Con una nota durissima ed una presa di posizione, il Movimento 5 Stelle accusa il Partito Democratico. E’ guerra aperta a Portici.
Con una nota durissima e una netta presa di posizione, il Movimento 5 Stelle accusa il Partito Democratico. È guerra aperta a Portici.
Che la giunta uscente guidata dal Partito Democratico, espressa dal sindaco Enzo Cuomo, non avesse mai riscosso le simpatie del Movimento 5 Stelle era sempre stato evidente. Non a caso, i pentastellati avevano portato avanti feroci critiche nei confronti dell’operato del sindaco Cuomo, in parte sopite negli ultimi tempi a causa dell’alleanza a livello nazionale, dove, a dire il vero, le cose vanno anche discretamente bene.
Non a caso, tutte le opposizioni, tranne Italia Viva e Azione, si erano schierate in favore del No al referendum, contribuendo in maniera significativa alla vittoria. Un processo che aveva anche portato a un’unione che, già nelle ore successive alla vittoria, non pareva così granitica.
A Portici, città strategica del panorama campano, in provincia di Napoli, si stavano facendo prove di coalizione larga prima della decisione, risalente a inizio aprile, di correre divisi: il Pd appoggerà Claudio Teodonno, mentre il Movimento 5 Stelle si stringe attorno a Fernando Farroni. Questa mattina, però, una doccia fredda è arrivata da parte del Movimento 5 Stelle.
“A livello nazionale – si legge – PD e M5S hanno bloccato una conferenza stampa di noti fascisti difendendo la democrazia e alcuni parlamentari per questo sono stati anche sospesi. A Portici, invece dobbiamo constatare che nella coalizione sostenuta dal PD sono candidati figli di noti fascisti ed entrambi, padre e figlio, hanno ricoperto ruoli apicali in fratelli d’Italia. Il PD provinciale, regionale e nazionale sa di tutto questo? A livello territoriale non hanno voluto dialogare con il campo progressista perché volevano candidare nelle loro liste questi personaggi?”
Così in una nota il M5S Portici.
L’antefatto a cui si fa riferimento è l’occupazione di una delle sale convegni della Camera da parte di alcuni esponenti delle opposizioni, che avevano impedito lo svolgimento di un convegno definito “fascista”. Ad organizzarlo, infatti, erano esponenti di CasaPound, che si dichiarano neofascisti.

Calcolata, quindi, la decisione di ricordare proprio quell’episodio. Una presa di posizione che potrebbe riacutizzare vecchi malumori in una coalizione che, dinanzi agli elettori, non ha mai dato l’idea di essere granitica. È questo davvero il futuro della sinistra? Quella di questa mattina sembra molto più che una semplice polemica interna. Sono iniziati i colpi bassi, e a trarne vantaggio potrebbe essere il candidato della destra Giovanni Ciaramella.
Sembra l’ennesima occasione sprecata per una coalizione che, unita, è riuscita a costruire una giunta forte in Regione. Tutto, comunque, si vedrà alle urne il 24 e 25 maggio.

