Conferita la cittadinanza onoraria al Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”, Alessandro Caramiello
Ieri pomeriggio a Dogliola, in Abruzzo, si è svolta la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria all’On.le Alessandro Caramiello, nella sua qualità di Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”, per l’impegno concreto messo in campo durante questa legislatura per riportare all’attenzione del Parlamento e del Paese il delicato tema delle “Aree interne”.

La genesi e le attività dell’Intergruppo “Sviluppo Sud”
Ricordiamo che l’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori” – che registra la presenza di 50 parlamentari appartenenti agli opposti schieramenti e che per la priva volta nella storia d’Italia si è formalmente strutturato in organismi e commissioni di lavoro, con l’istituzione di un tavolo tecnico al quale partecipano circa 270 esperti (tra economisti, giuristi, sociologi, accademici e rappresentanti degli enti locali territoriali e del mondo imprenditoriale) – nei tre anni dalla sua istituzione ha svolto un’intensa attività d’analisi scientifica e divulgativa sul tema delle aree fragili e prodotto una serie numerosa di rilevanti iniziative legislative, culminata con la “Mozioni sulle Aree interne” che, nel dicembre scorso, è stata approvata all’unanimità dalla Camera dei Deputati. Si è trattato, in questo caso, di un atto legislativo davvero molto significativo, in quanto impegna per la prima volta il Governo a porre una particolare attenzione a questi ambiti territoriali, considerati periferici e problematici, che soffrono sempre più i gravissimi fenomeni dello spopolamento e del depauperamento materiale.
Altrettanto importanti in questa direzione sono state le iniziative promosse dall’Intergruppo Sviluppo Sud per rivedere l’istituzione della ZES Unica Mezzogiorno, salutata inizialmente dai più con grande entusiasmo ma che, di fatto, ha ulteriormente emarginato i territori più fragili, non riconoscendo per essi alcun meccanismo di specialità e/o premialità, e le iniziative, attualmente in corso, per contrastare l’impianto del Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne (PSNAI 2025), appena varato nel marzo di quest’anno, che (all’”obiettivo 4 “) prevede, per i comuni ultra-periferici e maggiormente interessati dal progressivo spopolamento, l’inesorabile accompagnamento ad una loro fine, c.d. dignitosa. In altre parole, molti piccoli comuni italiani dell’area alpina ed appenninica, come lo stesso Dogliola, verrebbero condannati all’eutanasia.
Da annoverare ancora le iniziative promosse dall’Intergruppo con la presentazione di una proposta di legge sulle “Isole minori” per la loro miglior tutela, in considerazione della condizione di svantaggio derivante dall’insularità che, sul finire della precedente legislatura, si è riusciti a far inserire anche nel dettato costituzionale, novellando l’art.119. Parimenti importante la proposta di legge sulla “Equità territoriale”, diretta a garantire equità nella distribuzione ai territori delle risorse nazionali e dell’Unione Europea. La conseguenza della mancata equità è stata negli anni un’enorme sottrazione di risorse al Mezzogiorno, confermato da tutti gli studi condotti dai più autorevoli ed accreditati Istituti di ricerca, come l’Eurispes che nel suo ‘32° Rapporto Italia’, ha calcolato che, complessivamente, dal 2000 al 2017, a causa della mancata applicazione della clausola del 34% (la percentuale che indica la numerosità della popolazione delle 8 regioni meridionali), sarebbe stata sottratta al Mezzogiorno, in termini di trasferimenti in conto capitale, una somma pari a 840 miliardi di euro, netti (in media, circa 46,7 miliardi di euro all’anno). C’è poi da registrare il grande lavoro svolto dal tavolo tecnico dell’intergruppo con gli emendamenti alle ultime tre leggi di bilancio, al Decreto Sud e al Decreto Coesione, tutti indirizzati a riequilibrare il rapporto tra “centro e periferia” e a tutelare il Mezzogiorno e le aree fragili.
Non da ultima come importanza, la proposta di legge sul piano di evacuazione per il rischio Vesuvio.
La cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria
Al termine di una cerimonia istituzionale molto partecipata che ha visto l’intervento, con la fascia tricolore, di numerosi sindaci dei comuni dell’area, abruzzesi e molisani, il Sindaco, Giovanni Giammichele, ha conferito la cittadinanza onoraria del comune di Dogliola ad Alessandro Caramiello.

Le dichiarazioni di Alessandro Caramiello
Al termine della manifestazione, abbiamo raccolto le dichiarazioni dell’On.le Alessandro Caramiello che si è espresso in questi termini: “È stato un onore ricevere, alla presenza di numerosi sindaci, istituzioni locali e regionali, l’onorificenza di cittadino onorario del comune di Dogliola, splendido paesino abruzzese guidato magistralmente dal Sindaco Giammichele e da un’amministrazione che sta dando il massimo per invertire il trend di spopolamento che mette in crisi le prospettive future. Spesso nei dibattiti pubblici e parlamentari porto ad esempio il ‘caso Dogliola’, un territorio meraviglioso che fra qualche anno rischia di scomparire se non si interviene per contrastare un dramma più generalizzato che vivono le aree più fragili italiane. E, proprio a questi territori, da inizio legislatura sto rivolgendo particolare attenzione: se non interveniamo subito, tra pochi anni queste aree rischiano di non avere più una popolazione stabile, con conseguenze irreversibili per la cultura, la biodiversità e la vitalità economica. Per questo occorre rivedere e rafforzare le politiche di coesione territoriale: investimenti mirati in infrastrutture materiali e digitali, con attenzione alle reti stradali, al trasporto pubblico, alla banda veloce e alla digitalizzazione dei servizi pubblici, in modo che gli abitanti delle aree interne possano accedere facilmente a istruzione, sanità e opportunità di lavoro”.

Nell’incontro in terra abruzzese, Alessandro Caramiello si è detto fortemente convinto dell’enorme significato e del ruolo che l’Intergruppo si è conquistato sul campo in questa legislatura per cambiare davvero la prospettiva di un Mezzogiorno che, nonostante le grandi potenzialità che è in grado di esprimere, non è riuscito finora a colmare il divario socio economico, presente sin dall’Unità d’Italia. Ecco, quindi, la necessità, ha ricordato Caramiello, di incontrare i territori ed interloquire da vicino, sia con gli altri livelli istituzionali qui presenti, che con gli attori dello sviluppo locale.

Sul piano della proposta e delle iniziative concrete da assumere per contrastare efficacemente il grave fenomeno dello spopolamento e del depauperamento materiale di queste aree, il Presidente Alessandro Caramiello ha aggiunto: “Occorre creare incentivi permanenti per attrarre e trattenere residenti, imprese e giovani, attraverso agevolazioni fiscali mirate, sostegni all’imprenditoria locale, programmi di housing sociale e assistenza energetica per ridurre i costi della vita e rendere sostenibile la permanenza. In questo quadro, il riconoscimento a Dogliola non è una celebrazione isolata, ma una chiamata all’azione: dobbiamo fare di più per le zone depresse, perché la loro rinascita è condizione imprescindibile per la coesione del Paese. Le aree interne non sono un semplice tema di dibattito, ma la casa comune di una democrazia che vuole crescere insieme, in modo più equo nel rispetto del dettato costituzionale”.

Le parole del Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori” costituiscono un monito per il Parlamento e il Governo e disegnano una strategia nuova e più efficace per queste aree fragili, non rassegnandosi ad una previsione, come quella contenuta nel Piano SNAI, di abbandonare a sé stessi i comuni più fragili e periferici, presenti soprattutto lungo la fascia appenninica del nostro Paese, ma che, probabilmente ne costituiscono la parte più autentica e dalle maggiori potenzialità. Si tratta, infatti, di aree, che, benché presenti su larga parte del territorio nazionale, nel Mezzogiorno soffrono maggiormente, rispetto alla fascia costiera, a causa di un divario socio-economico e di un gravissimo gap infrastrutturale che le relegano ad una progressiva marginalità, in qualche caso vero e proprio isolamento, non più accettabili.


