Svolta storica per il panorama politico europeo in seguito alle elezioni in Ungheria.
L’ammissione della sconfitta da parte di Victor Orban è già una notizia. L’Ungheria svolta ed il segnale è distruttivo anche per la destra italiana. Si potrebbe leggere un effetto “Trump” in questa elezione, una battuta di arresto per le destre che in Europa sembravano in ascesa e destinate in breve tempo a divenire la maggioranza. Ancora una volta, però, bisogna segnalare che il partito Tisza che esce vincitore da questa tornata è molto giovane nato nel 2020, segno anche che la politica in tutti i Paesi logora inevitabilmente il consenso soprattutto dei partiti più vecchi.
Dopo anni di dominio incontrastato, il premier uscente Viktor Orban ha ufficialmente ammesso la sconfitta, cedendo il passo al leader dell’opposizione Peter Magyar. Una giornata elettorale che sarà ricordata a lungo, segnata non solo da un ribaltamento degli equilibri politici, ma anche da una partecipazione democratica senza precedenti.
I risultati delle elezioni in Ungheria: Tisza domina su Fidesz
La diretta dello spoglio elettorale, tuttora in corso, restituisce un verdetto inequivocabile. Il partito Tisza, guidato dalla figura emergente di Peter Magyar, si avvia verso una maggioranza schiacciante, con proiezioni che gli assegnano ben 128 seggi. Un colpo durissimo per Fidesz, lo storico partito di Orban, che si fermerebbe a soli 62 seggi, perdendo di fatto il controllo del Parlamento ungherese.
A rendere ancora più significativo l’esito di queste elezioni in Ungheria è il dato sull’affluenza alle urne. Il Paese ha infatti registrato un record storico: oltre il 77% degli aventi diritto si è recato ai seggi, dimostrando una forte volontà di cambiamento e una mobilitazione popolare che ha premiato il blocco di opposizione.

