa. Condannava “la pratica di macellazione di animali domestici che avviene anche quest’anno in occasione del Festival del Solstizio d’estate di Yulin”. Anche nel 2019 si esprimeva con toni simili:

Il 21 giugno scorso è stata inaugurata nella città di Yulin (Regione Autonoma del Guangxi Zhuang) l’edizione 2019 del cosiddetto “festival” del litchi e della carne di cane. Nel corso della manifestazione migliaia di cani e di gatti sono macellati per uso alimentare, oltretutto in un contesto di incertezza circa le metodologie e le pratiche impiegate per garantire quanto meno un abbattimento indolore, istantaneo e il meno crudele possibile di questi animali. Dinanzi a queste circostanze l’Ambasciata d’Italia a Pechino, nel dare voce alle sensibilità manifestate da tanti cittadini italiani e in continuità con l’azione svolta nel corso degli anni e ancora in queste ultime settimane, desidera reiterare la sua ferma condanna di ogni forma di violenza e maltrattamento nei confronti degli animali da compagnia. Pur nel pieno rispetto degli usi e dei costumi locali e nella consapevolezza della natura esclusivamente privatistica dell’evento, l’Ambasciata d’Italia a Pechino auspica vivamente che tale manifestazione, nella misura in cui sia collegata alla macellazione di cani e di gatti per uso alimentare, possa cessare al più presto, prendendo atto di quanto riportato dalla stampa locale circa un suo progressivo ridimensionamento“.