De Cicco presenta interrogazione ad Occhiuto. Invito a prendere le distanze da Calderoli

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Invito ai consiglieri regionali del Sud a presentare simili interrogazioni nei propri Consigli

Il consigliere regionale calabrese Francesco De Cicco, leader del neonato partito Democratici Progressisti Meridionalisti, ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto per chiedergli di prendere le distanze dal tentativo del ministro Calderoli di attuare l’autonomia differenziata nonostante una sentenza della Corte costituzionale abbia sancito che l’iter della riforma è potenzialmente lesivo dell’unità della Repubblica e dell’uguaglianza dei cittadini.

Ecco il testo dell’interrogazione. Invitiamo tutti i consiglieri delle Regioni del Sud e del resto d’Italia a ricopiarla e a presentarla nei propri consigli regionali.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

OGGETTO:
Chiarimenti in merito alla posizione della Giunta regionale sull’iter di definizione delle intese per l’autonomia differenziata ai sensi della L. 86/2024, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 192/2024 e delle recenti iniziative del Governo.

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI,
PREMESSO CHE:
l’articolo 121 del Regolamento Interno disciplina l’interrogazione a risposta scritta quale strumento di sindacato ispettivo e di controllo sull’operato della Giunta regionale;
in data 21 gennaio 2025 il Consiglio dei Ministri ha avviato l’esame degli schemi di intesa con le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria per il trasferimento di funzioni in quattro ambiti: tutela della salute, protezione civile, professioni e previdenza complementare;

CONSIDERATO CHE:

la Corte Costituzionale, con sentenza n. 192/2024, è intervenuta sulla L. 86/2024 (“Calderoli”), dichiarando l’illegittimità costituzionale di profili essenziali della disciplina;
la Consulta ha stabilito, in particolare, che:
il trasferimento non può riguardare “materie” in senso ampio, ma solo specifiche funzioni amministrative, legislative e regolamentari, rigorosamente selezionate;
è illegittimo procedere al trasferimento di funzioni nelle materie “non LEP” in assenza della contestuale e vincolante determinazione dei LEP anche per le materie “LEP”, pena la violazione dell’art. 116, terzo comma, Cost.;
ogni attribuzione di autonomia deve essere giustificata dal principio di sussidiarietà e adeguatezza, con motivazione rafforzata da parte dello Stato, e non può pregiudicare i vincoli di solidarietà nazionale e l’unità giuridica ed economica della Repubblica (artt. 2, 3, 5, 119 e 120 Cost.);

RILEVATO CHE:

il Presidente della Regione Calabria, On. Roberto Occhiuto, ha più volte ribadito, anche in sede di Conferenza delle Regioni, la necessità che il processo di autonomia differenziata sia subordinato alla previa definizione e al pieno finanziamento dei LEP, al fine di evitare disparità territoriali nell’esercizio dei diritti civili e sociali;
l’avvio dell’iter per la conclusione delle intese, in assenza di una riscrittura della legge conforme ai dicta della Corte, rischia di produrre effetti distorsivi e potenzialmente lesivi per regioni come la Calabria, in particolare:
in sanità, aggravando la mobilità passiva e trasformando il finanziamento del settore in un meccanismo competitivo anziché perequativo, in contrasto con l’art. 32 Cost.;
in protezione civile, frammentando la risposta operativa a eventi emergenziali che richiedono una regia nazionale unitaria;
nelle professioni, creando barriere all’accesso e disparità di trattamento per i cittadini calabresi che intendano operare in altri territori;
EVIDENZIATO CHE:
la prosecuzione dell’iter da parte del Governo, nonostante i rilievi della Corte Costituzionale, solleva seri dubbi di legittimità e appare volta a precostituire situazioni di fatto idonee a condizionare il successivo intervento del Parlamento in sede di attuazione della delega;

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO, SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PER SAPERE:

  1. In merito all’azione di Governo e alla posizione in Conferenza delle Regioni:
    Quale sia stata la posizione ufficiale espressa dalla Giunta regionale, o dal Presidente, in ordine all’esame degli schemi di intesa da parte del Consiglio dei Ministri; e se siano state richieste e/o ottenute garanzie scritte affinché l’eventuale attribuzione di autonomia ad altre Regioni non comporti una riduzione delle risorse destinate al Fondo Sanitario Nazionale e ai meccanismi perequativi a tutela della Calabria.
  2. Sulla coerenza dell’azione regionale:
    Come intenda il Presidente conciliare la propria dichiarata posizione di tutela degli interessi della Calabria e del Mezzogiorno, nonché della necessità di garantire i LEP, con l’assenza di iniziative formali — quali la richiesta di convocazione straordinaria della Conferenza delle Regioni — volte a sospendere un iter che, alla luce dei principi espressi dalla Corte Costituzionale, risulta potenzialmente lesivo dell’unità della Repubblica e dell’uguaglianza dei cittadini.
  3. Sulle iniziative da intraprendere:
    Quali iniziative urgenti intenda promuovere affinché non si proceda alla stipula di alcuna intesa definitiva e al trasferimento di funzioni fino all’approvazione, da parte del Parlamento, di un decreto legislativo di riscrittura della L. 86/2024 che recepisca integralmente i principi e i vincoli posti dalla sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale.
  4. Sull’obbligo di informazione e trasparenza:
    Se non ritenga necessario riferire con urgenza in Aula consiliare, alla luce dell’accelerazione impressa da alcune Regioni, illustrando analiticamente l’impatto che le intese in itinere nelle materie della protezione civile, delle professioni, della previdenza complementare e, soprattutto, della sanità potranno avere sulla sicurezza del territorio, sul mercato del lavoro, sulle opportunità di crescita per cittadini e professionisti calabresi, nonché sulla salute e l’assistenza; e se non ritenga opportuno acquisire, a seguito di un dibattito consiliare, un mandato unitario per tutelare gli interessi della Calabria in tutte le sedi competenti.