Il Pd è il primo partito di questa tornata. Ravenna e Genova sono state un trionfo assoluto, Taranto va al ballottaggio ma con un grande risultato nel primo turno. Affonda la destra di Meloni.
L’esigenza di scegliere un federatore è da sempre il cruccio di un centrosinistra che aveva, però, prima la necessità di misurarsi. Detto fatto, il voto ha più o meno già confermato quello che i sondaggi dicono da tempo: è il Partito Democratico (Pd) la locomotiva della coalizione di centrosinistra. Lo è stato sicuramente in questa tornata dove è risultato il partito più votato ed ha schiacciato tutti, Fratelli d’Italia compreso.
Percentuali bulgare per il Pd: i trionfi di Genova e Ravenna
A Genova e Ravenna sono arrivati i numeri definitivi. Alessandro Barattoni ha conquistato il 58,15 % delle preferenze, di queste il 40% sono arrivate dal Pd, segue il M5s col solo 4,43% ed Alleanza Verdi e Sinistra con il 4,34. Insomma a Ravenna una chiara scelta politica che fa capire due cose al centrosinistra: insieme si vince e che a trascinare questa coalizione c’è il Pd.
La stessa sensazione e conferma c’è stata a Genova dove Silvia Salis vince e convince con il 51,48% ed anche in questo caso il Pd trascina la coalizione con il 29,06% delle preferenze. La Salis, a differenza di Barattoni, è stata sostenuta fortemente dalla società civile che infatti l’ha premiata con la lista Salis Sindaca che ha conquistato l’8,31%. Segue Avs al 6,92% ed il M5s al 5,10%.
Taranto al ballottaggio: Pd ancora primo partito
Anche Taranto si respira aria di vittoria, sebbene i ballottaggi dell’8 e 9 giugno, in concomitanza coi referendum, potrebbero ribaltare la situazione, ma sicuramente orientare il tutto verso un discorso molto diverso dalla classica divisione in due. C’è, infatti, il terzo incomodo, ossia un civico sul quale la destra, battuta al primo turno, potrebbe convergere ma questo certo non allevierebbe la sconfitta.
In questo caso il M5S ha deciso di correre per conto suo sostenendo Annagrazia Angolano che non arriva all’11% mentre il solo Pd a sostegno di Pietro Bitetti vale il 15,24% sul totale di 37,39% del primo turno. Ancora Pd primo partito se si considera, come detto in precedenza, che il centrodestra non è pervenuto ed al ballottaggio ci andrà un candidato civico.
A Matera, pure al ballottaggio nelle stesse date, la sinistra non ha presentato alcun candidato ed ha vincere è una lista civica con propensione di centrosinistra guidata da Roberto Cifarelli. Dunque un’elezione che non entra in questo discorso.
Batosta per il centrodestra: Meloni non pervenuta
Giorgia Meloni non ha ancora analizzato la sconfitta alle Comunali che rischia di pesare in maniera decisiva e soprattutto darle la misura di quanto oggi il centrodestra possa essere in difficoltà. Il Pd avanza a vele spiegate, mentre i Fratelli d’Italia subiscono un’imbarcata. Basti pensare che a Genova il partito di Giorgia Meloni si è piazzato secondo nelle preferenze totali con solo il 12,44%, mentre a Ravenna un po’ meglio col 16,78%. Il problema è che non solo non regge il confronto col Pd, ma floppa perfino a Matera dove il Pd non c’è e si arriva ad un’impietoso 10,41%. Qualcosa sta cambiando nel Paese? Il Risultato di Taranto dove Fdi arriva solo all’8,61% ci dice qualcosa.
Inutile andare a guardare il passato asserendo che in quei territori Fratelli d’Italia non abbia mai riscosso consensi bulgari. Se la narrazione è quella di un governo che sta facendo marciare il Paese verso un’età dell’oro allora se ne sarebbero accorti tutti, ed i consensi sarebbero aumentati. Ovviamente, non sembra proprio così, anzi semmai il contrario.
Pd, M5s ed Avs ubriachi di successo ma ora si deve decidere
Con Genova e Ravenna portate ormai a casa, il centrosinistra deve solo decidere che direzione prendere. Per adesso l’unica saldatura sembra esserci tra Avs e Pd, visto che il M5s si è defilato a Taranto e si è comunque, anche a livello nazionale, mostrato scettico in più occasioni.
L’idea di un federatore però ad oggi non convince, e con un Partito Democratico così sembra davvero poco credibile. Più probabile che Giuseppe Conte decida di “consegnarsi” volontariamente ad Elly Schlein passandole il testimone e sostenendola poi come candidata Premier. Conoscendo i tempi biblici, dimostrati anche dalla situazione in corso per le prossime regionali in Campania, la riserva sarà sciolta quasi all’ultimo secondo ma non è così che si fanno i progetti politici.
La passione dimostrata da Elly Schlein sta, in un certo senso, funzionando ma non basta: ora serve coraggio politico per decidere. Se non tutti vogliono stare dentro si deve scegliere a chi consentire di imbarcarsi e chi lasciare in banchina. La nave sta partendo e non può attendere o di lasciare tutti a terra.

